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*


Testo della Legge Finanziaria 2008
così come approvata dal Senato il 15 novembre 2007.
Casomai, non so, qualcuno volesse...



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mercoledì, 23 gennaio 2008
Ingerenze e viltĂ 

"Merit triumphed over politics in Italy’s choice of a new research chief, according to scientists who hope that big changes will follow. Theoretical physicist Luciano Maiani was named head of the $1.5 billion National Research Council (CNR) in December and is expected to be confirmed soon to the 4-year post."

Così scriveva Science Magazine l'11 gennaio (pdf) riguardo alla nomina del prof. Maiani alla guida del CNR.
Poi però è venuto fuori che Maiani era stato uno dei 67 firmatari della lettera di protesta contro l'invito fatto al papa per inaugurare l'anno accademico alla Sapienza...
E insomma...
Il Senato doveva solo ratificare in Commissione, ma questa ratifica è stata fatta sparire dagli ordini del giorno - è slittata, sai com'è...
Il Presidente della Commissione cultura Tatarella (AN) ha chiesto una pausa di riflessione...
Eppoi c'è la crisi di governo, forse; si potrebbe andare alle elezioni...
Insomma, poi noi parlamentari e ministri di sinistra dobbiamo andare a chieder voti anche ai cattolici...
Cercate di capire...


sabato, 19 gennaio 2008
Tentativo di parolevaligiamento dei nomi degli interi

Ovvero proposta di nomenclatura alternativa delle cifre arabe

0: zero
1: zeno (unro)
2: zeue
3: unue (zere)
4: unre
5: dure (untro)
6: dutro (unque)
7: trattro(uni, dunque)
8: trenque (unte, dui)
9: quanque (trei, dutte, unto)
10: quattei (unve, dutto, trette)
11: cinchei (unci, duve, tretto, quatte,)
12: cinte (duci, treve, quatto)
13: sete (treci, quave, citto)
14: seitto (cinve)
15: setto (seive)
...
20: nocinchei (...)
21: nocincheizeno (...)
...
30: unuenta
31: unuentazeue

...

Il criterio è, evidentemente,


nome(A+B)=(nomeA)U(nomeB)

dove A e B sono interi tali che 0<=A<=9 (idem B) e l'operazione di unione (U) è la formazione di una parola-valigia.
I nomi ottenuti facendo una parola-valigia non sono unici. Il criterio qui usato per scegliere il "nome primario" di un intero è che le cifre A e B da cui si compone il nome primario siano A<B e (B-A)= valore minimo.

Quando si passa dai nomi delle 10 cifre arabe del sistema decimale ai nomi dei numeri >9 formati con tali cifre, il parolevaligiamento si complica. Fare una parola-valigia non ambigua dai nomi, per esempio, "nocincheizeno" e "nocincheizeue" (per ottenere il nuovo nome primario del numero 43) sarebbe abbastanza improponibile. Meglio limitare il criterio della nuova nomenclatura alle singole cifre, e comporre i nomi dei numeri con lo stesso metodo usato per i numeri arabi, scegliendo il parolevaligiamento ove disambiguo.
Perciò si avrà, per es., 64: dutrunre; 65: dutrure

Un'alternativa a quest'ultimo criterio sarebbe di usare, nella formazione dei nomi di numeri maggiori di 19, anche i nomi secondari. In tal modo il nome del numero 43 si porebbe ottenere facendo una parola-valigia tra "nocincheizeno" (21) e "duttuncizere", essendo ques'tultimo un nome secondario di 22. Ma anche così il nome risultante sarebbe quasi impronunciabile.

Uno dei criteri base assiomatizzati, tuttavia, - cioè la norma A<B - è scelto al fine di poter ottenere molti altri nomi secondari usando la regola alternativa

nome(B-A)=(nomeB)U(nomeA).

