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*


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sabato, 22 novembre 2008
Oggi e domani al Romecamp

Anche se a dire il vero finisce oggi, sabato.


venerdì, 14 novembre 2008

Friendfeed mi divora i temi potenzialmente bloggabili. O almeno quelli brevi.
Per quelli lunghi ci pensa la pigrizia.


martedì, 14 ottobre 2008
Criteri con cui si decide se leggere un blogpost

In base a quali criteri - consapevoli o no - si decide di leggere un post su un blog, dal momento in cui si è giunti su quella pagina web?
Ho fatto una listarella, a braccio; sicuramente incompleta (e ovviamente un po' soggettiva).

  1. Quanto mi interessa l'argomento di cui parla il post (ammesso che sia evidente qual è tale argomento dal titolo e/o dalle prime righe e/o dal link con cui sono arrivato in quella pagina).
  2. Chi è l'autore. (Se conosco il blogger Tizio ho già un'idea di quanto mi interesserà ciò che scrive. Se non lo conosco il criterio non vale.)
  3. Se sono arrivato lì da un link, quanta fiducia ho in chi ha messo quel link.
  4. Quanto è lungo il post.
  5. Quanto è intrigante/divertente il titolo e/o le foto di quel post.
  6. Come è impaginato il post e com'è il template.
  7. (Altri criteri?)
Questi punti sono in ordine di importanza (questa è la parte soggettiva, chiaramente), cioè sono nell'ordine con cui li applico (es.: se il primo non è applicabile, si passa al secondo; però se il secondo mi farebbe rinunciare alla lettura, controllo comunque anche i successivi, prima di bocciare il post; in sostanza l'insieme dei criteri dà un peso o punteggio che porta alla decisione di leggere o meno quel post). (Ovviamente tutta questa valutazione avviene senza consapevolezza dei criteri che ad essa soggiacciono.)

 p.s. Questa lista potrebbe essere meglio rappresentata con un flowchart, il che ne aumenterebbe la leggibilità e comprensibilità. Ma al momento mi fa fatica.


venerdì, 03 ottobre 2008
Contrordine: divertitevi, ad Urbino

Mi dòle un dente, ho da far cose, un gomito mi fa contatto col piede...
Insomma, ad Urbino non ci vado.


mercoledì, 01 ottobre 2008
Sabato ad Urbino

Dovrei esserci. Mezza giornata, il sabato. Chi c'è?




domenica, 28 settembre 2008
Ambient!

Mi sono comprato un registratorino digitale. Questo qua. L'idea è di registrare brevi suoni di ambiente, possibilmente buffi, e metterli on line.
Ora mi ci vuole un blog apposta, però. :D



Piccolo esempio a bassa qualità:




(Secondo esempio: ometti al bar.)


mercoledì, 17 settembre 2008
La Blogfest 2008, io c'ero, ecco la prova

Sono partito venerdì mattina per Riva del Garda,  ridente cittadina dimenticata da dio e dalle FF.SS. ma non da Bossi e neanche dai turisti tedeschi. Forte dell'esperienza di parecchi raduni usenettiani, sapevo che lo scopo del summit era unicamente di vedere gli altri blogger vis à vis (e infatti non avevo minimamente guardato cosa ci fosse nel programma).

Sull'eurostar da Firenze c'era un sacco di gente che smanettava su piccoli computer (detti eee per via della frase "eeeh! ti garberebbe averlo anche a te, eh?"). Erano certamente blogger in incognito, parte di quella ciurma che presto avrebbe invaso la costa nord del lago di Garda, inducendo gli autoctoni a chiedere "Ma chi è tutta quella gente strana?!". Però, appunto, erano in incognito.
Il tempo era caldo e afoso. Fino a Verona. Poi, pioggia che veniva già come se avesse la banda larga. (Tant'è che, dopo Verona, sono andato nel bagno del vagone e mi sono cambiato - da shorts e sandali a pantaloni lunghi e scarpe invernali.)
Treno fino a Rovereto, poi uno splendido autobus anni '50 che fermava a tutti i numeri civici. E infine Riva del Garda.
Dopo 6 ore e mezzo e 4 mezzi di trasporto diversi, giungevo dunque all'albergo di proprietà del sig. Garni (ne ha una catena) e nomato Orchidea. Ciò per dire che ci vuole una mente perversa per fare una roba così in luogo ove non fermi un eurostar.

