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Thomas Pynchon, L'arcobaleno della gravitĂ .
William Gaddis, Le Perizie.
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Terry Pratchett, L'arte della magia.
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Template: non è 'sto granché però l'ho fatto tutto da me, e quindi...
venerdì, 31 marzo 2006
Il presidente francese Jacques Chirac ha appena detto, parlando in diretta tv, che firmerà la legge sui contratti di primo impiego (CPE), già votata dal Parlamento. Chirac chiederà soltanto di fare alcune modifiche: diminuizione ad 1 anno del periodo entro il quale si può licenziare agevolemente i neoassunti; obbligo di dare una spiegazione per il licenziamento.
Le modifiche sono quelle già proposte dal Primo ministro de Villepin e già rifiutate dal movimento anti CPE, dai sindacati, dalla sinistra.
Chirac dunque sceglie lo scontro frontale con la piazza. Se ne vedranno subito le conseguenze.
Le modifiche sono quelle già proposte dal Primo ministro de Villepin e già rifiutate dal movimento anti CPE, dai sindacati, dalla sinistra.
Chirac dunque sceglie lo scontro frontale con la piazza. Se ne vedranno subito le conseguenze.
giovedì, 23 marzo 2006
I video della protesta
Come fanno tutti i giovedì da oltre un mese, i giovani francesi scenderanno oggi in piazza contro la legge sul contratto di primo impiego (CPE). Qua si può vedere un allegro video amatoriale sulle precedenti giornate di protesta. Altri video, costantemente aggiornati, qui. Altri ancora, decisamente interessanti, qui , qui e naturalmente qui.
E' ancora in coma il sindacalista colpito nelle manifestazioni di sabato scorso. Secondo la Polizia, "era ubriaco".
Come fanno tutti i giovedì da oltre un mese, i giovani francesi scenderanno oggi in piazza contro la legge sul contratto di primo impiego (CPE). Qua si può vedere un allegro video amatoriale sulle precedenti giornate di protesta. Altri video, costantemente aggiornati, qui. Altri ancora, decisamente interessanti, qui , qui e naturalmente qui.
E' ancora in coma il sindacalista colpito nelle manifestazioni di sabato scorso. Secondo la Polizia, "era ubriaco".
sabato, 18 marzo 2006
Dopo vari giorni di proteste, scontri e incidenti, grande manifestazione oggi in molte città della Francia contro la legge sul contratto di primo impiego (contrat première embauche, CPE). Complessivamente, un milione e mezzo di manifestanti secondo la Confédération Général du Travail (CGT), 500.000 secondo la Polizia. La notte scorsa si sono verificati ancora scontri tra gli studenti e le Forze dell'ordine, con danneggiamenti e barricate a Parigi e in altre città.
Dopo la manifestazione di oggi, senza incidenti, gli organizzatori hanno dato 48 ore al primo ministro Villepin per ritirare la CPE; il Governo si dichiara disposto a negoziare.
La cosa buffa - si fa per dire - è che finora l'informazione italiana ha per lo più trascurato il processo per cui la rivolta dei giovani delle università francesi si è andata incanalando in una forma di pressione politica efficace che coinvolge tutti i partiti di sinistra e la CGT e che ha fatto precipitare i consensi verso il governo e il primo ministro Dominique de Villepin; il quale, appunto, benché continui a rifiutarsi di ritirare la legge contestata, accetta adesso di modificarla.
I giornali italiani hanno preferito dar spazio alle rievocazioni del maggio '68 e ai paralleli o distinguo rispetto ai moti delle banlieues di tre mesi fa - per non parlare dei telegiornali!
Invece questa "normalizzazione" della protesta studentesca è l'elemento più significativo della vicenda che si sta evolvendo oltralpe, e la forza di pressione politica che sta esercitando si fa sentire sul governo di destra Chirac-Villepin che è già da parecchio tempo in calo di consensi.
In attesa di vedere cosa sarà di Villepin, del CPE e della mobilitazione studentesca, ecco qua un divertente video satirico-parodistico sul primo ministro francese.
Dopo la manifestazione di oggi, senza incidenti, gli organizzatori hanno dato 48 ore al primo ministro Villepin per ritirare la CPE; il Governo si dichiara disposto a negoziare.