In tal modo si può creare evidentemente una intera sequenza di nomi alternativi e perfettamente distinti da quelli ottenuti con la regola precedente. Questi ulteriori nomi ("terziari", diciamo) - e il criterio che usa la sottrazione - possono forse permettere di avere dei nomi per i numeri maggiori di 19 ottenuti non con il pedestre metodo usato correntemente. Una verifica di questa possibilità è ancora da studiare.

Ben più interessante sarebbe invece proporre una nomenclatura delle cifre e dei numeri da esse composti che mantenga nel nome alcune proprietà del numero stesso; proprietà che né il nome attuale né la sua codifica grafica permettono di vedere.
Per es., dal fatto che un numero si chiami "ventitré" e che si indichi col segno "23" non è possibile vedere che quel numero è primo; né dal nome del numero 169 ("centosessantanove") io posso capire che è un quadrato
Se invece usassi una nomenclatura in cui i nomi dei numeri sono prodotti proprio usando certe loro specifiche proprietà (essere quadrati perfetti, essere primi, avere divisori <10 etc.), tali nomi mostrerebbero immediatamente quelle proprietà.
Queste ipotetiche nomenclature, però, sono anch'esse ancora da studiare/ideare.
Si ricorda che tutto ciò non ha assolutamente alcun fine né alcuna utilità.


mercoledì, 28 novembre 2007
La scoperta dell'acqua fresca

Che l'omeopatia sia efficace quanto l'acqua santa o il talismano del guaritore di turno (cioè per niente) lo sa bene chiunque abbia gli strumenti minimi per giudicare. Tuttavia fanno bene i ricercatori a continuare a produrre prove di ciò; e fanno bene le riviste come Lancet a pubblicarle.
Non perché tali prove possano convincere chi ha fede in quelle robe (non si convincono i credenti, quale che sia la loro "religione"); ma perché periodicamente i furboni che producono le pozioni omeopatiche provano a farsi dare soldi dal Servizio sanitario nazionale.

La cosa che non smette di stupirmi è la fermezza con cui i seguaci di quella o di altre credenze pseudoscientifiche rifiutano quei criteri di giudizio in base ai quali si possono falsificare tali credenze; e tuttavia li applicano quotidianamente in mille altre situazioni...


martedì, 16 ottobre 2007
Read Only Memory

Ovvero: quelle cose che ti restano in testa per sempre
e non ti servono a niente

Fumate Dusa




Fu.Ma.Te.Du.Sa

  • Fusibilità

  • Malleabilità

  • Temperabilità

  • Duttilità

  • Saldabilità


(cioè le proprietà tecnologiche dei metalli. "Ragazzi, queste ve le dovete ricordare a memoria perché ve le chiedo, avete capito?")


domenica, 14 ottobre 2007
...E noi che figli siamo/ votiam votiam votiamo

L'affluenza che non ti aspetti si materializza già nel dato delle ore 11: 600.000, trend 2.000.000. Il terrore si dissolve. L'elettorato di sinistra, benché mugugnante, va a votare in massa. Alle 18.11 ci si sbilancia nell'ottimismo: la proiezione parla di 3-4 milioni.
L'ultima proiezione sull'affluenza sarà alle 21. Del resto è l'unico dato che conta, l'unico incerto, l'unico indecifrabile fino a stamani.
Alle 12 Prodi faceva già la facciona sorridente di quando il fido Fattore C fa il suo dovere. Veltroni il vel-tronista tace, come fanno i leader e le primedonne in questi casi: in serata immagino si concederà al bagno di telecamere.


martedì, 09 ottobre 2007
Nomi matematici

"Mi chiamo Clarabella e 3pippo5=15"

