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Luciano Canfora, Giulio Cesare.
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Douglas Adams, La vita, l'universo e tutto quanto.
Douglas Adams, Ristorante al termine dell'universo.
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2007 Georges Perec, W o il ricordo d'infanzia.
Joseph Conrad, Lo specchio del mare.
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Giampaolo Dossena, Dante
Donald Barthelme, Biancaneve
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Paolo ALbani, La governante di Jevons
Ermanno Cavazzoni, Storia naturale dei giganti
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Giampaolo Dossena, Mangiare banane
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Gianni Clerici, Alassio, 1939
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Francesco Guccini, La legge del bar e altre comiche.
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Template: non è 'sto granché però l'ho fatto tutto da me, e quindi...
sabato, 31 maggio 2008
Qui.
venerdì, 30 maggio 2008
Ieri il papa è tornato a chiedere soldi per la scuola cattolica (alla faccia della Costituzione).
Oggi sono resi noti i dati dell'8 per mille per il 2008: alla Chiesa cattolica vanno
(*)Corrispondenti al 90% dell'8/000, benché solo il 40% degli italiani abbia indicato a chi devolvere la propria parte: funziona così, ormai si sa.
Oggi sono resi noti i dati dell'8 per mille per il 2008: alla Chiesa cattolica vanno
1.000.000.000 di euro
(un miliardo)(*)
(un miliardo)(*)
(*)Corrispondenti al 90% dell'8/000, benché solo il 40% degli italiani abbia indicato a chi devolvere la propria parte: funziona così, ormai si sa.
Troppo bella, dài.
giovedì, 29 maggio 2008
Non ci riuscirono i costituenti, con la forza dei vincitori e lo slancio della fondazione della Repubblica, a riformare gli apparati dello Stato; non c'è riuscito nessun ministro; non c'è riuscito Bassanini, benché abbia fatto passare una legge ad hoc (rimasta in gran parte inapplicata).E ora, ta-dah!, arriva "Idgit the Midget" Brunetta, parte col suo bell'annuncio di facciata ("Licenzierò i fannulloni!"), se ne esce con dichiarazioni furbissime ("La Pubblica Amministrazione è una palla al piede dello Stato") e inizia da par suo l'azione di riforma della Funzione Pubblica facendo abbandonare alla CGIL il tavolo della prima riunione dopo 10 minuti.
Previsione: entro 6 mesi Brunetta verrà sostituito da Ratman.
Vanni Santoni,
aka Sarmigezetusa,
presenta il suo libro
oggi da Feltrinelli a Firenze,
alle 18.
mercoledì, 28 maggio 2008
Oggi esce il libro nuovo della Pulsa, "Giulietta squeenz". Per ammissione della giovine autrice, si tratta di un opera interlocutoria, di transizione(*), scritta in attesa della maturità letteraria di colei che, nel frattempo, continua a firmarsi Pulsatilla invece che Valeria.
(*)Chiaramente questo disclaimer non petitum serve come scaramanzia propiziatoria per questo che è un secondo libro dopo un esordio di grande successo, quindi una cosa difficilissima e statisticamente sfigata (rattle!). In bocca al lupo, Pulsa!

(*)Chiaramente questo disclaimer non petitum serve come scaramanzia propiziatoria per questo che è un secondo libro dopo un esordio di grande successo, quindi una cosa difficilissima e statisticamente sfigata (rattle!). In bocca al lupo, Pulsa!

martedì, 27 maggio 2008
Repubblica (carta) dedica una pagina ad una delle denunce fatte ieri dai vescovi italiani, riguardante la proliferazione dei canali porno nella tv digitale.
Ora.
Eminenze.
Come fate a saperlo?

Eminenze.
Come fate a saperlo?