La cosa buffa - si fa per dire - è che finora l'informazione italiana ha per lo più trascurato il processo per cui la rivolta dei giovani delle università francesi si è andata incanalando in una forma di pressione politica efficace che coinvolge tutti i partiti di sinistra e la CGT e che ha fatto precipitare i consensi verso il governo e il primo ministro Dominique de Villepin; il quale, appunto, benché continui a rifiutarsi di ritirare la legge contestata, accetta adesso di modificarla.
I giornali italiani hanno preferito dar spazio alle rievocazioni del maggio '68 e ai paralleli o distinguo rispetto ai moti delle banlieues di tre mesi fa - per non parlare dei telegiornali!
Invece questa "normalizzazione" della protesta studentesca è l'elemento più significativo della vicenda che si sta evolvendo oltralpe, e la forza di pressione politica che sta esercitando si fa sentire sul governo di destra Chirac-Villepin che è già da parecchio tempo in calo di consensi.
In attesa di vedere cosa sarà di Villepin, del CPE e della mobilitazione studentesca, ecco qua un divertente video satirico-parodistico sul primo ministro francese.
martedì, 14 febbraio 2006
Se qualcuno per caso si trova da quelle parti e può contrabbandare dispense e/o appunti...
Séminaire Mathématique et littérature, Orsay, 24 février
Denis GUEDJ
(mathématicien, professeur d'histoire et d'épistémologie des sciences à
Paris VIII)
Fiction et vérité. Mathématique et littérature
Quelles histoires raconte une vérité. Quelles vérités une histoire
charrie-t-elle? Quelles émotions fait naître la révélation d'une
vérité? La définition d'un personnage de roman, est-elle de même
nature que la définition d'un être mathématique? À quelle cohérence
interne, analogue à celle exigée de toute théorie scientifique, répond
l'écriture dun roman? Comment se gère la nécessité de cohérence en
littérature? Quel lien a-t-elle avec la cohérence qui arme toute
théorie scientifique? Les contenus scientifiques peuvent-ils nourrir
des fictions romanesques et les concepts faire de bons personnages?
Les drames des concepts sont une superbe matière à fictions, encore si
peu explorés. Finalement, qu'est-ce qu'un « coup de théâtre »
scientifique?
Vendredi 24 février 2006 à 11h30
Bâtiment 210 - Amphi I
Université Paris-Sud
91405 ORSAY Cedex
Pour plus d'infos :
http://www.ppm.u-psud.fr/lppm/Actualite/Actualite.php?ideve=102
martedì, 15 novembre 2005
Mentre i danneggiamenti continuano lentamente a diminuire (200 auto bruciate e 50 fermati stanotte), Chirac ieri ha rotto il suo "assordante silenzio" parlando ai Francesi. Chirac ha fatto un discorso assai moderato, praticamente agli antipodi delle posizioni rigide fino alla provocazione del ministro degli Interni Sarkozy. Il Presidente della Quinta Repubblica ha richiamato anche, ovviamente, il necessario rispetto della legalità; ma il nocciolo e la parte più ampia del suo discorso sono stati improntati alla comprensione delle ragioni dei rivoltosi. Questa crisi, ha detto Chirac, "è una crisi di senso, una crisi di riferimenti, una crisi di identità". Insomma la ribellione delle banlieues ha sostanzialmente ragione (altro che "racaille"!): "Non costruiremo niente di duraturo senza il ripetto", ha proseguito Chirac, "Non costruiremo niente di duraturo se lasceremo crescere - qualunque ne sia l'origine - il razzismo, l'intolleranza, l'ingiuria, l'oltraggio. Non costruiremo niente di duraturo senza combattere quel veleno per la società che sono le discriminazioni. Non costruiremo niente di duraturo se non riconosceremo e non accetteremo le diversità nella società francese. Fa parte della nostra storia. E' una ricchezza e una forza."
Ancora, Chirac ammette che "in certe zone si sono accumulati troppi handicap, troppe difficoltà"; e che "alle radici degli avvenimenti che viviamo c'è evidentemente tale situazione".
Chichi conclude elencando alcune misure che già si stanno prendendo a favore delle banlieues.