Nel pomeriggio ho vagato per l'ameno paesino lacustre, senza trovar traccia dei campeggi col bar che erano previsti dal programma. Ho saputo poi che un fortunale aveva infierito sulle fragili strutture collocate in vari punti di Riva. Le fanciulle dell'accoglienza - trincerate in un curioso rifugio alpino prefabbricato ancorato sul lungolago - mi hanno tuttavia fornito i mezzi di sussistenza previsti dall'organizzazione, comprensivi di documenti falsi (badge in bianco), distintivi di identificazione, camuffamento da ggiovane e razioni di sopravvivenza ipercaloriche.

[Non voglio fare un post di 6 cartelle, dunque passo ad una cronaca meno puntuale.]
Un cenno sul concerto dei Sei Ottavi (di cui nessuno ha parlato perché lo hanno rimosso): questi sono un gruppo vocale costituito da gnomi sovrappeso e gnocche superfasciate (per carità, è la voce che conta) che fanno il tipico repertorio per le case di riposo per anziani e per i turisti dopati di luoghi comuni: da "Nel blu dipinto di blu" a "Chattanooga chou chou" a "Quando quando quando". I blogger entravano nella sala e ne uscivano dopo 5 minuti massimo, alcuni ridendo scompostamente, altri duramente provati. E bon.

Ma veniamo ai blogger.
Alla Blogfest ho incontrato parecchia gente e tutti manco me li ricordo. Tra i primi, Oskar NRK e Maria-Sednonsatiata (quest'ultima sfoggiante una scollatura degna di miglior contenuto). Più tardi Guido Catalano, Kurai, Arsenio Bravuomo e Zio Bonino. Lo Zio di Tutti Noi mi ha amabilmente salutato intimandomi, come si conviene, di inginocchiarmi ai suoi piedi. Poi però mi ha graziato perché in terra era bagnato. Bravuomo mi si è presentato un'altra volta, più tardi, per via dei negroni che aveva frattanto ingerito.

Ho anche conosciuto le blogstar - o almeno la loro forma umana. Le blogstar sono magnanime e benevolenti: tutti hanno fatto finta di sapere chi fossi.

Ora faccio un elenco di quelli con cui ho scambiato qualche parola (oltre ai già detti): la Fran, Keplero, Pietro Izzo, Sofi, Auro, Elena SA, Matteo (BloggoI), Annarella, Marcella (Milo), Federico Bolsoman e Daria, Orientalia, Eleonora (di Lulu), Pasteris, Mauro Gasparini, Asended. Poi anche degli altri di cui non mi ricordo il nome, memoria vigliacca!
Con molti altri siamo rimasti praticamente alle presentazioni: non ne cito nessuno così pari e patta.

Il tempo è stato stabile per tutti e tre i giorni: pioveva sempre. Ciò nonostante (e qui apro una parentesi look-dei-blogger), vi sono state delle coraggiose che non hanno rinunciato all'abito che avevano programmato di indossare: per esempio Simona Siri, in tutto il suo splendore, ha affrontato la piazza piovigginosa del FashionCamp con abitino levissimo e tacco 12. Mi dicono anche che Mafe sfoggiasse sandali da museo art nouveau; ma io non faccio caso alle calzature delle donne, quindi boh (fanno eccezione le crocs di Auro, ma quelle sono catarifrangenti perciò le ho viste anch'io).
Ho visto anche qualche altra fanciulla in gran tiro (mise tra la cubista e l'hostess da fiera, diciamo), ma non so chi fossero e quindi resto sul generico (ah ah!). (Selvaggia Lucarelli non fa testo, non essendo annoverabile tra i blogger).
No, dico questo perché invece la larga maggioranza dei convenuti ha ovviamente rinunciato al look geek-fighetto per ripiegare su pratiche tenute nerd-quando-piove.

