Recevaligia:
Recentemente letti/riletti:
Alessandro Barbero, 9 agosto 378. Il giorno dei barbari.
Georges Duby, Le origini dell'economia europea.
Michel Houellebecq, Le particelle elementari.
Kurt Vonnegut, Un uomo senza patria.
Luciano Canfora, Giulio Cesare.
Umberto Eco, Sator Arepo eccetera.
Thomas Pynchon, L'arcobaleno della gravità .
Vernor Vinge, Rainbows End.
Terry Pratchett, Wyrd sisters.
Terry Pratchett, Monstrous regiment.
Luciano Canfora, Libro e libertà .
Desmond Morris, La scimmia nuda.
Luciano Canfora, 1914.
Pulsatilla, Giulietta Squeenz.
Terry Pratchett, Hogswatch.
Rex Stout, Abbiamo trasmesso.
Rex Stout, Troppi clienti!.
Terry Pratchett, Teatro di crudeltà .
Terry Pratchett, Il piccolo popolo dei grandi magazzini.
Terry Pratchett, Night Watch.
Terry Pratchett, The fifth elephant.
Terry Pratchett, Jingo.
Kurt Vonnegut jr., Madre notte.
P. K. Dick, Ubik.
James Gunn, Si garantisce la felicità .
Terry Pratchett, Feet of clay.
Terry Pratchett, L'arte della magia.
Terry Pratchett, La luce fantastica.
Terry Pratchett, Mort l'apprendista.
Terry Pratchett, The colour of magic - The graphic novel.
Piergiorgio Odifreddi, Perché non possiamo dirci cristiani.
Terry Pratchett, Uomini d'arme.
Francesco Guccini, Cittanòva Blues.
Terry Pratchett, A me le guardie!.
Desmond Morris, Il cane, tutti i perché.
Arthur C. Clarke, 2001, odissea nello spazio.
Douglas Adams, Praticamente innocuo.
Douglas Adams, Addio e grazie di tutto il pesce.
Douglas Adams, La vita, l'universo e tutto quanto.
Douglas Adams, Ristorante al termine dell'universo.
Kurt Vonnegut, Mattatoio n°5.
Arthur Conan Doyle, The hound of Baskervilles.
Robert Luis Stevenson, Treasure Island.
Arthur Conan Doyle, A study in scarlet.
2007 Georges Perec, W o il ricordo d'infanzia.
Joseph Conrad, Lo specchio del mare.
Michele Mari, Verderame.
Giampaolo Dossena, Dante
Donald Barthelme, Biancaneve
Giorgio Manganelli, Poesie
Paolo ALbani, La governante di Jevons
Ermanno Cavazzoni, Storia naturale dei giganti
Gianni Mura, Giallo su giallo
Giampaolo Dossena, Mangiare banane
Gianni Clerici, Zoo
Gianni Clerici, Alassio, 1939
David Foster Wallace, Oblio
Francesco Guccini, La legge del bar e altre comiche.
Alessandro Barbero, 9 agosto 378. Il giorno dei barbari.
Georges Duby, Le origini dell'economia europea.
Michel Houellebecq, Le particelle elementari.
Kurt Vonnegut, Un uomo senza patria.
Luciano Canfora, Giulio Cesare.
Umberto Eco, Sator Arepo eccetera.
Thomas Pynchon, L'arcobaleno della gravità .
Vernor Vinge, Rainbows End.
Terry Pratchett, Wyrd sisters.
Terry Pratchett, Monstrous regiment.
Luciano Canfora, Libro e libertà .
Desmond Morris, La scimmia nuda.
Luciano Canfora, 1914.
Pulsatilla, Giulietta Squeenz.
Terry Pratchett, Hogswatch.
Rex Stout, Abbiamo trasmesso.
Rex Stout, Troppi clienti!.
Terry Pratchett, Teatro di crudeltà .
Terry Pratchett, Il piccolo popolo dei grandi magazzini.
Terry Pratchett, Night Watch.
Terry Pratchett, The fifth elephant.
Terry Pratchett, Jingo.
Kurt Vonnegut jr., Madre notte.
P. K. Dick, Ubik.
James Gunn, Si garantisce la felicità .
Terry Pratchett, Feet of clay.
Terry Pratchett, L'arte della magia.
Terry Pratchett, La luce fantastica.
Terry Pratchett, Mort l'apprendista.
Terry Pratchett, The colour of magic - The graphic novel.
Piergiorgio Odifreddi, Perché non possiamo dirci cristiani.
Terry Pratchett, Uomini d'arme.
Francesco Guccini, Cittanòva Blues.
Terry Pratchett, A me le guardie!.
Desmond Morris, Il cane, tutti i perché.
Arthur C. Clarke, 2001, odissea nello spazio.
Douglas Adams, Praticamente innocuo.
Douglas Adams, Addio e grazie di tutto il pesce.
Douglas Adams, La vita, l'universo e tutto quanto.
Douglas Adams, Ristorante al termine dell'universo.
Kurt Vonnegut, Mattatoio n°5.
Arthur Conan Doyle, The hound of Baskervilles.
Robert Luis Stevenson, Treasure Island.
Arthur Conan Doyle, A study in scarlet.
2007 Georges Perec, W o il ricordo d'infanzia.
Joseph Conrad, Lo specchio del mare.
Michele Mari, Verderame.
Giampaolo Dossena, Dante
Donald Barthelme, Biancaneve
Giorgio Manganelli, Poesie
Paolo ALbani, La governante di Jevons
Ermanno Cavazzoni, Storia naturale dei giganti
Gianni Mura, Giallo su giallo
Giampaolo Dossena, Mangiare banane
Gianni Clerici, Zoo
Gianni Clerici, Alassio, 1939
David Foster Wallace, Oblio
Francesco Guccini, La legge del bar e altre comiche.
*
Audiolibri
da "L'isola pianeta e altri settentrioni" di Giorgio Manganelli (Adelphi 2006)Da "Centuria" di Giorgio Manganelli: Quattro (centuria n°4) (Adelphi 2006)
Tutti gli audiolibri
*
Testo della Legge Finanziaria 2008
così come approvata dal Senato il 15 novembre 2007.
Casomai, non so, qualcuno volesse...
così come approvata dal Senato il 15 novembre 2007.
Casomai, non so, qualcuno volesse...
Ultimi Commenti
Olmo&Biru
Il blog a fumetti
ECOLALISTE
Il blog delle liste
Audiovaligia
Il blog degli audio-libri
Rece-Valigia
Il blog-archivio delle recensioni
Il blog a fumetti
ECOLALISTE
Il blog delle liste
Audiovaligia
Il blog degli audio-libri
Rece-Valigia
Il blog-archivio delle recensioni
dicembre 2008
novembre 2008
ottobre 2008
settembre 2008
agosto 2008
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
io
arte
audiolibri
blog
cinema
continuiamocosì
critica
dfw
ebook
economia
enigmistica
filosofia
francia
fumetto
gals
giochi
linguistica - ludolinguistica
mai-più-senza
musica
obituary
olmo e biru
politica - societÃ
recensioni - scrittori
satira - comico
scienza-matematica
sport
storia
televisione
vita-da-single
web - informatica
arte
audiolibri
blog
cinema
continuiamocosì
critica
dfw
ebook
economia
enigmistica
filosofia
francia
fumetto
gals
giochi
linguistica - ludolinguistica
mai-più-senza
musica
obituary
olmo e biru
politica - societÃ
recensioni - scrittori
satira - comico
scienza-matematica
sport
storia
televisione
vita-da-single
web - informatica
...Ecolaliste...