Questo e quest'altro post di .mau. (non indispensabili alla comprensione di quanto sto scrivendo, ndpb :D) mi danno lo spunto per un discorsetto tera-tera sui termini usati in matematica.
Nella fattispecie, nel primo di quei post si notava come, calcolando la media tra dei numeri, si ottengano valori diversi a seconda del tipo di media (aritmetica, geometrica, armonica, quadratica) che si usa. E fin qui...
Poi .mau. nota anche che queste diverse medie danno sì risultati diversi ma sempre nello stesso ordine come grandezza (cioè la media quadratica è più grande della aritmetica, che è più grande della geometrica che è più grande dell'armonica).
Allora io ho pensato che, calcolando iterativamente le medie delle medie (o scrivendo una funzione che esprime ciò)(*), il risultato dovrebbe tendere a valori con distanza costante l'uno dall'altro e "posizionati" tra i numeri di partenza. Cioè: se calcolo la media arit. (MA), geom. (MG), armonica (HM) e quadratica (MQ) di due numeri, mettiamo 2 e 10, ottengo quattro valori diversi che stanno tra 2 e 10. Se calcolo le medie MA, MG, HM e MQ di questi 4 valori ne ottengo altri quattro che staranno anche loro tra il massimo e il minimo dei precedenti; e così via.
Tutto ciò per dire che, intuitivamente, ho pensato che  le medie delle medie dovessero comunque stare "in mezzo" ai valori di partenza (e fin qui è abbastanza ovvio) e anche tendere a dei valori dati, cioè "assestarsi" sempre più via via che l'iterazione procede.

Come mai ho pensato (e non ancora verificato perché mi fa fatica) ciò? Perché la media, in matematica, si chiama appunto "media", e non, chessò, "valore moderato". E "media" è una parola che appartiene al linguaggio comune, prima che al linguaggio matematico. E quando uno legge di una grandezza chiamata "media", in matematica, si aspetta che abbia qualcosa in comune con ciò che si intende per "media" nel linguaggio comune.
Chiaramente i due significati della parola, per il matematico e per il comune mortale, sono ben diversi; basti pensare che la media matematica è definita da un'espressione algebrica (anzi, da più di una).
Però i matematici hanno sempre cercato, nel dare i nomi ai loro oggetti, di usare le parole
del linguaggio comune più "vicine" nel significato. La divisione si chiama "divisione", non "operazione quoziente"; i numeri interi si chiamano così, non "pallottolieri"; la continuità nessuno ha pensato di chiamarla "Riemann-sezionabilità" (in Fisica la cosa è ancora più marcata: la velocità continua a chiamarsi "velocità" anche quando la si definisce per un tempo infinitesimo dt(**)).

Questa abitudine nel dare i nomi nasce, come gran parte della matematica, almeno un paio di secoli fa, in un'epoca cioè in cui i trattati matematici erano scritti con molte più parole e meno simboli. E si conserva ancora, benché esistano anche molti oggetti matematici con nomi lontani dalla lingua comune almeno tanto quanto è astratta la loro definizione (gli "anelli abeliani", per dirne uno).

Però - e questo è il succo del post - io non credo che quell'abitudine di cercare la vicinanza con la lingua reale, nel dare i nomi agli oggetti matematici, sia stata priva di effetti. Anche per i matematici - gente con grande confidenza con il linguaggio rigorosamente definito della loro scienza - non deve esser stato ininfluente usare quei nomi così familiari invece di inventarne di completamente astratti (come avrebbero potuto: la moltiplicazione avrebbe funzionato allo stesso modo anche se la si fosse chiamata "Clarabella", no?).

Non ho le conoscenze per entrare nel merito e tentare di avvalorare la mia impressione; anche perché si tratterebbe di un argomento prettamente epistemologico; anzi, di filosofia della scienza (che sarebbe l'epistemologia quando è trattata dai filosofi).
Dovrei chiederlo a
Ludovico Geymonat (se fosse vivo), o a Paolo Rossi (è ancora vivo?); o magari a Giulio Giorello, anche se dubito che la sua risposta sarebbe soddisfacente.

