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venerdì, 31 marzo 2006
Chirac

Il presidente francese Jacques Chirac ha appena detto, parlando in diretta tv, che firmerà la legge sui contratti di primo impiego (CPE), già votata dal Parlamento. Chirac chiederà soltanto di fare alcune modifiche: diminuizione ad 1 anno del periodo entro il quale si può licenziare agevolemente i neoassunti; obbligo di dare una spiegazione per il licenziamento.
Le modifiche sono quelle già proposte dal Primo ministro de Villepin e già rifiutate dal movimento anti CPE, dai sindacati, dalla sinistra.
Chirac dunque sceglie lo scontro frontale con la piazza. Se ne vedranno subito le conseguenze.


giovedì, 23 marzo 2006
CPE: si prepara una nuova giornata di manifestazioni

I video della protesta
Come fanno tutti i giovedì da oltre un mese, i giovani francesi scenderanno oggi in piazza contro la legge sul contratto di primo impiego (CPE). Qua si può vedere un allegro video amatoriale sulle precedenti giornate di protesta. Altri video, costantemente aggiornati, qui. Altri ancora, decisamente interessanti, qui , qui e naturalmente qui.
E' ancora in coma il sindacalista colpito nelle manifestazioni di sabato scorso. Secondo la Polizia, "era ubriaco".


sabato, 18 marzo 2006
1.500.000 in piazza in tutta la Francia

Dopo vari giorni di proteste, scontri e incidenti, grande manifestazione oggi in molte città della Francia contro la legge sul contratto di primo impiego (contrat première embauche, CPE). Complessivamente, un milione  e mezzo di manifestanti secondo la Confédération Général du Travail (CGT), 500.000 secondo la Polizia. La notte scorsa si sono verificati ancora scontri tra gli studenti e le Forze dell'ordine, con danneggiamenti e barricate a Parigi e in altre città.
Dopo la manifestazione di oggi, senza incidenti, gli organizzatori hanno dato 48 ore al primo ministro Villepin per ritirare la CPE; il Governo si dichiara disposto a negoziare.

La cosa buffa - si fa per dire - è che finora l'informazione italiana ha per lo più trascurato il processo per cui la rivolta dei giovani delle università francesi si è andata incanalando in una forma di pressione politica efficace che coinvolge tutti i partiti di sinistra e la CGT e che ha fatto precipitare i consensi verso il governo e il primo ministro Dominique de Villepin; il quale, appunto, benché continui a rifiutarsi di ritirare la legge contestata, accetta adesso di modificarla.
I giornali italiani hanno preferito dar spazio alle rievocazioni del maggio '68 e ai paralleli o distinguo rispetto ai moti delle banlieues di tre mesi fa - per non parlare dei telegiornali!
Invece questa "normalizzazione" della protesta studentesca è l'elemento più significativo della vicenda che si sta evolvendo oltralpe, e la forza di pressione politica che sta esercitando si fa sentire sul governo di destra Chirac-Villepin che è già da parecchio tempo in calo di consensi.

In attesa di vedere cosa sarà di Villepin, del CPE e della mobilitazione studentesca, ecco qua un divertente video satirico-parodistico sul primo ministro francese.


martedì, 14 febbraio 2006
Seminario su Matematica e Letteratura a Paris VIII

Se qualcuno per caso si trova da quelle parti e può contrabbandare dispense e/o appunti...

Séminaire Mathématique et littérature, Orsay, 24 février
Denis GUEDJ
(mathématicien, professeur d'histoire et d'épistémologie des sciences à
Paris VIII)

Fiction et vérité. Mathématique et littérature

Quelles histoires raconte une vérité. Quelles vérités une histoire
charrie-t-elle? Quelles émotions fait naître la révélation d'une
vérité? La définition d'un personnage de roman, est-elle de même
nature que la définition d'un être mathématique? À quelle cohérence
interne, analogue à celle exigée de toute théorie scientifique, répond
l'écriture dun roman? Comment se gère la nécessité de cohérence en
littérature? Quel lien a-t-elle avec la cohérence qui arme toute
théorie scientifique? Les contenus scientifiques peuvent-ils nourrir
des fictions romanesques et les concepts faire de bons personnages?
Les drames des concepts sont une superbe matière à fictions, encore si
peu explorés. Finalement, qu'est-ce qu'un « coup de théâtre »
scientifique?