Audiovaligia
Il mio lavoro
Sito su "La vita istruzioni per l'uso" di Georges Perec
Sito su Michele Mari
ameliebe
Azione Parallela
biancac
Binario 9 e 3/4
Bizblog
Botulinux - 8:49
CalMa
chez Séverine
Chou et Pomme
Cronache Meliane
e io che mi pensavo che...
Error 404
fabbrone
Giavasan
Gnegnet
herzog
ilibrintesta
ipazia
L'edipeo enciclopedico
Le inquiline
LeComari
lettura lenta
Lo Scaffale
Lobotomica
LPD
Mas
mascia
Matisse (Ricreazione)
mavi
MÃ nginoBrioches
Meta(llica)Fisica
mo me lo segno
NonSoloProust
Notimetolose
notiziole di .mau.
phoebe
Placida
Pulsatilla
Scuola di ladri
Senza qualitÃ
siocchezze
Sito di Paolo Albani
Smoking Permitted
spaesato
Thumper
Uccidi un grissino, salverai un tonno
Zilvia
Audiovaligia
Il mio lavoro
Sito su "La vita istruzioni per l'uso" di Georges Perec
Sito su Michele Mari
ameliebe
Azione Parallela
biancac
Binario 9 e 3/4
Bizblog
Botulinux - 8:49
CalMa
chez Séverine
Chou et Pomme
Cronache Meliane
e io che mi pensavo che...
Error 404
fabbrone
Giavasan
Gnegnet
herzog
ilibrintesta
ipazia
L'edipeo enciclopedico
Le inquiline
LeComari
lettura lenta
Lo Scaffale
Lobotomica
LPD
Mas
mascia
Matisse (Ricreazione)
mavi
MÃ nginoBrioches
Meta(llica)Fisica
mo me lo segno
NonSoloProust
Notimetolose
notiziole di .mau.
phoebe
Placida
Pulsatilla
Scuola di ladri
Senza qualitÃ
siocchezze
Sito di Paolo Albani
Smoking Permitted
spaesato
Thumper
Uccidi un grissino, salverai un tonno
Zilvia

Template: non è 'sto granché però l'ho fatto tutto da me, e quindi...
martedì, 16 dicembre 2008
Abruzzo/i. Arrestato il sindaco di Pescara, che è anche segretario regionale del PD, Luciano D'Alfonso.
Accusa: concussione, corruzione, truffa. Non la stessa vicenda di Del Turco, un'altra.
Allora, intanto vorrei sapere come fa uno a fare il sindaco di Pescara e anche il segretario regionale. Non suona bene, come minimo.
Inoltre, se le accuse hanno fondamento (non lo so, ma non serve aspettare la fine del processo, per saperlo), vorrei anche sapere CHI CAZZO CE LO HA MESSO? Sindaco del capoluogo e segretario regionale! Praticamente il principale esponente PD della regione!
Qua devono saltare delle teste. E non per mano della Magistratura.
Update: oggi un altro politico del PD è stato indagato: in Basilicata arresti domiciliari al deputato PD (ex Margherita) Salvatore Margiotta, nell'ambito di una inchiesta per tangenti.
Dunque, riassumendo: Firenze, Napoli, Pescara, Potenza. C'è altro?
Accusa: concussione, corruzione, truffa. Non la stessa vicenda di Del Turco, un'altra.
Allora, intanto vorrei sapere come fa uno a fare il sindaco di Pescara e anche il segretario regionale. Non suona bene, come minimo.
Inoltre, se le accuse hanno fondamento (non lo so, ma non serve aspettare la fine del processo, per saperlo), vorrei anche sapere CHI CAZZO CE LO HA MESSO? Sindaco del capoluogo e segretario regionale! Praticamente il principale esponente PD della regione!
Qua devono saltare delle teste. E non per mano della Magistratura.
Update: oggi un altro politico del PD è stato indagato: in Basilicata arresti domiciliari al deputato PD (ex Margherita) Salvatore Margiotta, nell'ambito di una inchiesta per tangenti.
Dunque, riassumendo: Firenze, Napoli, Pescara, Potenza. C'è altro?
domenica, 14 dicembre 2008
Venerdì il Vaticano ha fatto conoscere l'istruzione della Congregazione per la dottrina della fede "Dignitas personae". Si tratta di una lista di precetti morali che la Chiesa impone ai suoi membri:
- No alla fecondazione assistita sia omologa che eterologa
- no alla eliminazione volontaria degli embrioni nel contesto delle tecniche di fecondazione in vitro
- no a quella variante della fecondazione in vitro che è la Intra Cytoplasmic Sperm Injection (ICSI),
- no al congelamento di embrioni,
- no al congelamento di ovociti,
- no alla riduzione embrionale,
- forti dubbi sulla diagnosi pre-impiantatoria per le evidenti ricadute eugenetiche,
- no alle forme di intercezione e contragestazione,
-no alle proposte terapeutiche che comportano la manipolazione dell'embrione o del patrimonio genetico umano,
- no alla clonazione,
- no ai tentativi di ibridazione,
- no all'uso delle staminali embrionali a fini di ricerca,
- no all'uso per la ricerca di "materiale biologico" umano di origine illecita, cioé embrioni o linee cellulari.
Tutti questi "no", ha specificato il Vaticano, "sono in realtà un grande 'sì' alla vita".
Se questi maniaci dovessero governare, io mi sparerei. Per rispetto della vita, ovviamente.
- No alla fecondazione assistita sia omologa che eterologa
- no alla eliminazione volontaria degli embrioni nel contesto delle tecniche di fecondazione in vitro
- no a quella variante della fecondazione in vitro che è la Intra Cytoplasmic Sperm Injection (ICSI),
- no al congelamento di embrioni,
- no al congelamento di ovociti,
- no alla riduzione embrionale,
- forti dubbi sulla diagnosi pre-impiantatoria per le evidenti ricadute eugenetiche,
- no alle forme di intercezione e contragestazione,
-no alle proposte terapeutiche che comportano la manipolazione dell'embrione o del patrimonio genetico umano,
- no alla clonazione,
- no ai tentativi di ibridazione,
- no all'uso delle staminali embrionali a fini di ricerca,
- no all'uso per la ricerca di "materiale biologico" umano di origine illecita, cioé embrioni o linee cellulari.
Tutti questi "no", ha specificato il Vaticano, "sono in realtà un grande 'sì' alla vita".
Se questi maniaci dovessero governare, io mi sparerei. Per rispetto della vita, ovviamente.
E così Veltroni ha provato anche a organizzare una festa dei suoi fan su Facebook. Una cosa perfettamente nel suo stile, a quanto pare: discoteca fighetta, musica e video in sottofondo, clima informale. E' la prima volta, mi pare, che un politico italiano organizza un raduno reale dei suoi fan "virtuali". Fino ad oggi, del resto, gran parte della classe politica italiana è rimasta sostanzialmente al di fuori del web; e certamente quelli che hanno usato in modo opportuno quel tipo di canale sono... Uhm, forse solo Di Pietro?Forse si sta muovendo qualcosa, specie attraverso l'uso delle reti social, ma ancora non si può dire se i canali web saranno usati dai politici soltanto come ulteriore vetrina di propaganda unidirezionale o se qualcuno saprà invece sfruttarne le peculiarità.
Certamente la festa organizzata dal leader del PD è un esperimento intelligente. Magari goffo, certamente troppo propagandistico (un incontro fine a sé stesso, senza un obbiettivo o una ragione che fosse anche il semplice "no al governo Berlusconi"); però è l'esperimento di una cosa nuova, appunto. E il risultato non dev'esser stato tanto diverso dal dopo-comizio del leader in una Festa de L'Unità.