(*) cioè:
considerando 4 tipi di medie (o anche di più) e calcolandole su n valori interi positivi, sui 4 risultati ottenuti si può ancora calcolare le 4 medie; e così via (salvo sforamenti di dominio). ovvero si può scrivere una funzione f(x) definita da R4 su R4, con x=(a,b,c,d), tale che f(x)=(MA(x),MG(x),MQ(x),MArm(x)). sarei curioso di sapere come è fatta f, nello spazio R4 lineare, rispetto al superquadrato definito da x0.
se invece si costruisce una successione a definita da N su R4 tale che a(0)=(a,b,c,d) e an=(MA[a(n-1)],MG[a(n-1),MQ[a(n-1)],MArm[a(n-1)]), sarei curioso di sapere dove va la successione quando n -->infinito.

aggiunta
(**) Che poi i fisici fanno anche i ganzi e si beano di parlare delle loro grandezze come se fossero nel linguaggio comune: me li ricordo, gli studenti che si scervellavano a capire come mai, nel moto di rotolamento, "il punto P è fermo" anche se ha velocità >0: colpa degli autori del testo che scrivono bellamente "è fermo" e si dimenticano di dire che ciò non ha alcun senso nel caso di velocità istantanea.


venerdì, 05 ottobre 2007
Ignobel preoccupante

Tra i premi Ignobel, assegnati ieri alle ricerche più bislacche del panorama scientifico, ce n'è uno per la Linguistica assegnato a Juan Manuel Toro, Josep B. Trobalon e Núria Sebastián-Gallés dell'Università di Barcellona per aver dimostrato che i ratti a volte non riescono a distinguere tra una persona che parla giapponese al contrario e una che parla olandese al contrario. La cosa mi dà ansia: non è che 'sti ratti, se uno parla italiano normale lo capiscono?!


Gli Ignobel 2007:
MEDICINA Brian Witcombe di Gloucester, Regno Unito, e Dan Meyer di Antioch, Usa, per uno studio sugli effetti collaterali di mangiare le spade (non fa bene alla gola, in sostanza).
FISICA Lakshminarayanan Mahadevan della Harvard University, Usa, e Enrique Cerda Villablanca dell'Università di Santiago del Cile per uno studio matematico su come le lenzuola si spiegazzano.
BIOLOGIA Johanna E. M. H. van Bronswijk dell'Università della Tecnologia di Eindhoven, Olanda, per un censimento di tutti gli organismi che vivono nei letti delle persone.
CHIMICA Mayu Yamamoto dell'International Medical Center del Giappone per la scoperta di un modo per estrarre vanillina, la fragranza e l'aroma della vaniglia, dallo sterco di mucca.
LINGUISTICA Juan Manuel Toro, Josep B. Trobalon e Núria Sebastián-Gallés dell'Università di Barcellona per aver dimostrato che i ratti a volte non riescono a distinguere tra una persona che parla giapponese al contrario e una che parla olandese al contrario.
LETTERATURA Glenda Browne di Blaxland, Australia, per il suo studio sull'articolo inglese "the" e sui problemi che crea a chi deve fare elenchi in ordine alfabetico.
PACE Air Force Wright Laboratory di Dayton, Usa, per aver suggerito lo sviluppo di un'arma chimica, la cosiddetta "bomba gay", capace di sviluppare un'irresistibile attrazione sessuale tra i soldati nemici.
ALIMENTAZIONE Brian Wansink della Cornell University, Usa, per aver studiato l'appetito apparentemente illimitato degli esseri umani dando loro da mangiare una quantità illimitata di zuppa.
ECONOMIA Kuo Cheng Hsieh di Taichung, Taiwan, per aver brevettato nel 2001 un meccanismo che cattura i rapinatori di banche gettando su di loro una rete.
e infine:
AVIAZIONE Patricia V. Agostino, Santiago A. Plano and Diego A. Golombek dell'Università Nazionale di Quilmes, Argentina, per aver scoperto che il Viagra facilita il recupero del jetlag nei criceti.

Decisamente: son cose.



giovedì, 04 ottobre 2007
Miti Anni 50-60

Enterputnik



sabato, 08 settembre 2007
Savonarola!

Il Papa tetesco ormai ha mostrato chiaramente a tutti le caratteristiche del suo papato; rigidità, richiamo costante alle posizioni più reazionarie e preconciliari, anatemi continui contro il laicismo.
Per non abbassare il tiro, ieri ha fatto sapere alle folle austriache che le scoperte della scienza atea sono una terribile minaccia per l'Umanità.

