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*


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mercoledì, 30 luglio 2008
Bobo Indignato Maroni e i rastrellamenti

Premessa: tutto il gran da fare che si è dato il ministro Maroni, da quando è in carica, riguardo ad immigrati, clandestini e zingari, è a fini di propaganda.

Detto questo, ieri il ministro Maroni Bobo si è indignato in Parlamento contro il Commissario per i Diritti umani del Consiglio europeo, il quale aveva di nuovo fatto notare che la Polizia italiana, su iniziativa di Maroni, sta compiendo atti razzisti e violenti nei confronti dei Rom residenti in Italia (qui il documento del CE).
"E' una falsità clamorosa. La polizia non ha mai fatto simili azioni!", ha detto Maroni alla Camera; "Se ci riesce - ha aggiunto - il commissario presenti casi concreti e documentati."

Bene, ieri al Tg1 (non a RepubblicaTV) ho visto un servizio sul censimento attuato in un campo nomadi di Milano, un campo regolare e autorizzato.
La Polizia arriva la mattina presto, bussa e entra nei caravan e nelle baracche. Prende i nomi dei presenti, guarda i documenti e se ne va. Una cosa tranquillissima e senza violenza, direbbe il ministro Maroni.
Ma qual è lo scopo di tutto ciò? "Vogliamo vedere chi c'è nei campo nomadi", ha detto Bobo Maroni. Ora, nei campi nomadi autorizzati i residenti (con cittadinanza italiana, per lo più) sono registrati all'anagrafe, mandano i bambini a scuola e così via. Si sa benissimo chi c'è. "Vogliamo trovare i clandestini", ha detto ancora Bobo a chi ha continuato a dirgli che stava attuando una schedatura razzista, violenta e con terribili precedenti storici.
Okay, vuoi vedere se nei campi nomadi autorizzati c'è qualcuno che non dovrebbe esserci. Un controllo a sorpresa  (preannunciato su tutti i giornali da settimane, ehm). (Incredibilmente, ieri a Milano, nel campo nomadi autorizzato, c'era solo chi doveva esserci.)

Tutto ciò, per il Ministro dell'Interno Bobo Maroni, leghista, è del tutto normale e legittimo, e non c'è violenza né razzismo.

Ma io vorrei chiedere a Bobo: perché non fai la stessa cosa nei quartieri della Camorra a Napoli, nello Zen di Palermo, nelle terre dei Corleonesi, nei comuni commissariati per infiltrazioni della malavita organizzata, nelle case delle famiglie mafiose e camorriste (e "'ndranghetiste", si dice?). Perché non provi ad annunciare con orgoglio che farai un "censimento" di tutti gli abitanti di quel tal paese o di quel certo comune, che arriverà la Polizia la mattina presto, si farà aprire la porta e prenderà le generalità di tutti quelli che trova. Chissà, visto che i clandestini ti aspetti di trovarli tra i Rom dei campi nomadi autorizzati, magari i mafiosi li trovi nelle terre della Mafia.
Prova a pensare, Bobo Maroni (ma la domanda può estendersi a tutti coloro che trovano normale e lecita l'iniziativa del ministro di Polizia), cosa ti direbbero, dall'Italia e da tutto il mondo, se tu ti mettessi a rastrellare le case dei cittadini in tal modo(*).

Certo, gli zingari sono zingari, mica cittadini come gli altri. A nessuno piacciono gli zingari, dunque tu non pensavi che qualcuno avrebbe avuto da ridire. Ehi, sono zingari ecchediamine! Sono già mezzi delinquenti in quanto tali, per l'opinione pubblica, no? Scommetto che se tu avessi avuto posto nelle carceri li avresti tranquillamente arrestati tutti. Un bel repulisti con il sicuro plauso del tuo elettorato, Bobo Indignato Maroni, sarebbe stato bello, vero?


(*) Ai sindaci di tutti i comuni che ospitano campi nomadi autorizzati vorrei chiedere invece come mai non si oppongono con durezza a questi rastrellamenti fatti subire ai loro concittadini; voglio dire, almeno nello stesso modo in cui - sono certo - si opporrebbero se la Polizia, all'alba, entrasse nelle case di mattoni e cartongesso dei loro elettori, invece che nei caravan e nelle baracche.



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