Nondimeno le critiche dall'interno del web sono fiorite subito. Forse fatte più che altro di settarismo, dato che, al momento, non ho letto uno straccio di argomento per spiegare cosa ci sia di tanto scandaloso e/o ridicolo nella Festa feisbucchiana di Veltrons. (Per carità, non che non ce ne siano, di motivi per criticare quell'iniziativa. Però bisogna anche decidersi: non è che si può dare contro i politici perché non usano il web e poi criticare anche quelli che lo usano, inizialmente, "da politici"!)
La mia impressione è che Veltroni stia cercando un canale di comunicazione che non coincida con il partito e le sue strutture. Un po' come fanno quei politici che aprono una loro fondazione (il riferimento a D'Alema non è casuale). Ma sicuramente la festa feisbucchiana nella zona Ostiense di Roma, in tal senso, non è stato più che un ballon d'essai.
Resta inteso, dal mio punto di vista, che il principale problema che ha Wally non è la mancanza di un canale di propaganda bensì di contenuti concreti, forti, credibili e adeguatamente sostenuti da tutto il suo partito.
venerdì, 12 dicembre 2008
Berlusconi, ieri sera, ha detto che lui non poteva mettere il veto sulle decisioni dell'UE sull'ambiente.
Qual è la ragione con cui il Presdelcons ha argomentato questa importante decisione (che è un dietrofront rispetto alle dichiarazioni precedenti)?
"Non posso passare per nemico dell'ambiente e dare alla Sinistra motivo per attaccarmi."
Ecco. La politica ambientale di un Paese smerciata per ragioni di propaganda.
(Certo, quella è una giustificazione di facciata per nascondere una sconfitta delle pretese italiane in sede europea; ma fa impressione che Berlusconi usi tranquillamente un argomento così platealmente demagogico, apparentemente impresentabile e evidentemente squalificante.)
Qual è la ragione con cui il Presdelcons ha argomentato questa importante decisione (che è un dietrofront rispetto alle dichiarazioni precedenti)?
"Non posso passare per nemico dell'ambiente e dare alla Sinistra motivo per attaccarmi."
Ecco. La politica ambientale di un Paese smerciata per ragioni di propaganda.
(Certo, quella è una giustificazione di facciata per nascondere una sconfitta delle pretese italiane in sede europea; ma fa impressione che Berlusconi usi tranquillamente un argomento così platealmente demagogico, apparentemente impresentabile e evidentemente squalificante.)
Dunque è bastata una breve riunione tra Berly, Tremonti, Gelmini e Valentina Aprea (presidente della commissione Cultura della Camera) per mettere da parte - almeno provvisoriamente - i provvedimenti più contestati della Legge Gelmini.
Ora, en passant faccio notare che quella legge è stata promulgata con decretazione d'urgenza (e ora si fa slittare!). Alè.
Faccio notare anche che il Parlamento ha approvato il decreto - che ora è legge, appunto - con il testo e le date in esso specificate. Se non è questo un esempio della riduzione del Parlamento a notaio del Governo...!
Ma soprattutto (e qui faccio dietrologia) mi chiedo: perché questa decisione improvvisa di fare marcia indietro?
L'abolizione di fatto del tempo pieno, la riduzione dell'orario, la dequalificazione dell'insegnamento obbligatorio erano provvedimenti che avrebbero certamente fatto calare il consenso verso il Governo, non appena attuati. È questa la ragione della brusca frenata voluta da Berlusconi?
Insomma, ciò che mi chiedo è se tanta attenzione al consenso popolare mostrata da Berly (anche al di là di questo singolo episodio) non sia la premessa per altre, più gravi riforme che potrebbero essere accettate, appunto, solo avendo un'opinione pubblica largamente favorevole al Governo.
Oh, l'ho detto che facevo dietrologia, eh.
Ora, en passant faccio notare che quella legge è stata promulgata con decretazione d'urgenza (e ora si fa slittare!). Alè.
Faccio notare anche che il Parlamento ha approvato il decreto - che ora è legge, appunto - con il testo e le date in esso specificate. Se non è questo un esempio della riduzione del Parlamento a notaio del Governo...!
Ma soprattutto (e qui faccio dietrologia) mi chiedo: perché questa decisione improvvisa di fare marcia indietro?
L'abolizione di fatto del tempo pieno, la riduzione dell'orario, la dequalificazione dell'insegnamento obbligatorio erano provvedimenti che avrebbero certamente fatto calare il consenso verso il Governo, non appena attuati. È questa la ragione della brusca frenata voluta da Berlusconi?
Insomma, ciò che mi chiedo è se tanta attenzione al consenso popolare mostrata da Berly (anche al di là di questo singolo episodio) non sia la premessa per altre, più gravi riforme che potrebbero essere accettate, appunto, solo avendo un'opinione pubblica largamente favorevole al Governo.
Oh, l'ho detto che facevo dietrologia, eh.
giovedì, 11 dicembre 2008
A Firenze, dopo la fibrillazione causata dall'inchiesta giudiziaria e dalle intercettazioni telefoniche, il Partito Democratico ha tratto un dado. Un dadino, via.
Veltroni e i dirigenti regionali toscani si sono trovati oggi a Roma e hanno preso una decisione: si fanno le primarie "di coalizione". Che sono le "primarie di coalizione"? Sono elezioni primarie
aperte anche a candidati di altri partiti - di quei partiti già attualmente alleati col PD per il governo di Firenze, presumibilmente - che vorranno presentarsi in coalizione col PD per le prossime amministrative, sostenendo un candidato sindaco comune che uscirà appunto da queste elezioni primarie.
Ah, nel conclave romano si sarebbe scelto anche di fare un turno di ballottaggio, qualora dalle primarie non esca un candidato con una netta maggioranza.
Che vuol dire? Vuol dire, intanto, che il PD porterà solo 2 candidati alle primarie (invece dei 4 in corsa prima della bufera su Castello). Infatti ci vuole almeno il 35% dei voti della Direzione comunale per essere candidato del PD alle primarie di coalizione. Ergo, più di due non se ne scelgono. (*)
Chiaramente sono ammessi anche candidati non espressi dai partiti: basta che raccolgano tot firme. Quante siano le tot firme, è da decidere, così come la percentuale per evitare il ballottaggio.
Con questo meccanismo, pare che Renzi e Cioni - due dei 4 candidati PD - resteranno fuori. Raccoglieranno le firme, dicono già da ora.
Quindi, con una inchiesta in corso, con 3 dimissioni nella giunta comunale, con le intercettazioni pubblicate sui giornali, con l'attenzione nazionale puntata su FIrenze e la "questione morale", il PD prende una decisione che non appare così intransigente e rigorosa. Sembra più una rimescolata.
Chiaramente per dire se una scelta diversa, più netta e dolorosa, sarebbe stata necessaria, occorrerebbe conoscere meglio i fatti dell'inchiesta giudiziaria, al di là di ciò che è stato pubblicato sui giornali. Mi auguro che i dirigenti PD abbiano vagliati quei fatti, prima di NON decidere che chi fosse coinvolto in quell''inchiesta avrebbe dovuto uscire dal partito.
(*) Il perché di questa regola dei due candidati lo ignoro.
Veltroni e i dirigenti regionali toscani si sono trovati oggi a Roma e hanno preso una decisione: si fanno le primarie "di coalizione". Che sono le "primarie di coalizione"? Sono elezioni primarie
aperte anche a candidati di altri partiti - di quei partiti già attualmente alleati col PD per il governo di Firenze, presumibilmente - che vorranno presentarsi in coalizione col PD per le prossime amministrative, sostenendo un candidato sindaco comune che uscirà appunto da queste elezioni primarie.