Vendredi 24 février 2006 à 11h30
Bâtiment 210 - Amphi I
Université Paris-Sud
91405 ORSAY Cedex

Pour plus d'infos :
http://www.ppm.u-psud.fr/lppm/Actualite/Actualite.php?ideve=102


martedì, 15 novembre 2005
Moti di Francia / Chirac parla da moderato

Mentre i danneggiamenti continuano lentamente a diminuire (200 auto bruciate e 50 fermati stanotte), Chirac ieri ha rotto il suo "assordante silenzio" parlando ai Francesi. Chirac ha fatto un discorso assai moderato, praticamente agli antipodi delle posizioni rigide fino alla provocazione del ministro degli Interni Sarkozy. Il Presidente della Quinta Repubblica ha richiamato anche, ovviamente, il necessario rispetto della legalità; ma il nocciolo e la parte più ampia del suo discorso sono stati improntati alla comprensione delle ragioni dei rivoltosi. Questa crisi, ha detto Chirac, "è una crisi di senso, una crisi di riferimenti, una crisi di identità".  Insomma la ribellione delle banlieues ha sostanzialmente ragione (altro che "racaille"!): "Non costruiremo niente di duraturo senza il ripetto", ha proseguito Chirac, "Non costruiremo niente di duraturo se lasceremo crescere - qualunque ne sia l'origine - il razzismo, l'intolleranza, l'ingiuria, l'oltraggio. Non costruiremo niente di duraturo senza combattere quel veleno per la società che sono le discriminazioni. Non costruiremo niente di duraturo se non riconosceremo e non accetteremo le diversità nella società francese. Fa parte della nostra storia. E' una ricchezza e una forza."
Ancora, Chirac ammette che "in certe zone si sono accumulati troppi handicap, troppe difficoltà"; e che "alle radici degli avvenimenti che viviamo c'è evidentemente tale situazione".
Chichi conclude elencando alcune misure che già si stanno prendendo a favore delle banlieues.
Apparentemente è una vittoria per i ribelli. La durezza delle azioni penali e le fonti dei risarcimenti diranno se è una vittoria totale o meno; e del resto, l'applicazione effettiva dei provvedimenti contro la disoccupazione e le disciminazioni, nonché la loro efficacia, devono prima dire in che misura Chirac fa sul serio.

Insomma, un bel discorso - sicuramente sgradito alla destra estrema e ai fan di Sarkozy. Un bel discorso se non fosse che viene da Chirac: la credibilità di queste parole è tutta da verificare.
E non bisogna dimenticare la proroga di 3 mesi dello stato di emergenza.


lunedì, 14 novembre 2005
Moti di Francia/ Parlano le vittime dei danneggiamenti

Mentre il Governo francese chiede di estendere lo stato di emergenza (coprifuoco etc.) per altri 3 mesi (sic!), mentre si aspetta che Chirac parli alla Nazione (questa sera), Liberation, giornale della gauche, pubblica le testimonianze dei cittadini delle banlieues la cui auto, il cui negozio, la cui scuola è stata incendiata nelle ultime due settimane di disordini.
L'articolo è interessante, ma non è certo il primo di questo taglio; la cosa significativa è che lo faccia appunto Liberation.


Moti di Francia / Fino ad 1 miliardo di aiuti dalla ComunitĂ  Europea

Il presidente della Commissione europea José Manuel Barroso ha dichiarato domenica che saranno erogati aiuti per la Francia fino ad 1 miliardo di euro (50 milioni subito). I fondi dovranno servire, ha detto Barroso, "per una azione a favore dell'integrazione sociale e a sostegno del lavoro nei centri come nelle periferie, soprattutto riguardo alle piccole e medie imprese."
Secondo Barroso occorre studiare a fondo il modo di affrontare la questione, poiché "le violenze urbane sono un problema europeo"; Il presidente della CE ha infine criticato "il populismo, lo sciovinismo, la strumentalizzazione della paura", ed ha chiesto "ai Francesi di evitare una visione nazionalista ristretta".