Il sabato, dopo una breve puntata al FashionCamp (che non ho ancora capito che fosse, però c'era un buffet gratis), ho partecipato a ben due dibattiti al LitCamp: uno sull'editoria digitale e il print-on-demand, l'altro sul progetto de La Stampa di fare la versione per ebook reader. Ma semmai dico qualcosa in separata sede.

Più tardi c'è stato il concerto dei Lino e i mistoterital, che non conoscevo e sono molto bravi e divertenti. E poi le premiazioni di quella cosa che fa il Neri coi suoi amici. A dire il vero la cerimonia di consegna dei premi è stata piuttosto divertente; ma purtroppo era presente anche Facci.

Alla fine delle premiazioni, Leonardo ha aperto una bottiglia di spumante, a chiamato a sé quelli che aveva intorno e ha detto "Ecco, bevetene tutti e fate questo in memoria di me". Ma in realtà scherzava. Anzi, in realtà si è brindato e basta; e quella frase, "bevetene tutti e fate questo in RAM di me", l'ha detta ovviamente Zio Bonino.

Le persone che ho conosciuto sono tutte belle e simpatiche (le donne), ovvero simpatiche (gli uomini). Non ho avuto sentore del minimo screzio o pettegolezzo. Sì, c'è stato chi ha detto che Zio Bonino non è capace di camminare sulle acque, ma vabbè.

Nel complesso la vacanza è stata molto piacevole. Purtroppo si è ammazzato David Foster Wallace.


giovedì, 11 settembre 2008
Blogfesting in the rain

Da domani a domenica dovrei essere a Riva del Garda, ove potrò prepararmi adeguatamente ad affrontare un piovoso autunno. Pare infatti che pioverà come Splinder la manda, sì che i molti blogger colà convenuti dovranno stringersi in locali favorevoli alla promisquità dei sudori, ove potranno fare uno sharing molto 3.0 delle proprie emissioni corporee. (Sono richieste solo le vaccinazioni standard.)blogfest


lunedì, 25 agosto 2008
Machinima

Io, da tanto tempo, avevo un'ideuzza per fare un fumetto usando come vignette i fermo-immagine di qualche videogame RPG (aggiungendo poi i fumetti). O magari anche usare soltanto quei fermo-immagine come sfondi e disegnare i personaggi. Sarebbe divertente, penso, ambientare una storia, magari molto dissacrante e ironica, in uno dei mondi dei giochi di ruolo (tipo World of Warcraft, Doom, Uru, Final Fantasy ecc.).
Non è detto che non la faccia, prima o poi. Magari col taglio della satira politica.
Però, ora che ho scoperto i machinima - cioè i filmati creati usando i motori grafici dei videogame - la tentazione di tentare un'animazione, invece che un fumetto, è grande. Specie avendo trovato, nello stesso giorno, questo software freeware (ancora lo devo provare) e questo libro.


domenica, 24 agosto 2008
Diagnosi per la rarefazione dei post su questo blog

1. Sindrome compulsiva da FriendFeed.
2. Pigrizia agostana patologica.
3. Mica mi pagano.


lunedì, 11 agosto 2008
Non è un web per scultori

SICCOME io di mestiere faccio lo scultore...
No, davvero. Seriamente! Faccio lo scultore. Giuro.
Dicevo, siccome faccio lo scultore, allora talvolta mi vien da pensare che il web, le cose webbiche, lì, tutto l'ambaradan, non hanno la possibilità di trasmettere/ospitare le sculture.
Chiaro, no? È pacifico. Non c'è verso!

Sì, certo, delle sculture si possono mettere le foto, sul web; e talvolta - diciamo la verità - le sculture, in foto, sembrano più belle che dal vero, con le luci giuste, lo sfondo eccetera.
Però le foto delle sculture non sono sculture. Stanno alle sculture, le foto, come le foto delle belle donne stanno alle belle donne (anche le donne, infatti - e pure gli uomini, si capisce - in foto possono essere più belle che dal vero). Ma con le foto delle belle donne... Non occorre che spieghi oltre, no?