Ah, nel conclave romano si sarebbe scelto anche di fare un turno di ballottaggio, qualora dalle primarie non esca un candidato con una netta maggioranza.
Che vuol dire? Vuol dire, intanto, che il PD porterà solo 2 candidati alle primarie (invece dei 4 in corsa prima della bufera su Castello). Infatti ci vuole almeno il 35% dei voti della Direzione comunale per essere candidato del PD alle primarie di coalizione. Ergo, più di due non se ne scelgono. (*)
Chiaramente sono ammessi anche candidati non espressi dai partiti: basta che raccolgano tot firme. Quante siano le tot firme, è da decidere, così come la percentuale per evitare il ballottaggio.
Con questo meccanismo, pare che Renzi e Cioni - due dei 4 candidati PD - resteranno fuori. Raccoglieranno le firme, dicono già da ora.
Quindi, con una inchiesta in corso, con 3 dimissioni nella giunta comunale, con le intercettazioni pubblicate sui giornali, con l'attenzione nazionale puntata su FIrenze e la "questione morale", il PD prende una decisione che non appare così intransigente e rigorosa. Sembra più una rimescolata.
Chiaramente per dire se una scelta diversa, più netta e dolorosa, sarebbe stata necessaria, occorrerebbe conoscere meglio i fatti dell'inchiesta giudiziaria, al di là di ciò che è stato pubblicato sui giornali. Mi auguro che i dirigenti PD abbiano vagliati quei fatti, prima di NON decidere che chi fosse coinvolto in quell''inchiesta avrebbe dovuto uscire dal partito.
(*) Il perché di questa regola dei due candidati lo ignoro.
domenica, 07 dicembre 2008
cacicco: [ca-cìc-co] o cacico s.m. (pl. -chi)
In Messico e in altri luoghi dell'America centrale, titolo dei capi di tribù indigene all'epoca della dominazione spagnola. estens. Detentore o accaparratore del potere [Dallo spagnolo cacique, e questo dal caraibico (aruaco) kacik].
sabato, 06 dicembre 2008
La "piazzata" con cui stamani il sindaco di Firenze Leonardo Domenici ha voluto protestare contro il Gruppo L'Espresso è un fatto assolutamente stupefacente. Impensabile per Domenici e impensabile per il partito a cui appartiene (PD). O forse sarebbe più corretto dire che sarebbe stato impensabile nel partito da cui Domenici proviene (Pci-Pds-Ds). Oltre all'autoincatenamento (per 2 ore) di stamani, il sindaco di Firenze ha anche rilasciato un'intervista, ieri, altrettanto sopra le righe, nella quale si dichiara schifato dalle ultime vicende e annuncia che lascerà la politica allo scadere del suo mandato (tra 6 mesi).
Bon, Domenici avrà le sue ragioni per aver sbroccato così platealmente. Ma il suo gesto mi ha dato la sensazione di un'ultima goccia. E non l'ultima goccia nel rapporto tra Domenici e la politica (fatti suoi), ma in quello tra il partito che oggi rappresenta la sinistra storica (o ciò che ne rimane) e il suo elettorato.
Parlo di "ultima goccia" perché, oltre all'inchiesta fiorentina, ci sono stati altri fatti recenti che hanno senza dubbio dato la gastrite all'elettorato del PD (che già di bocconi indigesti ne ha dovuti ingollare parecchi, in un solo anno): c'è stato l'arresto in blocco della giunta dell'Abruzzo; ci sono stati i colpi bassi tra le correnti interne; c'è l'inchiesta di Napoli e le dimissioni che Bassolino non intende dare; c'è stata, dalle elezioni fino a poche settimane fa, la sensazione di una certa fiacchezza nell'azione contro il governo Berlusconi; e c'è, anche, quel senso di caos riguardo all'organizzazione di un partito che ancora si sta fondando, che ancora non ha fatto il suo primo congresso, che ancora non fa un tesseramento.
Insomma, l'elettorato del PD ha ottime ragioni per sentirsi schifato forse quanto il sindaco di Firenze. E lo sfogo di Domenici (come quello di altri esponenti del PD fiorentino, oggi nelle cronache locali) potrebbe essere persino applaudito da quell'elettorato. "Il sistema politico-mediatico è malato e io non voglio più farne parte", dice il sindaco di Firenze. Giusto. Bravo. Sono certo che gran parte degli elettori del PD pensano anche loro che il mondo politico abbia avuto un notevole degrado negli ultimi anni. Sanno bene, spesso per esperienza diretta, che i molti discorsi sull'essere "diversi" e inflessibili sulla questione dell'onestà e dell'idealismo non erano solo parole, nel Pci; anche - e soprattutto - nelle amministrazioni locali, nei Comuni, nelle Province.
E avvertono anche, i non giovanissimi tra gli elettori del PD, che la classe dirigente attuale del loro partito non sembra altrettanto virtuosa, rispetto a quelle precedenti. O per lo meno non ci metterebbero la mano sul fuoco, credo. O sbaglio?
E i fatti recenti che ho citato sono mazzate per la credibilità della classe dirigente del PD. Come ha detto ieri Cofferati, "la gente dice basta" (però non lo dice, questo basta, la gente; non abbastanza forte, almeno).
La gente, l'elettorato, la "base" del PD potrebbe finire per fare come il sindaco Domenici, e sentirsi schifata dai propri rappresentanti politici e mollare tutto. Tuttavia non so se quella stessa gente plaudirà alle sortite di Domenici contro il degrado della politica e dei media. Ovvero, non so se uno come Domenici - così "organico" alla politica degli ultimi anni - sia credibile, in quello sfogo. Ma in fondo non posso neanche dire se la capacità digestiva degli elettori del PD sia davvero agli sgoccioli.
Credo però che il rischio ci sia, e penso che la linea della segreteria nazionale debba essere di assoluta intransigenza, in queste vicende. Sempre che la segreteria nazionale abbia la forza per esserlo, intransigente.
Non sono un sostenitore del rinnovo a tutti i costi della classe politica. Chi ha maggiore esperienza è un rappresentante e un amministratore migliore di chi non ne ha. Però forse è il momento davvero di fare scelte di questo tipo. Mi auguro che ciò non debba avvenire coartatamente e in modo traumatico.
venerdì, 05 dicembre 2008
Una noterella - una volta ogni tanto - su vicende locali di queste parti. Qua, in terra di Cino, la sinistra governa ininterrottamente dal 1946. Evviva. Si può però immaginare che tanta consolidata contiguità con il potere non abbia giovato alla qualità dei dirigenti locali del PD (PCI, PDS, DS, Ulivo etc.), progressivamente. È inevitabile.
Infatti, qua a PT, come credo in gran parte delle realtà locali, la nascita del PD ha provocato un certo, come dire, sgomitamento nell'assegnazione/occupazione delle cariche. Per carità, fisiologico.
Meno fisiologico è che, in vista del primo appuntamento elettorale amministrativo dopo la nascita del PD (elezioni provinciali nel 2009), in una assemblea "plenaria" del Coordinamento provinciale, venga il vicesegretario regionale Bini e spari alzo zero contro il coordinatore provinciale Belliti (già segretario provinciale dei DS), ricevendo l'appoggio di parecchi dei dirigenti locali, per la mancanza di elezioni primarie e il modo "antidemocratico" in cui si va definendo la candidatura per la Presidenza della Provincia.
Infatti, qua a PT, come credo in gran parte delle realtà locali, la nascita del PD ha provocato un certo, come dire, sgomitamento nell'assegnazione/occupazione delle cariche. Per carità, fisiologico.