La mia opinione è che questa di Barroso sia
più che altro una presa di vantaggio politica: in un momento di difficoltà interna per la Francia, offrire aiuti e al tempo stesso indicare gli errori dei governi francesi nelle politiche di integrazione significa porsi in una posizione di vantaggio, anche considerando i recenti contrasti tra la Francia e la Commissione Europea nelle politiche agricole.


domenica, 13 novembre 2005
Moti di Parigi / 17esima notte di disordini

374 auto bruciate tra sabato e domenica. Anche la diciassettesima notte per le città francesi è stata segnata da incidenti e danneggiamenti, per lo più avvenuti nelle province - nell'Ile de France, e soprattutto a Parigi, si è avuta una relativa calma. Incidenti a Lione nella giornata di ieri,quando gruppi di ribelli si sono scontrati con la Polizia lanciando petardi e pietre.

Domani dovrebbero iniziare le espulsioni di stranieri fermati dalla Polizia nei disordini. Il Consiglio di Stato ha infatti respinto la denuncia contro quelle espulsioni presentata dall'associazione SOS-Racisme.Intanto si teme una strumentalizzazione dei disordini da parte della destra estrema di LePen.

Il ministro dell'Interno Sarkozy ha ricevuto una bordata di fischi e insulti ieri in serata quando si è presentato sugli Champs-Elysee per controllare la situazione. Sarko, secondo un sondaggio, ha l'appoggio del 53% dei francesi; tuttavia sia i poliziotti che i cittadini delle zone colpite dai disordini sono ormai esasperati da una situazione che, pur diminuendo di intensità, non sembra aver fine.

Qui le notizie delle ultime ore sui moti nelle varie città.


sabato, 12 novembre 2005
Moti di Parigi / Vietati gli assembramenti

La rivolta delle banlieues non è finita. La misera partecipazione alla sfilata pacifica di ieri (200 persone in rappresentanza di un centinaio di associazioni: sono più numerosi i gruppi di turisti giapponesi) è un indizio del fatto che la rabbia non è scemata.
Stanotte ancora  384 auto bruciate e 162 persone fermate (bilancio provvisorio alle 4:00). Una moschea è stata danneggiata da due molotov a Carpentras, nel sud. Incendi anche in un asilo a Savigny-le-Temple (Seine-et-Marne). Un poliziotto ha subìto ustioni al volto a  Saint-Quentin (Aisne).

E i provvedimenti di restrizione della libertà aumentano: dopo il coprifuoco parziale, ieri la prefettura di Parigi ha imposto il divieto di riunione e assembramento per tutto il week-end, spiegando che "da qualche giorno una serie di messaggi diffusi per SMS e su internet parlano di un'azione violenta da attuare a Parigi il 12 novembre".


venerdì, 11 novembre 2005
Moti di Parigi / manifestazione pacifica

Si è svolta poco fa senza incidenti presso gli Champs Elysee una manifestazione indetta dal collettivo Banlieues Respects: partecipazione modesta ma, appunto, nessuna provocazione.

Invece il Ministro dell'Interno Sarkozy insiste nel suo atteggiamento duro e chiuso: ha ripetuto ieri in tv che i rivoltosi delle banlieues sono "des voyous, des racailles, je persiste et je signe"


Moti di Parigi / Poliziotti fermati per abusi

Reuters. Fermati 8 poliziotti per violenze ingiustificate contro i rivoltosi.
In calo gli incidenti, ma nella notte ancora 400 auto bruciate, 170 fermati, 7 poliziotti feriti.
Chirac, molto criticato per il suo silenzio, ha dichiarato ieri che "il Paese è ancora nella fase di ristabilimento dell'ordine".