Apparentemente è una vittoria per i ribelli. La durezza delle azioni penali e le fonti dei risarcimenti diranno se è una vittoria totale o meno; e del resto, l'applicazione effettiva dei provvedimenti contro la disoccupazione e le disciminazioni, nonché la loro efficacia, devono prima dire in che misura Chirac fa sul serio.
Insomma, un bel discorso - sicuramente sgradito alla destra estrema e ai fan di Sarkozy. Un bel discorso se non fosse che viene da Chirac: la credibilità di queste parole è tutta da verificare.
E non bisogna dimenticare la proroga di 3 mesi dello stato di emergenza.
Ancora, Chirac ammette che "in certe zone si sono accumulati troppi handicap, troppe difficoltà"; e che "alle radici degli avvenimenti che viviamo c'è evidentemente tale situazione".
Chichi conclude elencando alcune misure che già si stanno prendendo a favore delle banlieues.
Apparentemente è una vittoria per i ribelli. La durezza delle azioni penali e le fonti dei risarcimenti diranno se è una vittoria totale o meno; e del resto, l'applicazione effettiva dei provvedimenti contro la disoccupazione e le disciminazioni, nonché la loro efficacia, devono prima dire in che misura Chirac fa sul serio.
Insomma, un bel discorso - sicuramente sgradito alla destra estrema e ai fan di Sarkozy. Un bel discorso se non fosse che viene da Chirac: la credibilità di queste parole è tutta da verificare.
E non bisogna dimenticare la proroga di 3 mesi dello stato di emergenza.
lunedì, 14 novembre 2005
Mentre il Governo francese chiede di estendere lo stato di emergenza (coprifuoco etc.) per altri 3 mesi (sic!), mentre si aspetta che Chirac parli alla Nazione (questa sera), Liberation, giornale della gauche, pubblica le testimonianze dei cittadini delle banlieues la cui auto, il cui negozio, la cui scuola è stata incendiata nelle ultime due settimane di disordini.
L'articolo è interessante, ma non è certo il primo di questo taglio; la cosa significativa è che lo faccia appunto Liberation.
L'articolo è interessante, ma non è certo il primo di questo taglio; la cosa significativa è che lo faccia appunto Liberation.
Il presidente della Commissione europea José Manuel Barroso ha dichiarato domenica che saranno erogati aiuti per la Francia fino ad 1 miliardo di euro (50 milioni subito). I fondi dovranno servire, ha detto Barroso, "per una azione a favore dell'integrazione sociale e a sostegno del lavoro nei centri come nelle periferie, soprattutto riguardo alle piccole e medie imprese."
Secondo Barroso occorre studiare a fondo il modo di affrontare la questione, poiché "le violenze urbane sono un problema europeo"; Il presidente della CE ha infine criticato "il populismo, lo sciovinismo, la strumentalizzazione della paura", ed ha chiesto "ai Francesi di evitare una visione nazionalista ristretta".
La mia opinione è che questa di Barroso sia più che altro una presa di vantaggio politica: in un momento di difficoltà interna per la Francia, offrire aiuti e al tempo stesso indicare gli errori dei governi francesi nelle politiche di integrazione significa porsi in una posizione di vantaggio, anche considerando i recenti contrasti tra la Francia e la Commissione Europea nelle politiche agricole.
Secondo Barroso occorre studiare a fondo il modo di affrontare la questione, poiché "le violenze urbane sono un problema europeo"; Il presidente della CE ha infine criticato "il populismo, lo sciovinismo, la strumentalizzazione della paura", ed ha chiesto "ai Francesi di evitare una visione nazionalista ristretta".
La mia opinione è che questa di Barroso sia più che altro una presa di vantaggio politica: in un momento di difficoltà interna per la Francia, offrire aiuti e al tempo stesso indicare gli errori dei governi francesi nelle politiche di integrazione significa porsi in una posizione di vantaggio, anche considerando i recenti contrasti tra la Francia e la Commissione Europea nelle politiche agricole.
domenica, 13 novembre 2005
374 auto bruciate tra sabato e domenica. Anche la diciassettesima notte per le città francesi è stata segnata da incidenti e danneggiamenti, per lo più avvenuti nelle province - nell'Ile de France, e soprattutto a Parigi, si è avuta una relativa calma. Incidenti a Lione nella giornata di ieri,quando gruppi di ribelli si sono scontrati con la Polizia lanciando petardi e pietre.