Ahimé, ben poche voci - e molto meno stentoree - ricordano il tremendo effetto, passato, presente e futuro, della religione sull'Umanità


mercoledì, 05 settembre 2007
In truth we doubt

Mentre mi accingo a leggere "Lo spirito dell'Illuminismo" di Todorov, trovo gradevole conforto (comprehension permettendo) nell'ascolto del podcast del SETI.
Tutti i gusti son gusti

(che, nella versione Zeppa Enigmistica, diventa "Tutti i gusti son giusti".)



venerdì, 31 agosto 2007
Google in the sky with diamonds

L'ultima versione di Google Earth contiene Google Sky, ovvero una carta del cielo navigabile e zoomabile come Google Earth e Google Maps. E naturalmente si tratta di una carta del cielo composta di fotografie ad alta definizione; e con l'aggiunta di vari link informativi. Affascinante per chi conosce la volta celeste, anche se il catalogo è ancora scarsetto.


mercoledì, 22 agosto 2007
Promemoria per le genti - inutile

Per la serie Cose Che Ogni Tanto Vanno Ricordate, ripeto qua la falsità dell'orrido pregiudizio noto come Post hoc, propter hoc. Ovvero, se una cosa accade dopo un'altra allora la seconda è effetto della prima.
Pare evidente, che ciò sia falso, no? Pare. Ma invece la maggioranza degli homo sapiens se ne dimentica spesso, ed è disposta a credere fermamente nel contrario.

Del resto non è facile rinunciare - con cognizione - all'unico strumento che istintivamente si usa per riconoscere ciò che è vero da ciò che è falso: la propria esperienza. E la mancanza di una diffusa cultura scientifica di base fa il resto.

In verità faccio questo post pedante ispirato dalla notiziola estiva secondo cui cala il ricorso alla medicina alternativa tra gli italiani. La fiducia in tali pratiche (omeopatia, fiori di tizio, medicina cinese, chiropratica e tante altre bubbole) si fonda infatti sulla non applicazione del criterio in questione: se un evento accade nel tempo dopo un altro evento (anche se accade sempre) questo non basta per provare che tra i due eventi c'è una qualche relazione, tanto meno una relazione di causa-effetto.
Il credente (perché di pura fede si tratta) nelle Medicine alternative, invece, ragiona così: Uso il tal farmaco omeopatico e guarisco, quindi il farmaco mi ha fatto guarire. (Oppure: vado dal pranoterapista e poi sto meglio, quindi lui ha davvero il potere che dice di avere; chiedo la grazia alla Madonna e guarisco da un male incurabile, quindi la Madonna ha fatto il miracolo; etc.)

La difficoltà di fondo, nell'accettare il criterio suddetto, sta nel fatto che esso può generare dubbi irrisolvibili, cioè porta a situazioni in cui  non si è in grado di stabilire se una cosa è vera o falsa. Il dubbio, l'ignoto, l'imponderabile sono cose inquietanti per l'animale sapiens; istintivamente (forse geneticamente) da rifuggire.
Meglio allora avere una risposta, una spiegazione - anche se inventata. Tra la ragione che gli dice che della sua malattia non conosce la cura e il guaritore che gli assicura il contrario e gli spiega perché e percome, l'animale sapiens è naturalmente attratto dal secondo; e se poi l'esperienza personale del malato sembra avvalorare ciò che il guaritore dice, l'attrazione diventa irresistibile.

Purtroppo ci sono parecchie situazioni in cui l'esperienza personale è oggettivamente di scarso aiuto; e arricchirla dei racconti degli amici e conoscenti non sposta di una virgola il fatto.

Ma l'italico bipede vive felice ignorando tutto ciò e arricchendo omeopati, guaritori, cartomanti e paragnosti d'ogni foggia e colore. Perciò dubito che la notiziola di cui sopra sia indice di accresciuta cognizione.