Sì, è vero, esistono le fotocopiatrici 3d - dei pantografi che lavorano col polistirolo, in pratica, ma intanto non sono diffuse e costano un pacco di soldi; e poi comunque con quelle si fanno solo delle cose di polistirolo; piccole, per di più. Polistirolo grezzo, insomma... Non è il massimo.
Se è per quello esistono pure grossi pantografi per il marmo che lavorano anche con dati numerici. Ma in ogni caso si tratta di tecnologie che hanno a che fare con la digitalizzazione di oggetti, o con la loro progettazione, anche; ma non con l'uso del web per condividere questi oggetti. Non fino ad oggi, almeno.

Ok, fare scultura per il web potrebbe voler dire anche abbandonare i materiali tradizionali e passare ad altri, con altre e nuove possibilità. Per la pittura e la fotografia (e le loro contaminazioni) è già così. Ma anche lì, insomma, non è che ci siamo granché. Cioè, si può fare pittura/fotografia con strumenti digitali, ok, ma poi sul web puoi metterci solo delle riproduzioni.
Ma sto divagando. Dicevo della scultura con materiali non tradizionali; o, per meglio dire, senza materiali. Io posso farla, una scultura esclusivamente digitale, come no. Ma finché resta un file, questa scultura è al massimo un progetto di scultura. Ovvero, ciò che conta è l'output finale, chiaro, mica il progetto.
Allora se rinuncio al materiale posso al massimo o fare degli oggetti 3d digitali, visibili con un software specifico che faccia il suo bel rendering (e questo sarebbe l'output finale); oppure ricorrere agli ologrammi.
Se non che, gli oggetti 3d son cosette che stanno dentro il monitor - ed hanno più a che fare con l'animazione che con la scultura - e i proiettori di ologrammi, eh!, costano una cifra e non sono diffusi neanche loro.

Comunque questo post non è che lo scrivo per fare il punto dello stato della tecnologia rispetto al web e alla scultura. No.
E' solo per dire che, a volte, mi spiace non poter mettere on line le sculture.
D'altra parte, il fatto che le sculture siano legate ai materiali, alle loro caratteristiche fisiche al lavoro manuale, quel fatto lì lo trovo confortante.
Probabilmente è una posizione di retroguardia, ma pazienza.


domenica, 03 agosto 2008
Danielewski, l'homophily e il web

Mio zio ha letto "Casa di foglie". E in rete si parla di "omofilia".
Che c'entra? Non tanto, solo un collegamento nella mia testa. Che spiego.

Partiamo dall' homophily. L'articolo su D di Repubblica riprende uno spunto partito da The Atlantic e discusso dai guru del web. Il succo: la tendenza a leggere siti e blog che la pensano come noi e ci assomigliano è un limite all'accrescimento individuale e all'utilizzo delle potenzialità del web.  Sul confine tra il "chi si assomiglia si piglia" e "l'avere i paraocchi", insomma.
Sinceramente mi pare un po' una scoperta dell'acqua calda, raccontata anche una certa superficialità (almeno per ciò che ho letto).
Voglio dire, che senso ha fare questa osservazione riferendosi in generale alle "frequentazioni" di una persona sul web? È ovvio che ci sono siti e blog che si leggono per divertimento, socialità ed evasione ed altri che si leggono per informarsi, capire, conoscere. La tendenza "omofiliaca" non è certo un problema per il primo gruppo di casi, e vorrei sapere se i dati che mostrano tale tendenza fanno questa distinzione.
E d'altra parte, quando si critica e si discute qualcosa, e si dice la propria opinione - su una posizione politica, su un fatto, su un film, su un pettegolezzo - credo che sia normale leggere anche le posizioni contrarie alla propria (sennò come si fa a confutarle?),  e ciò lo si fa proprio sul web, dove è possibile aprire con un click la pagina di un giornale odioso o di un blog schierato su posizioni diverse dalle nostre (anche se magari si parte dal blog che ha opinioni affini alle nostre.