giovedì, 10 novembre 2005
Moti di Parigi / Qualche analisi

Mentre il Ministro dell'Interno Sarkozy continua a farsi riconoscere (per ragioni elettorali e di ambizione personale, probabilmente) chiedendo ai Prefetti di espellere gli stranieri fermati nei moti delle banlieues, mentre continuano le polemiche per l'adozione del coprifuoco (prevista da una legge di 50 anni fa varata durante la rivoluzione di Algeria), ecco alcuni spunti di analisi dalla stampa:

Il sociologo Eric Marlière, intervistato dal Courrier International, rileva come, nonostante alcuni episodi di fondamentalismo islamico durante i moti, la contrapposizione religiosa non ha niente a che fare con i giovani rivoltosi. Questi ultimi. secondo Marlière, "sono i figli degli operai immigrati e sono frustrati dal fatto di non poter diventare a loro volta dei lavoratori, a causa di una separazione sociale che dura ancora dopo venti o trent'anni; a causa delle discriminazioni e del razzismo di cui sono vittime tutti i giorni. Il fatto che essi siano musulmani non ha alcuna importanza". "Questi giovani", continua Marlière, "provano un profondo sentimento di ingiustizia 'economica', che si condensa nei moti. Si sentono socialmente insicuri in Francia, come se avessero un nemico interno nel proprio paese."    

Dall'Algeria, ovviamente, l'uso della legge sullo stato di emergenza è stato commentato duramente. Il quotidiano Liberté parla di "Una legge coloniale per domare le banlieues", ricordando appunto che la legge fu voluta da De Gaulle durante la rivoluzione algerina del 1955.

Su Liberation, Michaël Hjdenberg parla con alcuni giovani delle banlieues. Una risposta: "Non tutti i giovani sono dei vandali. E anche quelli che incendiano non lo fanno tanto per fare. C'è un problema reale che riguarda il lavoro. Ma si vede solo quando tocchiamo i beni pubblici. Sennò che dovremmo fare? Una manifestazione? Scriveranno due articoli e poi basta. Il lavoro, gira tutto intorno a quello. Qui c'è più del 60% di disoccupazione, e il 40% sono disoccupati di lunga durata."


Moti di Parigi / Prese di posizione dall'estero

Il primo ministro saudita Goran Persson si è espresso in modo duro e minaccioso contro il Governo francese riguardo ai moti delle banlieues: "La società francese è oggetto di critiche giustificate, e non sa rispondere che con espressioni del tipo di quelle utilizzate da Sarkozy"; e "Mai visto niente del genere in Europa negli ultimi 30-40 anni".
Ancora il premier saudita: I fatti di Francia sono "un avvertimento per gli altri paesi europei sul fatto che noi stiamo creando delle tensioni in seno alla società a causa di pessime politiche d'integrazione e della persistente disoccupazione. Altri paesi europei sono certamente nella stessa situazione della Francia".

Dal Portogallo giungono al governo francese espressioni di solidarietà e appoggio totale.

Dall'Italia, si riportano le dichiarazioni di Prodi e di Fini.

Il ministro olandese per l'Assetto del territorio Sybilla Dekker ha dichiarato che altri paesi sono in situazioni simili a quelle della Francia, anche se "in Olanda non vi sono periferie così sfavorite".

In Belgio, la Lega araba europea, accusata di aver incoraggiato i moti avvenuti ad Anvers nel 2002, dice che in Belgio c'è un terreno favorevole a violenze simili a quelle francesi. Karim Hassoun, presidente della LAE, dice che "Un incidente potrebbe appiccare il fuoco".
Tuttavia dal centro di crisi del Ministero dell'interno si sottolinea come "la presenza visibile della Polizia e degli operatori sociali [contribuisca] a contenere l'emotività".

Anche in Germania, dove si è avuto qualche sporadico incendio di auto a Berlino e Brema, il rischio è considerato meno elevato che in Francia, poiché "noi non abbiamo quelle immense concentazioni abitative", ha sottolineato il ministro dell'Interno Wolfgang Schuble. "Tuttavia anche qui tra noi si stanno sviluppando quartieri con molti stranieri che tendono ad isolarsi sempre più dal resto della società."