Meno fisiologico è che, in vista del primo appuntamento elettorale amministrativo dopo la nascita del PD (elezioni provinciali nel 2009), in una assemblea "plenaria" del Coordinamento provinciale, venga il vicesegretario regionale Bini e spari alzo zero contro il coordinatore provinciale Belliti (già segretario provinciale dei DS), ricevendo l'appoggio di parecchi dei dirigenti locali, per la mancanza di elezioni primarie e il modo "antidemocratico" in cui si va definendo la candidatura per la Presidenza della Provincia.
mercoledì, 03 dicembre 2008
Financial Times e Borsaitalia.it dicono che in Italia cala il consumo di energia elettrica del 30% in novembre 2008; e che calano le immatricolazioni auto del 29%.
Terna (fonte del Financial Times, il quale è fonte di borsaitalia.it) dice però che in ottobre il consumo di energia elettrica è calato solo del 2,8% (2,5% se si considera che ha fatto più caldo dell'anno scorso).
E Repubblica Auto, inserto in edicola oggi col quotidiano, riporta il dato delle vendite del 2008: -11,9% rispetto al 2007. (Mentre Repubblica.it cita il calo di immatricolazioni del 30%.)
Insomma, su dati così importanti (pressoché ignorati dalla stampa, come nota .mau.) non si riesce neanche ad avere cifre concordi. Forse sono solo leggerezze o ambiguità degli articoli, ma ciò è abbastanza sorprendente, trattandosi di indicatori parecchio significativi della crisi economica.
Terna (fonte del Financial Times, il quale è fonte di borsaitalia.it) dice però che in ottobre il consumo di energia elettrica è calato solo del 2,8% (2,5% se si considera che ha fatto più caldo dell'anno scorso).
E Repubblica Auto, inserto in edicola oggi col quotidiano, riporta il dato delle vendite del 2008: -11,9% rispetto al 2007. (Mentre Repubblica.it cita il calo di immatricolazioni del 30%.)
Insomma, su dati così importanti (pressoché ignorati dalla stampa, come nota .mau.) non si riesce neanche ad avere cifre concordi. Forse sono solo leggerezze o ambiguità degli articoli, ma ciò è abbastanza sorprendente, trattandosi di indicatori parecchio significativi della crisi economica.
sabato, 29 novembre 2008
La settimana scorsa ho visto un bel documentario sulla tragedia del Vajont, su History channel. Tremendo, con immagini tratte dall'archivio dei Vigili del fuoco e numerose testimonianze degli scampati. Una decina di giorni dopo il disastro, un rappresentante delle istituzioni andò sul posto, ove i superstiti di Longarone e degli altri paesi cancellati dall'acqua gli mostrarono la loro incazzatura chiedendo giustizia.
Il rappresentante delle istituzioni era il Presidente del consiglio Giovanni Leone, il quale, con voce ferma e solidale, rispose "Avrete giustizia! Siatene certi!".
Il processo contro i titolari della diga del Vajont - che di fatto provocarono la tragedia - si aprì alcuni anni dopo, nel 1968. L'avvocato difensore dei dirigenti della SADE (poi ENEL) era Giovanni Leone.
No, questo per ricordare come i politici farabutti oltre ogni limite non sono un'esclusiva della cosiddetta Seconda Repubblica.
Nel 1971 Giovanni Leone fu eletto Presidente della Repubblica, carica dalla quale fu costretto a dimettersi nel 1978 a causa delle voci su un suo coinvolgimento diretto nello Scandalo Lockheed.
domenica, 23 novembre 2008
Sì, dal Sudamerica, è tornato? Era laggiù, ultimamente. Innocentemente lontano dalle miserie della politica italica.
Vabè, ma non è questa la ragione del post.
Vorrei invece ritornare sulla bella figura del senatore Latorre (efficacemente sottolineata anche da Zoro, nel suo ultimo video).
Sì, perché il senatore Latorre non ha solo fatto una leggerezza.
Il senatore Latorre ha mostrato in pubblico di star facendo il doppio gioco. Una cosa sporca, scorretta, disonesta.
Eh sì, non è solo questione di contrasti tra correnti interne ad un partito o di non essere d'accordo col proprio segretario.
No. Perché il senatore Latorre ufficialmente e pubblicamente ha continuato a sostenere la linea di Veltroni e del PD: era nella Commissione Vigilanza Rai, il senatore Latorre (si è dimesso pochi giorni fa per fare entrare Zavoli), e in questi mesi ha sostenuto disciplinatamente la candidatura di Leoluca Orlando.
Ufficialmente e pubblicamente (in verità il senatore Latorre, oggi, nel suo forum, si scusa ma sostiene che "Sin dal principio non ho condiviso l'alleanza con l'Italia dei Valori")
Però in realtà - lo si è visto sugli schermi di La7 - operava per far fallire quella linea politica, la linea politica del suo partito.
Come si chiama, un comportamento così?
Sarebbe stato molto diverso se le riserve rispetto alle scelte di Veltroni il senatore Latorre le avesse correttamente e pubblicamente dichiarate, come si fa quando si è in una corrente di minoranza. "Non sono d'accordo col dare a Di Pietro la presidenza della Vigilanza, però, per disciplina di partito, voterò seguendo le indicazioni del mio segretario", avrebbe dovuto dire sin dall'inizio il senatore Latorre.
Così non sarebbe stato doppio gioco. Sarebbe stata un'opposizione interna che esce lealmente allo scoperto.
Bene, ma ora allo scoperto ci siete, senatore Latorre. Allora? Che facciamo? Uscite dal partito? Convocate il parlamentino interno e chiedete di mettere ai voti la linea, e magari anche la poltrona, del segretario?
Ah no? Dite che facciamo finta che non sia successo niente, almeno fino al congresso (nel 2009)?
Mah. Suona un po' surreale.
(Ah, a proposito: il senatore Latorre è un fedele dalemiano.)
Vabè, ma non è questa la ragione del post.
Vorrei invece ritornare sulla bella figura del senatore Latorre (efficacemente sottolineata anche da Zoro, nel suo ultimo video).
Sì, perché il senatore Latorre non ha solo fatto una leggerezza.
Il senatore Latorre ha mostrato in pubblico di star facendo il doppio gioco. Una cosa sporca, scorretta, disonesta.
Eh sì, non è solo questione di contrasti tra correnti interne ad un partito o di non essere d'accordo col proprio segretario.
No. Perché il senatore Latorre ufficialmente e pubblicamente ha continuato a sostenere la linea di Veltroni e del PD: era nella Commissione Vigilanza Rai, il senatore Latorre (si è dimesso pochi giorni fa per fare entrare Zavoli), e in questi mesi ha sostenuto disciplinatamente la candidatura di Leoluca Orlando.
Ufficialmente e pubblicamente (in verità il senatore Latorre, oggi, nel suo forum, si scusa ma sostiene che "Sin dal principio non ho condiviso l'alleanza con l'Italia dei Valori")
Però in realtà - lo si è visto sugli schermi di La7 - operava per far fallire quella linea politica, la linea politica del suo partito.
Come si chiama, un comportamento così?
Sarebbe stato molto diverso se le riserve rispetto alle scelte di Veltroni il senatore Latorre le avesse correttamente e pubblicamente dichiarate, come si fa quando si è in una corrente di minoranza. "Non sono d'accordo col dare a Di Pietro la presidenza della Vigilanza, però, per disciplina di partito, voterò seguendo le indicazioni del mio segretario", avrebbe dovuto dire sin dall'inizio il senatore Latorre.