Il post di Sofi sull'homophily, però, la prende più larga, e parla di come l'uso massiccio di media come il web possa cambiare le persone più di quanto esse stesse sospettino. E cita Nicholas Carr (su "The Atlantic") che confessa, dopo 10 anni di uso continuo della rete, di non riuscire a leggere un libro per più di 5 minuti senza deconcentrarsi.

"Casa di foglie"
Qua spunta il collegamente tra la discussione sull'omofilia e il romanzo di Mark Danielewski. Infatti mio zio, come molti altri, trova che le acrobazie di impaginazione, così abbondanti in quel libro, siano un po' un giochetto, una cosa che dopo un po' stanca.
Bene, per farla breve, io credo che il fatto che io invece abbia apprezzato davvero quella caratteristica di "Casa di foglie" possa dipendere dal fatto che da 10 anni leggo pagine web (senza peraltro aver subito alcun calo della capacità di leggere tomi cartacei). Insomma, io ricordo la fatica e il fastidio che provavo 10 anni fa nel leggere le pagine dei portali, dei giornali e di molti siti: le cose da leggere stavano sparse qua e là nella pagina, in blocchetti e box con font e colori diversi. E poi c'erano i link. Se volevi vedere quel che c'era in quella pagina era molto faticoso, all'inizio.
Ecco, "Casa di foglie" ha molte pagine fatte così, con blocchi diversi di testo e paragrafi distinti ma paralleli giustapposti nella stessa pagina(*). Questo aspetto cozza con la normale e consolidata abitudine a leggere una riga dopo l'altra, un discorso dopo l'altro - in serie, non in parallelo. Danielewski invece ha introdotto nella scrittura letteraria, in modo abile e consapevole, l'effetto destabilizzante e "antinarrativo" di un'impaginazione che costringe a leggere in modo diverso.

In sostanza, sospetto che si possa leggere un romanzo come "Casa di foglie", senza essere buttati fuori ad ogni pagina dalla "suspension of disbelief" e dal pathos narrativo, grazie all'abitudine a leggere sul web. Del resto il romanzo di Danielewski, almeno secondo la leggenda, è nato sul web.

(*) Il romanzo successivo di Danielewski, "Only revolutions", fa un uso ancora più estremo dell'impaginazione: forse eccessivo, non so: non sono riuscito a leggerlo ancora.


Alea jacta est

Ho preprenotato per la bloblogfest di Ririva del Garda.

blogfest


lunedì, 28 luglio 2008
Ideologie del web secondo Il Manifesto

La mappe delle "correnti" interpretative di Internet pubblicata su Il Manifesto.

Non ho idea di quanto questa tassonomia sia valida. La grafica, certo, è pessima.

(Da VisionPost, via qualcuno-che.non-ricordo.)


lunedì, 07 luglio 2008
Ormai l'ho messa nel Tumblr...

...La storia del sito con la falsa intercettazione, dico. L'ho messa sul Tumblr. Questo post serve per permettere uno sfogo al fiume di commenti che certamente premono. ;)

No, vabbè, c'è anche un'altra cosa. Mi chiedevo quanti accessi (e quanta reputazione) deve avere un sito perché una diffamazione, un insulto, una satira pesante facciano muovere gli avvocati.
Tutti i giorni vengono messi in rete moltissimi post o commenti simili (simili come "querelabilità") alla parodia hardcore di La seconda Repubblica, senza alcuna reazione. Stavolta però c'è stato un sito giornalisticamente accreditato, "Dagospia", che ha ripubblicato la notizia (prendendola per vera! LOL!); da ciò sono partite le "ribattute" delle agenzie e dei giornali, poi le smentite e le minacce di querela. E, bang!, diffide e sito chiuso.

Insomma, una notizia che parte dalla blogosfera, o dai siti amatoriali, non ottiene una reale considerazione al di fuori della piccola cerchia dei blogger/lurker(*) finché non viene rilanciata da un organo di stampa accreditato. Il che è arcinoto e piuttosto banale, da dire.
Mica sempre uno ha da dire cose originali! :D

(*) Il che non significa che quella notizia non abbia un peso e una influenza nel far riflettere e discutere anche solo qualche nerd - compreso l'autore della notizia, chiaro.


lunedì, 02 giugno 2008
New York?!