Nel Regno Unito, "noi abbiamo fronteggiato una situazione simile qualche anno fa, quando la Polizia ha cominciato a prendere misure severe", ha ricordato lunedì il Primo ministro Tony Blair riferendosi ai moti di Bradford nel luglio 2001 quando le forze dell'ordine fecero un centinaio di feriti tra i giovani della comunità indiana e pakistana.

Il Primo ministro turco Tayip Erdogan ha esortato i suoi compatrioti in Francia a tenersi fuori dalle violenze urbane: "Invito i 4,5 milioni di turchi [che vivono in Europa] a comportarsi con maturità e senso civico. Distruggere ed incendiare non possono costituire un mezzo per rivendicare i propri diritti."

Per il leader ultranazionalista russo Jirinovski i moti di Parigi sono un complotto dei servizi segreti americani per indebolire l'Europa. (sic!)

[fonte: LeMonde]


Moti di Parigi /altre 400 auto bruciate stanotte

Quattordicesima notte di violenze. Applicato il coprifuoco - limitatamente ai minorenni - in parecchie città di 5 diversi dipartimenti. Il coprifuoco per tutti è stato applicato soltanto in pochi centri, nessuno dell'Ile de France.
Gli atti di rivolta sembrano ancora in netta diminuizione: 400 auto bruciate e 200 fermati stanotte. Il ministro degli Interni Sarkozy chiede l'espulsione immediata dei fermati. Le polemiche per l'applicazione della vecchia legge sul coprifuoco continuano.


mercoledì, 09 novembre 2005
Moti di Parigi / una posizione netta

Lilian Thuram, capitano della nazionale francese di calcio: "Je ne suis pas une racaille!" 

C'est un membre du Haut conseil à
l'intégration qui parle. Un enfant des banlieues qui est aujourd'hui
le joueur le plus capé de l'équipe de France de football. C'est
Lilian Thuram.

L'enfant de Pointe à Pitre, héros de la France black-blanc-beur, est
sorti de sa réserve hier soir en Martinique devant les caméras de
télévision. Une volonté des Bleus de s'engager dans le débat sur
l'insécurité. Un Lilian Thuram à fleur de peau, "énervé" par tout
ce qu'il entend sur les banlieues, s'en est pris directement à un
certain Nicolas Sarkozy.
(Europe1)

più nel dettaglio:
Revenant sur les propos de Nicolas Sarkozy qui répondant à une

habitante de banlieue avait dit vouloir les débarrasser des racailles,
le défenseur de la juventus s'est exprimé devant les journalistes :

Moi aussi j’ai grandi en banlieue, a t-il expliqué lors d’une conférence de presse mardi. "Quand quelqu’un dit qu’il faut nettoyer au Karcher, il ne sait peut-être pas ce qu’il dit. Moi je le prends pour moi."

"Moi aussi quand j’étais plus jeune, et que j’allais à l’école, on
me disait : tu es une racaille parce que j’habitais aux fougères. Mais
je ne suis pas une racaille. Ce que je voulais, c’était travailler. Mr
Sarkozy n’a peut-être pas saisi cette subtilité."


Pour Thuram, la vie en banlieue a ses règles : "Dans la
banlieue, quand les gens se sentent agressés, ils réagissent par
l’agression. Bien sur que ce n’est pas la solution, mais c’est comme
ça."


Thuram trouve que mettre l’accent sur le discours sécuritaire a permis
trop facilement aux politiques de trouver des boucs émissaires, en
l’occurrence les gens qui vivent dans les banlieues. Poursuivant sa
déclaration, Thuram a ajouté : "Mais
la violence n'est jamais gratuite. Il faut comprendre d'où arrive le
malaise. Avant de parler d'insécurité, il faut peut-être parler de
justice sociale. Les gens (en banlieue) n'ont peut-être pas de travail.
La rigueur c’est bien, mais avant il faut intégrer les jeunes par le
travail. Ils demandent du travail et les plus rebelles le traduisent
par de l’agressivité."