Così non sarebbe stato doppio gioco. Sarebbe stata un'opposizione interna che esce lealmente allo scoperto.
Bene, ma ora allo scoperto ci siete, senatore Latorre. Allora? Che facciamo? Uscite dal partito? Convocate il parlamentino interno e chiedete di mettere ai voti la linea, e magari anche la poltrona, del segretario?
Ah no? Dite che facciamo finta che non sia successo niente, almeno fino al congresso (nel 2009)?
Mah. Suona un po' surreale.
(Ah, a proposito: il senatore Latorre è un fedele dalemiano.)
giovedì, 20 novembre 2008
Anzi, come lo scudo crociato (per i giovani: l'edera era il simbolo del Partito Repubblicano). L'ineffabile senatore Villari ha dichiarato che non intende dimettersi dalla poltrona di presidente della Vigilanza Rai, neanche ora che c'è un accordo tra PD e PdL per eleggere Sergio Zavoli. Finalmente ha avuto una poltrona, il senatore Villari, e non ci si schioda.
Il Direttivo dei senatori del PD sta deliberando l'espulsione dell' ex Dc, ex Ppi, ex Udeur, ex Magherita (almeno così dicono, la riunione è in corso mentre scrivo).
A questo punto mi pare che ci siano pochi dubbi sul fatto che Villari si è venduto, anche se aspettare gli sviluppi è obbligatorio, vista la teatralità (registro farsa) della vicenda.
Comunque vada a finire, la sconfitta politica causata dalla debolezza del PD è totale, e l'ultimo atto di Villari ne fa pagare il fio per intero.
Probabilmente la gaffe del senatore Latorre - che ha dimostrato come dentro al PD ci sia chi rema contro la linea del segretario (dimostrato; che si sapesse anche prima è fuor di dubbio ma non è la stessa cosa) - non è estranea alle scelte del parvenu Villari e di chi gli sta dietro.
Update: i senatori del PD hanno espulso Villari dal gruppo parlamentare. Non dal partito. Nel contempo anche i presidenti di Camera e Senato, e anche il PresdelCons, hanno invitato Villari a dimettersi. Quest'ultimo sembra contrariato: forse il patto che ha stretto con Berly gli aveva dato altre speranze? Se è così il senatore Villari dimostra di essere più sciocco che trasformista.
Il Direttivo dei senatori del PD sta deliberando l'espulsione dell' ex Dc, ex Ppi, ex Udeur, ex Magherita (almeno così dicono, la riunione è in corso mentre scrivo).
A questo punto mi pare che ci siano pochi dubbi sul fatto che Villari si è venduto, anche se aspettare gli sviluppi è obbligatorio, vista la teatralità (registro farsa) della vicenda.
Comunque vada a finire, la sconfitta politica causata dalla debolezza del PD è totale, e l'ultimo atto di Villari ne fa pagare il fio per intero.
Probabilmente la gaffe del senatore Latorre - che ha dimostrato come dentro al PD ci sia chi rema contro la linea del segretario (dimostrato; che si sapesse anche prima è fuor di dubbio ma non è la stessa cosa) - non è estranea alle scelte del parvenu Villari e di chi gli sta dietro.
Update: i senatori del PD hanno espulso Villari dal gruppo parlamentare. Non dal partito. Nel contempo anche i presidenti di Camera e Senato, e anche il PresdelCons, hanno invitato Villari a dimettersi. Quest'ultimo sembra contrariato: forse il patto che ha stretto con Berly gli aveva dato altre speranze? Se è così il senatore Villari dimostra di essere più sciocco che trasformista.
lunedì, 17 novembre 2008
venerdì, 14 novembre 2008
Sembra che il segretario del PD Veltroni abbia finalmente deciso di abbandonare lo stile soft e politically correct col quale ha debolmente interpretato il ruolo di leader del maggiore partito di opposizione in questi primi 6 mesi di governo Berlusconi. Un segno vistoso di ciò si è visto ieri quando la parola "regime" è uscita dalla caste labbra del Segretario Buono riguardo alla elezione del Presidente della Commissione parlamentare di vigilanza RAI.
Perché sottolineo ciò? Perché solo poche settimane fa, alla manifestazione del 25 ottobre al Circo Massimo, Veltroni aveva ancora ripetuto che "Noi non gridiamo al regime!".
Ok, meglio tardi che mai.
Perché sottolineo ciò? Perché solo poche settimane fa, alla manifestazione del 25 ottobre al Circo Massimo, Veltroni aveva ancora ripetuto che "Noi non gridiamo al regime!".
Ok, meglio tardi che mai.
Con questo non voglio dire che è d'accordo con Berlusconi, farà il furbo e non si dimetterà. Solo che, se così avvenisse, non sarei stupito.
Tra l'altro, c'è già chi tira la volata alla potenziale furbata: Enzo Carra, altro parlamentare del PD ex democristiano, già portavoce di Forlani e condannato per falsa testimonianza nel processo Mani Pulite, dichiara che Villari non deve dimettersi.
Insomma, magari mi sbaglio, ma una certa puzzetta di inciucio democristiano la si respira.
Certo, il vicolo cieco della candidatura Orlando non è stata una gran furbata, da parte dell'opposizione. Però mollare ora è ancora peggio.
(Villari intanto si è guadagnato una voce su Wikipedia, ieri inesistente.)
venerdì, 07 novembre 2008
giovedì, 06 novembre 2008
Arrivo ultimissimo a commentare l'ultima, recente (e non conclusa, credo) polemica tra la senatrice del PD Paola Binetti e molti esponenti del suo stesso partito.
Riassunto per chi vive su altri pianeti o comunque ha di meglio da fare che seguire le scaramucce interne del PD: la Binetti ha detto pochi giorni fa al Corriere che è giusto che i gay non diventino preti perché le "tendenze omosessuali fortemente radicate" possono generare istinti "incontrollabili", da cui il rischio di comportamenti pedofili. Poi ha precisato il suo pensiero, ma intanto, nel PD, si era chiesta la sua testa.
Chiamato a dirimere la cosa, il segretario del PD Veltroni è intervenuto con la sua proverbiale chiarezza: la Binetti ha sbagliato ma "in un grande partito come il nostro", ha detto Walter, non possono "esistere 'reati d'opinione' o processi per idee che vengono espresse"
Come? [Mode Zoro on] A Wàlte, ma che stai a ddi'? [Mode Zoro off]
Cioè, intanto di "reati" o "processi" ne parli te. Lo Statuto del PD parla di "violazioni dello statuto" e di "sanzioni".
Poi, in ogni partito ci sono questioni sulle quali si dibatte e le posizioni sono diverse, ovvio; ma ci sono anche punti fondanti sui quali no che non si discute! (Cioè, se un dirigente del PD dice "Mah, l'antifascismo, che palle, è una cosa superata!", che gli diciamo? Che sì, sbaglia, però tutte le opinioni sono lecite? O lo invitiamo - gentilmente e con stile - a levarsi dai coglioni?)
E poi - terza cosa e ragione di questo post - il fatto è che la senatrice Binetti non è un semplice tesserato del PD. È una parlamentare del PD; è un membro dell'Assemblea nazionale del PD; è un membro della Commissione per il Manifesto dei valori del PD. Insomma, è una dirigente del Partito Democratico, e quando apre bocca non rappresenta solo se stessa.
E forse sarebbe il caso che le sue legittime opinioni, la senatrice Binetti, continuasse ad esprimerle SENZA gli ovvi vincoli che le derivano dall'essere una parlamentare ed una dirigente del PD.