Il quiz  "In che città dovresti vivere" (via .mau.) mi colloca a New York. Devo aver sbagliato qualcosa.

What City Should You Live In?

You should live in New York City. America's largest city will ensure that you will blend into the crowd. You are the brooding type--introspective, creative, and eccentric--and NYC's cutting-edge, individualistic culture and ambience will appeal to you.

 


sabato, 03 maggio 2008
Con quella faccia un po' da manga

L'ultimo dei siti che creano un avatar personalizzato è FaceYourManga(*).
Il mio risultato è questo (assai autocompiacente/lusingatorio, come è la norma in questo tipo di cose).

(Versione B.)

(*) Via Phonkie.


martedì, 29 aprile 2008
Magic blog

Sarei abbastanza curioso di sapere come hanno fatto i titoli dei miei post a mettersi in neretto, così, tuttaduntratto ("E tuttaduntratto; il coro! Pasta del Capitanoooo!" :D) e da soli.
Graditi suggerimenti, tenendo presente che
a) Il neretto è comparso col post sullo spam;
b) Il template non viene toccato da giorni;
c) negli ultimi post e commenti non ci sono neretti rimasti aperti;
d) nello stylesheet, coerentemente con b), non sono comparse indicazioni
tipo font-weight:bold o simili;
e) varie ed eventuali.

Ovviamente tra un effetto di magia (dovuto alla troppa lettura di Pratchett) e una mia distrazione propendo per la seconda a colpo sicuro. Nondimeno, l'effetto di tale distrazione non l'ho ancora trovato.


lunedì, 28 aprile 2008
Spam record

Dal Tg3 Leonardo sento questa notizia: secondo uno studio, nei primi 3 mesi del 2008 il 92% delle email scambiate nel mondo sono state di spam. Nella distribuzione di tutta questa spazzatura, l'Italia sta all'8° posto e riceve il 3,6% di tutto lo spam del mondo. In Europa (CE) sta messa peggio solo la Polonia (3,8%).
Simpatico lapsus nel servizio di Tg3 Leonardo: "Per evitare rischi, il consiglio è sempre di aprire solo le mail di cui si conosce il destinatario". Grande!


giovedì, 24 aprile 2008
Emeroteca promemoria

La Repubblica, come già ha fatto il Corriere della Sera, mette online gratuitamente il proprio archivio dal 1984 ad oggi (nei prossimi giorni, ancora non c'è).
Avendo del tempo da perdere, ci sarebbero tante di quelle cose da recuperare e ricordare! Anche considerando che la memoria storica sui fatti recenti ha una spettacolare capacità di rimozione.


domenica, 13 aprile 2008
Dalla rete alla tv

Napoletone su RaiUno

La gaffe del manager Telecom Luca Luciani, dopo esser stata tolta da YouTube, si è propagata per la rete (tornando pure su YouTube, ovviamente). Al punto che oggi, a Domenica in, Giletti ha organizzato uno di quei dibattiti-spazzatura che fanno lì proprio partendo dal video di Luciani, e chiosando pure che "questo top manager, pensate, guadagna qualcosa come un milione di euro all'anno!".

Sorvolando sul dibattito-spazzatura (cui partecipavano, tra gli altri, Flavia Vento e Giovanni Rana - per dire), è interessante notare come la diffusione in rete abbia fatto raggiungere a quell'argomento la "massa critica" di notorietà per cui se ne può parlare anche su Rai Uno senza timore di fare diffamazione - e senza nemmeno chiamare il diretto interessato.


martedì, 01 aprile 2008
Blogbabel riapre

A quanto pare Blogbabel ripartirà in settimana. Era anche ora. La bizza è durata abbastanza.