Le défenseur de l’équipe de France a encore dit "être triste pour les jeunes de banlieue", et a ajouté qu’il fallait qu’il fallait d’autres idoles aux jeunes que les footballeurs. "Souvent, les jeunes ont comme idoles les joueurs de foot, c'est bien, mais il faut d'autres idoles."

Lilian Thuram, footballeur engagé (membre du Haut Conseil à
l’intégration), n’a jamais pratiqué la langue de bois et a souvent pris
position sur des dossiers extra-sportifs : le racisme, l’intégration,
la place des Noirs et des immigrés dans la société française, la
citoyenneté, le soutien à Amnesty International...


martedì, 08 novembre 2005
Moti di Parigi /Aggiornamento

Bilancio provvisorio (delle 4.53) della 12esima notte (shakespeariana) di rivolta: 814 auto bruciate, 143 fermati, 4 poliziotti feriti. Il primo ministro VIllepin ha autorizzato i prefetti ad imporre il coprifuoco dove sarà necessario.


lunedì, 07 novembre 2005
Moti di Parigi /Aggiornamenti

17.15:  Paris (Reuter) Fermati tre ragazzi, di cui un minorenne, accusati di aver lanciato via Internet un appello alla rivolta violenta e all'aggressione contro la Polizia. E' accaduto a Aix-en-Provence e nella zona di Parigi. I tre blog utilizzati erano della piattaforma di radio Skyrock, che ha provveduto a chiuderli.

17.00 Un video che mostra alcuni rivoltosi mentre gridano "Allah akbar!" Non si può generalizzare, però è sicuro che una differenza netta tra le periferie francesi e quelle italiane è l'omogeneità, per quelle francesi, della provenienza dalle ex colonie (fortemente islamiche) del nord-Africa.

15.05: Incendiate auto a Bruxelles e a Berlino

11.10 Attaccate, a quanto pare, due chiese: Saint-Edouard à Lens (Pas-de-Calais) e la chiesa de l'île de Thau à Sète (Hérault). Si segnala inoltre un morto a Stains, 9-3 di Parigi.


Che succede a Parigi /Aggiornamento

Nella notte tra domenica e lunedì (oggi), altri 1408 veicoli bruciati, 395 persone fermate, 34 poliziotti feriti. Attaccati un centro sociale, un magazzino farmaceutico, un deposito di motociclette, una tesoreria, uno studio di produzione. Parecchi autobus colpiti da lancio di pietre. Un bambino di 13 mesi ferito alla testa e ricoverato in ospedale.
Un bollettino di guerra.

Tanto per ricordarlo, i moti di Parigi hanno avuto inizio dopo che due ragazzi di 15 e 17 anni sono morti fulminati in una centralina elettrica dove si erano rifugiati per sfuggire alla Polizia.


domenica, 06 novembre 2005
Che succede a Parigi /2

Dai blog francesi, un po' di opinioni sui "moti" in corso nelle periferie.

Allora, intanto il blog di Veronique Devolvé, che oggi ha 2 post sull'argomento. Al centro delle polemiche sta soprattutto il ministro dell'interno Surkozy (che ha chiamato i giovani delle periferie "racailles").

Su 'Sarko', come viene chiamato, un paio di post equilibrati (in un blog dedicato a Sarko) che riassumono la situazione.

Parecchi post interessanti (e relativi commenti, ovvio) si possono leggere su Breves, che riporta anche un paio di articoli di Mark Steyn del Sun-Times.

Infine, un post su BigBangBlog, dedicato ancora a Surkozy e al suo gettare benzina sul fuoco.

Intanto, dopo 10 giorni di silenzio, Chirac ha riunito oggi un consiglio interno per la sicurezza. Tuttavia le violenze sono già ricominciate nel pomeriggio ancora prima del calar del sole (notizie delle 19.15).