Riassunto per chi vive su altri pianeti o comunque ha di meglio da fare che seguire le scaramucce interne del PD: la Binetti ha detto pochi giorni fa al Corriere che è giusto che i gay non diventino preti perché le "tendenze omosessuali fortemente radicate" possono generare istinti "incontrollabili", da cui il rischio di comportamenti pedofili. Poi ha precisato il suo pensiero, ma intanto, nel PD, si era chiesta la sua testa.
Chiamato a dirimere la cosa, il segretario del PD Veltroni è intervenuto con la sua proverbiale chiarezza: la Binetti ha sbagliato ma "in un grande partito come il nostro", ha detto Walter, non possono "esistere 'reati d'opinione' o processi per idee che vengono espresse"
Come? [Mode Zoro on] A Wàlte, ma che stai a ddi'? [Mode Zoro off]
Cioè, intanto di "reati" o "processi" ne parli te. Lo Statuto del PD parla di "violazioni dello statuto" e di "sanzioni".
Poi, in ogni partito ci sono questioni sulle quali si dibatte e le posizioni sono diverse, ovvio; ma ci sono anche punti fondanti sui quali no che non si discute! (Cioè, se un dirigente del PD dice "Mah, l'antifascismo, che palle, è una cosa superata!", che gli diciamo? Che sì, sbaglia, però tutte le opinioni sono lecite? O lo invitiamo - gentilmente e con stile - a levarsi dai coglioni?)
E poi - terza cosa e ragione di questo post - il fatto è che la senatrice Binetti non è un semplice tesserato del PD. È una parlamentare del PD; è un membro dell'Assemblea nazionale del PD; è un membro della Commissione per il Manifesto dei valori del PD. Insomma, è una dirigente del Partito Democratico, e quando apre bocca non rappresenta solo se stessa.
E forse sarebbe il caso che le sue legittime opinioni, la senatrice Binetti, continuasse ad esprimerle SENZA gli ovvi vincoli che le derivano dall'essere una parlamentare ed una dirigente del PD.
mercoledì, 05 novembre 2008
Paolo Guzzanti, da tempo in totale rottura con il proprio gruppo parlamentare (PdL), ha attaccato con tutta la durezza di cui è capace un vecchio giornalista il ministro Mara Carfagna, rispolverando anche le intercettazioni delle presunte telefonate a luci rosse tra la giovane ex-velina e il presidente del Consiglio.La Carfagna ha annunciato querela. Oggi Paolo Guzzanti, in una intervista, fa sapere di avere "testimoni attendibili" che hanno letto le intercettazioni incriminate (oggi distrutte), e che, se la querela andrà in tribunale, li chiamerà a deporre. Anzi, il deputato ex berlusconiano sottolinea sarcasticamente che, se la ministra Carfagna vorrà andare fino in fondo, "...ciò le fa onore, perché si espone all'accertamento della verità".
Comunque vadano le cose (escludo si arrivi in tribunale), direi che la reputazione dell'onorevole Carfagna è ora definitivamente sputtanata.
lunedì, 03 novembre 2008
A me, la gambizzazione punitiva di un gruppo di ragazzini, avvenuta ieri a Secondigliano (Napoli), mi ha immediatamente ricordato questo romanzo di Diego Da Silva.
domenica, 02 novembre 2008
domenica, 26 ottobre 2008
Qua un po' di foto fatte ieri alla manifestazione del PD. Qualche altra foto - postata al volo, instant pics, per così dire - sta qua.

Ribadisco l'impressione già detta ieri: l'abbondante partecipazione è venuta dal bisogno di mostrare l'incazzatura contro il governo Berlusconi; ma per mostrarla sia a Berlusconi che alla dirigenza del PD, questa incazzatura.
Proposito per i giorni/mesi a venire: rompere costantemente i coglioni alla suddetta dirigenza. I dirigenti diretti. Dirigere i dirigenti. (Ma se uno li chiama "rappresentanti" suona meno paradossale.)
C'era Sandro Curzi in sedia a rotelle, ridotto maluccio.
Nota personale: mi accorgo che ieri avevo con me 4 periferiche, tutte in grado di riprodurre musica, due di esse in grado di fare foto e filmati, tre di esse in grado di registrare audio. Starò mica nerdizzandomi?

Ribadisco l'impressione già detta ieri: l'abbondante partecipazione è venuta dal bisogno di mostrare l'incazzatura contro il governo Berlusconi; ma per mostrarla sia a Berlusconi che alla dirigenza del PD, questa incazzatura.
Proposito per i giorni/mesi a venire: rompere costantemente i coglioni alla suddetta dirigenza. I dirigenti diretti. Dirigere i dirigenti. (Ma se uno li chiama "rappresentanti" suona meno paradossale.)
C'era Sandro Curzi in sedia a rotelle, ridotto maluccio.
Nota personale: mi accorgo che ieri avevo con me 4 periferiche, tutte in grado di riprodurre musica, due di esse in grado di fare foto e filmati, tre di esse in grado di registrare audio. Starò mica nerdizzandomi?
venerdì, 24 ottobre 2008
Pensavo, ieri: meno male che c'è stata questa sollevazione di massa del mondo della scuola, nelle ultime settimane! E meno male che Berly, l'altroieri, ha dato libero sfogo - as usual - al suo Super Io proclamando editti repressivi dal pulpito della sua conferenza stampa (grande invenzione, la conferenza stampa quasi tutti i giorni! Potrebbe sostituire anche il Consiglio dei Ministri!).
Meno male, perché così la manifestazione di domani a Roma, annunciata 4 mesi fa - pensavo ieri - avrà un bersaglio e una motivazione. (Lo scrive anche Leonardo, oggi.)
Del resto, un aiuto per Veltroni era già venuto per il fatto che Berly e co. hanno criticato duramente il fatto di fare una manifestazione di piazza contro il governo. Phew! "Almeno ci considerano!", avrà pensato il Walter.
Però mi vien da pensare che, in fondo, al Governo va bene che ci sia un'opposizione che è rappresentata dal PD. Se il PD perdesse ulteriormente rappresentatività, la acquisterebbero altri soggetti politici, anche extraparlamentari (e del resto probabilmente sta accadendo). Un'opposizione debole ma ben visibile fa comodo alla maggioranza. Fa da "spalla" involontaria. Legittima il consenso.
Allora, pensavo, magari lo fanno apposta, a gettare questi "aiuti" a Veltroni e al PD.
Però non so se Berly e i suoi siano strateghi così raffinati.
Meno male, perché così la manifestazione di domani a Roma, annunciata 4 mesi fa - pensavo ieri - avrà un bersaglio e una motivazione. (Lo scrive anche Leonardo, oggi.)
Del resto, un aiuto per Veltroni era già venuto per il fatto che Berly e co. hanno criticato duramente il fatto di fare una manifestazione di piazza contro il governo. Phew! "Almeno ci considerano!", avrà pensato il Walter.
Però mi vien da pensare che, in fondo, al Governo va bene che ci sia un'opposizione che è rappresentata dal PD. Se il PD perdesse ulteriormente rappresentatività, la acquisterebbero altri soggetti politici, anche extraparlamentari (e del resto probabilmente sta accadendo). Un'opposizione debole ma ben visibile fa comodo alla maggioranza. Fa da "spalla" involontaria. Legittima il consenso.
Allora, pensavo, magari lo fanno apposta, a gettare questi "aiuti" a Veltroni e al PD.
Però non so se Berly e i suoi siano strateghi così raffinati.
giovedì, 23 ottobre 2008
Voglio vedere che aria tira.
(L'ultima volta che sono andato ad una manifestazione
era per quella dei 3 milioni,
indetta dai Girotondi e Cgil... sigh!)