lunedì, 10 marzo 2008
Cybook vs. Sony Reader

Ho provato in lungo e in largo lettore di ebook della Bookeen, il Cybook, e direi che ha ancora più limiti e difetti di quelli che ha il PRS 505 della Sony (di cui ho già detto). Cybook Gen3 (339 euro) è assai più lento e farraginoso nel funzionamento; i comandi sono meno accessibili; non legge il formato RTF; e soprattutto anche lui ha funzioni e opzioni  troppo limitate, rispetto al costo e alla tecnologia attuale.
Il Sony PRS 505 ha anche lui quei limiti di opzioni, però funziona parecchio meglio: Cybook, al confronto, sembra un vecchio pc con un processore 8086 (e costa un po' di più). Anyway, la lettura scorre abbastanza bene anche sul Cybook.
Il margine di miglioramento, per gli ebook reader, è notevole. Soprattutto in rapporto al prezzo - che diminuirà se e quando questo tipo di oggetti avranno una diffusione davvero larga.


sabato, 08 marzo 2008
Con calma, senza bruciare

Il mio feed su Feedburner è fermo a 6 post fa.
Non c'è rispetto per la gente che lavora...!


giovedì, 06 marzo 2008
Associazioni

Ogni volta che apro Kottke.org mi suona in testa una musica.
Questo perché mi viene in mente lui.


 
 
 
 


venerdì, 29 febbraio 2008
E ora Cybook

Ho ordinato, presso Tombolini, il lettore ebook della Bookeen, il Cybook Gen3. Non per me, io ho il Sony Reader e mi basta; faccio un favore a terzi.
Però arriverà qui, sicché potrò vedere un po' com'è e fare il confronto. Prossimamente su codesti schermi.



giovedì, 28 febbraio 2008
Cose che magari hanno anche un perché ma preferirei non fossero mai esistite, semplicemente

La mia tastiera ergonomica curvilinea Microsoft (60 euro, mea maxima culpa) ha deciso che i tasti w(*), 1 (tastierino numerico) e freccia-a-destra non funzionino più. E non dipende dalla parte meccanica del tasto, il non funzionamento (ho controllato). Ecco, così. Senza ratio né principio. Tutti gli altri fuzionano e quelli no. Ganzo, eh?
(*) Ho fatto copia-incolla, chiaro.


EBay phishing

Queste email che mi mandano i furboni che si spacciano per eBay son proprio fatte bene, bisogna dirlo: corrette grammaticalmente  e sintatticamente, con tutti i disclaimer e i link al loro posto; persino un misterioso "codice cliente"! Guarda, complimenti al phisher, davvero.

Peccato solo che poi me le mandano non nella mailbox che uso per eBay ma in un'altra. :D

Dall'header dell'ultima arrivata:

Received: from smtp5.aruba.it (smtpd3.aruba.it [62.149.128.208])
by mx.google.com with SMTP id t10si3923671muh.13.2008.02.27.18.33.28;
Wed, 27 Feb 2008 18:33:28 -0800 (PST)
...
Received: from unknown (HELO ?192.168.1.9?) (teso@tecnosuono.net@217.201.66.214)
by smtp5.aruba.it with SMTP; 28 Feb 2008 02:33:25 -0000


mercoledì, 27 febbraio 2008
Tumblr

Questo in realtà era un commento, però mi piaceva l'immagine e allora l'ho riciclato come post.

Certi tumblr sono come parassiti, succhiano la linfa vitale dal velopendulo del blogger senza che questi se ne accorga; finché un giorno, ecco, fare il post quotidiano appare arduo e faticoso, e il blogger non sa perché, e “Ohibò, che mi succede?”, pensa; e comincia inesorabilmente a diradare i suoi post, e a farne uno ogni tre che dice “Non ho più la vena”;
e non sa, il blogger, che intanto il suo tumblr gli sta succhiando la vita, e diventa sempre più forte e ingombrante; e si avvicina il giorno in cui il parassita si sbarazzerà dell’ospite uscendo dalla sua pancia come Alien.



sabato, 23 febbraio 2008
Sì viaggiare

In questo momento c'è gente che va a Torino. Sigh.
Sbircerò la diretta video.