Domani dovrebbero iniziare le espulsioni di stranieri fermati dalla Polizia nei disordini. Il Consiglio di Stato ha infatti respinto la denuncia contro quelle espulsioni presentata dall'associazione SOS-Racisme.Intanto si teme una strumentalizzazione dei disordini da parte della destra estrema di LePen.
Il ministro dell'Interno Sarkozy ha ricevuto una bordata di fischi e insulti ieri in serata quando si è presentato sugli Champs-Elysee per controllare la situazione. Sarko, secondo un sondaggio, ha l'appoggio del 53% dei francesi; tuttavia sia i poliziotti che i cittadini delle zone colpite dai disordini sono ormai esasperati da una situazione che, pur diminuendo di intensità, non sembra aver fine.
Qui le notizie delle ultime ore sui moti nelle varie città.
Domani dovrebbero iniziare le espulsioni di stranieri fermati dalla Polizia nei disordini. Il Consiglio di Stato ha infatti respinto la denuncia contro quelle espulsioni presentata dall'associazione SOS-Racisme.Intanto si teme una strumentalizzazione dei disordini da parte della destra estrema di LePen.
Il ministro dell'Interno Sarkozy ha ricevuto una bordata di fischi e insulti ieri in serata quando si è presentato sugli Champs-Elysee per controllare la situazione. Sarko, secondo un sondaggio, ha l'appoggio del 53% dei francesi; tuttavia sia i poliziotti che i cittadini delle zone colpite dai disordini sono ormai esasperati da una situazione che, pur diminuendo di intensità, non sembra aver fine.
Qui le notizie delle ultime ore sui moti nelle varie città.
sabato, 12 novembre 2005
La rivolta delle banlieues non è finita. La misera partecipazione alla sfilata pacifica di ieri (200 persone in rappresentanza di un centinaio di associazioni: sono più numerosi i gruppi di turisti giapponesi) è un indizio del fatto che la rabbia non è scemata.
Stanotte ancora 384 auto bruciate e 162 persone fermate (bilancio provvisorio alle 4:00). Una moschea è stata danneggiata da due molotov a Carpentras, nel sud. Incendi anche in un asilo a Savigny-le-Temple (Seine-et-Marne). Un poliziotto ha subìto ustioni al volto a Saint-Quentin (Aisne).
E i provvedimenti di restrizione della libertà aumentano: dopo il coprifuoco parziale, ieri la prefettura di Parigi ha imposto il divieto di riunione e assembramento per tutto il week-end, spiegando che "da qualche giorno una serie di messaggi diffusi per SMS e su internet parlano di un'azione violenta da attuare a Parigi il 12 novembre".
Stanotte ancora 384 auto bruciate e 162 persone fermate (bilancio provvisorio alle 4:00). Una moschea è stata danneggiata da due molotov a Carpentras, nel sud. Incendi anche in un asilo a Savigny-le-Temple (Seine-et-Marne). Un poliziotto ha subìto ustioni al volto a Saint-Quentin (Aisne).
E i provvedimenti di restrizione della libertà aumentano: dopo il coprifuoco parziale, ieri la prefettura di Parigi ha imposto il divieto di riunione e assembramento per tutto il week-end, spiegando che "da qualche giorno una serie di messaggi diffusi per SMS e su internet parlano di un'azione violenta da attuare a Parigi il 12 novembre".
venerdì, 11 novembre 2005
Si è svolta poco fa senza incidenti presso gli Champs Elysee una manifestazione indetta dal collettivo Banlieues Respects: partecipazione modesta ma, appunto, nessuna provocazione.
Invece il Ministro dell'Interno Sarkozy insiste nel suo atteggiamento duro e chiuso: ha ripetuto ieri in tv che i rivoltosi delle banlieues sono "des voyous, des racailles, je persiste et je signe"
Invece il Ministro dell'Interno Sarkozy insiste nel suo atteggiamento duro e chiuso: ha ripetuto ieri in tv che i rivoltosi delle banlieues sono "des voyous, des racailles, je persiste et je signe"