(L'ultima volta che sono andato ad una manifestazione
era per quella dei 3 milioni,
indetta dai Girotondi e Cgil... sigh!)
Onorevoli e senatori dell'opposizione, perche non andate, a turno, a fare gli "scudi umani" davanti alle scuole occupate? Così se arriva la polizia la fermate voi. O almeno ci provate.
(E' solo un'idea.)
(E' solo un'idea.)
martedì, 21 ottobre 2008
M'è venuto un cattivo pensiero: ma il fatto che Veltroni, da Fazio a "Che tempo che fa", abbia scelto di dire che con Di Pietro la rottura è netta, non sarà il preannuncio della fine del sostegno del PD alla candidatura di Leoluca Orlando alla Presidenza della Commissione di vigilanza Rai?
lunedì, 20 ottobre 2008
La lega Nord ha presentato un emendamento alla Legge sull'immigrazione (733/98) in base al quale gli immigrati clandestini dovranno essere denunciati dai medici del Servizio sanitario nazionale qualora si presentassero per richiedere delle cure (anche urgenti).
L'emendamento sta qua, assieme al testo originale dell'articolo emendato.
Se l'emendamento fosse approvato, l'immigrato clandestino ammalato o ferito (o semplicemente la donna incinta) cercherebbe evidentemente di evitare di andare al Pronto soccorso e si curerebbe da sé in condizioni pressoché medioevali.
Vorrei invitare i medici del S.S.N. a prendere posizione in merito.
(Notizia appresa da .mau.)
L'emendamento sta qua, assieme al testo originale dell'articolo emendato.
Se l'emendamento fosse approvato, l'immigrato clandestino ammalato o ferito (o semplicemente la donna incinta) cercherebbe evidentemente di evitare di andare al Pronto soccorso e si curerebbe da sé in condizioni pressoché medioevali.
Vorrei invitare i medici del S.S.N. a prendere posizione in merito.
(Notizia appresa da .mau.)
Il (portavoce del) ministro per la Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini dice di non capire perché undici decimi del mondo della scuola (e non solo) protesta contro le sue riforme. Dice che evidentemente non hanno letto i suoi decreti, quelli che protestano. Continua a dire, Mariastella, che il tempo pieno nelle scuole "sarà potenziato" (e il suo datore di lavoro le fa eco).
Mi chiedo: come mai Maristella Gelmini (o il suo datore di lavoro) non ritiene di dover dire una parola che sia una riguardo al COME potrà essere potenziato il tempo pieno nelle scuole se nelle Elementari si torna al maestro unico e se si taglieranno circa 90.000 posti di lavoro tra gli insegnanti?
Perchè, va bene la fede cieca nelle parole dell'Unto da Signore e dei suoi portavoce, ma se te dici a un tizio che gli dimezzi lo stipendio e poi lui sarà più ricco, ecco, tu capisci, Mariastar Gelmini, lui resta un filo perplesso e il dubbio si insinua nel suo semplice cuore.
Ora, è vero che Berlusconi ha sparato una spiegazione dell'annunciato miracolo (scavalcando il suo ministro-fantoccio, perché certe sparate bisogna avere il calibro, per poterle fare): col maestro unico "si liberano molti insegnanti che verranno utilizzati per il tempo pieno". Ma questa brillante gestione delle risorse umane è un flatus vocis (non ce n'è traccia nella riforma) e non tornano neanche i conti. E soprattutto non è dato capire in che modo degli insegnanti, dipendenti pubblici, potranno essere impiegati esclusivamente nelle ore pomeridiane quando l'orario scolastico viene ridotto (altra voce della riforma) a 24 ore settimanali; dovranno forse lavorare in nero?
Lo spieghi, Mariastar Gelmini; magari in una delle sue innumerevoli presenze televisive. Così magari capiamo anche noi.
Mi chiedo: come mai Maristella Gelmini (o il suo datore di lavoro) non ritiene di dover dire una parola che sia una riguardo al COME potrà essere potenziato il tempo pieno nelle scuole se nelle Elementari si torna al maestro unico e se si taglieranno circa 90.000 posti di lavoro tra gli insegnanti?
Perchè, va bene la fede cieca nelle parole dell'Unto da Signore e dei suoi portavoce, ma se te dici a un tizio che gli dimezzi lo stipendio e poi lui sarà più ricco, ecco, tu capisci, Mariastar Gelmini, lui resta un filo perplesso e il dubbio si insinua nel suo semplice cuore.
Ora, è vero che Berlusconi ha sparato una spiegazione dell'annunciato miracolo (scavalcando il suo ministro-fantoccio, perché certe sparate bisogna avere il calibro, per poterle fare): col maestro unico "si liberano molti insegnanti che verranno utilizzati per il tempo pieno". Ma questa brillante gestione delle risorse umane è un flatus vocis (non ce n'è traccia nella riforma) e non tornano neanche i conti. E soprattutto non è dato capire in che modo degli insegnanti, dipendenti pubblici, potranno essere impiegati esclusivamente nelle ore pomeridiane quando l'orario scolastico viene ridotto (altra voce della riforma) a 24 ore settimanali; dovranno forse lavorare in nero?
Lo spieghi, Mariastar Gelmini; magari in una delle sue innumerevoli presenze televisive. Così magari capiamo anche noi.
giovedì, 16 ottobre 2008
In una ben concertata conferenza stampa a tre, Frattini, Berly e Tremonti (gli ultimi due nel ruolo del gatto e la volpe) hanno fatto sapere che il mondo è cambiato, tutto ora è diverso e quello che ieri era vietato "oggi è un imperativo". Si riferivano agli interventi decisi dall'Unione europea a per aiutare le aziende a fronteggiare la crisi economica.
"Ora gli aiuti di Stato sono voluti da tutti", ha proseguito Berly trionfante. Perché trionfante? Beh, perché lui e Tremonti, antieuropeisti convinti fin dal 2000, hanno sempre protestato contro le regole antiprotezionistiche imposte dalla UE, beccando anche delle sanzioni. (Anche il recente, scandaloso intervento su Alitalia è al vaglio della UE per stabilire se ci siano state infrazioni in tal senso.)
Dunque ora l'Unione europea ha cambiato idea e dà ragione a Berlusconi e Tremonti? Per come i due l'hanno raccontata, sembrerebbe di sì.
Senonché gli "aiuti di Stato" all'economia e alle aziende decisi dalla UE NON SONO aiuti erogati dai singoli stati nazionali, bensì dal coordinamento dei Paesi dell'Unione e dalla Banca Centrale Europea; un cosa un po' diversa dal nazionalismo propagandistico con cui è stata gestita la questione Alitalia.
"Ora gli aiuti di Stato sono voluti da tutti", ha proseguito Berly trionfante. Perché trionfante? Beh, perché lui e Tremonti, antieuropeisti convinti fin dal 2000, hanno sempre protestato contro le regole antiprotezionistiche imposte dalla UE, beccando anche delle sanzioni. (Anche il recente, scandaloso intervento su Alitalia è al vaglio della UE per stabilire se ci siano state infrazioni in tal senso.)
Dunque ora l'Unione europea ha cambiato idea e dà ragione a Berlusconi e Tremonti? Per come i due l'hanno raccontata, sembrerebbe di sì.
Senonché gli "aiuti di Stato" all'economia e alle aziende decisi dalla UE NON SONO aiuti erogati dai singoli stati nazionali, bensì dal coordinamento dei Paesi dell'Unione e dalla Banca Centrale Europea; un cosa un po' diversa dal nazionalismo propagandistico con cui è stata gestita la questione Alitalia.