Allarme (calor) rosso
Waaaah! Waaaaaah! Waaaaaah!
Allarme! La temperatura ha superato il livello di guardia!
Presto!
Cercare i vestiti da estate!
Comprare la canfora!
Pulire il condizionatore!
Spolverare i ventilatori!
Mettere le tende!
Perdere pelo!
...?!
Perdere pelo?!
Biba e gatto, OGNUNO SI FACCIA LA LISTA SUA, OCCHEI?! (Sgrunt!)
Waaaah! Waaaaaah! Waaaaaah!
Allarme! La temperatura ha superato il livello di guardia!
Presto!
Cercare i vestiti da estate!
Comprare la canfora!
Pulire il condizionatore!
Spolverare i ventilatori!
Mettere le tende!
Perdere pelo!
...?!
Perdere pelo?!
Biba e gatto, OGNUNO SI FACCIA LA LISTA SUA, OCCHEI?! (Sgrunt!)
Sono sicuro che ci hanno già pensato, alla perfetta e ovvia soluzione per la collocazione della spazzatura di Napoli. Solo che nessuno ha avuto ilo coraggio di dirlo in pubblico.
lunedì, 26 maggio 2008
Ode ad una sciarpa rossa
O tu, vetusta sciarpa di lana rossa,
non t'ebbi per ragioni politiche
ma solo per indossare un colore vivace ogni tanto.
Accompagnasti gli stadi della giovinezza e dell'età adulta,
entrando nel gorgo [cit.] della lavatrice più e più volte;
sì che sembravi non aver più linfa da dare
e t'eri pure un filo sbiadita.
Perché dunque nell'ultimo lavaggio hai stinto come un acquerello pugnalato?
Volevi forse dirmi qualcosa?
Devo riferire a Bertinotti e Diliberto che la tua linfa non è esaurita?
Sì, ma io di questi due maglioni grigi striati di rosa ora che cazzo me ne faccio?
O tu, vetusta sciarpa di lana rossa,
non t'ebbi per ragioni politiche
ma solo per indossare un colore vivace ogni tanto.
Accompagnasti gli stadi della giovinezza e dell'età adulta,
entrando nel gorgo [cit.] della lavatrice più e più volte;
sì che sembravi non aver più linfa da dare
e t'eri pure un filo sbiadita.
Perché dunque nell'ultimo lavaggio hai stinto come un acquerello pugnalato?
Volevi forse dirmi qualcosa?
Devo riferire a Bertinotti e Diliberto che la tua linfa non è esaurita?
Sì, ma io di questi due maglioni grigi striati di rosa ora che cazzo me ne faccio?
Apprendo da .mau. che ieri era il Towel Day, giorno di tributo a Douglas Adams e alla Guida galattica per autostoppisti.
sabato, 24 maggio 2008
venerdì, 23 maggio 2008
Mi chiedevo quanto ci avrebbe messo il nuovo governo a cacciare Fabio Fazio e Corrado Augias - le loro trasmissioni, intendo - dalla Rai.
Poi ho saputo che non ce ne sarà bisogno: Che tempo che fa e Le storie - Diario italiano sono a fine stagione e chiudono i battenti la prossima settimana.
Poi ho saputo che non ce ne sarà bisogno: Che tempo che fa e Le storie - Diario italiano sono a fine stagione e chiudono i battenti la prossima settimana.
Claudio Scajola è Ministro. E già questo è un dramma, diciamolo.
Scajola, G8 a Genova, sparare a chi entra nella Zona rossa, ricordate?
Scajola è Ministro allo Sviluppo economico. Bon, magari lì non farà grandissimi danni, pensavo. Invece ecco che, con la consueta boria da napoleonetto mancato, il ministro Scajola proclama all'italica plebe il rilancio ampio e immediato della produzione di energia nucleare in Italia.
E qui mi terrorizzo.
Non per l'energia nucleare ma per il fatto che ciò sia gestito da Scajola.
Chissà se fanno ancora quei bei rifugi atomici domestici tipo cantinetta...
Per altro, sul nucleare ha detto cose piuttosto chiare un paio di mesi fa Rubbia da Santoro:
Scajola, G8 a Genova, sparare a chi entra nella Zona rossa, ricordate?
Scajola è Ministro allo Sviluppo economico. Bon, magari lì non farà grandissimi danni, pensavo. Invece ecco che, con la consueta boria da napoleonetto mancato, il ministro Scajola proclama all'italica plebe il rilancio ampio e immediato della produzione di energia nucleare in Italia.
E qui mi terrorizzo.
Non per l'energia nucleare ma per il fatto che ciò sia gestito da Scajola.
Chissà se fanno ancora quei bei rifugi atomici domestici tipo cantinetta...
Per altro, sul nucleare ha detto cose piuttosto chiare un paio di mesi fa Rubbia da Santoro:
mercoledì, 21 maggio 2008
martedì, 20 maggio 2008
Eh, oggi ci sarebbero da scrivere diversi post, davvero. Però ho sonno e ci ho da fa', quindi, con questo post (che non fa parte dei diversi post che avrei da scrivere), comunico d'aver rimandato la stesura dei post odierni (che sono numerosi, in teoria), all'inoltrato pomeriggio se non alla serata.
(Che poi è un po' come quando iniziai a scrivere un romanzo con questo incipit: "Se mai dovessi scrivere un romanzo vorrei che iniziasse così: "Se mai dovessi scrivere un romanzo, vorrei che iniziasse così: "Se mai dovessi scrivere un romanzo, vorrei che iniziasse così: "Se mai dovessi scrivere un romanzo, vorrei che iniziasse così: "Se mai dovessi scrivere un romanzo, vorrei che iniziasse così: "Se mai dovessi scrivere un romanzo, vorrei che iniziasse così: "Se mai dovessi scrivere un romanzo, vorrei che iniziasse così: "Se mai dovessi scrivere un romanzo, vorrei che iniziasse così: "Se mai dovessi scrivere un romanzo, vorrei che iniziasse così: "Se mai dovessi scrivere un romanzo, vorrei che iniziasse così: "Se mai dovessi scrivere un romanzo, vorrei che iniziasse così: "Se mai dovessi scrivere un romanzo, vorrei che iniziasse così: "Se mai dovessi scrivere un romanzo, vorrei che iniziasse così: "Se mai dovessi scrivere un romanzo, vorrei che iniziasse così: "Se mai dovessi scrivere un romanzo, vorrei che iniziasse così: "Se mai dovessi scrivere un romanzo, vorrei che iniziasse così: "Se mai dovessi scrivere un romanzo, vorrei che iniziasse così: "Se mai dovessi scrivere un romanzo, vorrei che iniziasse così: (...)"""""""""""""""""
Poi lo abbandonai, quel romanzo; saggiamente.)
(Che poi è un po' come quando iniziai a scrivere un romanzo con questo incipit: "Se mai dovessi scrivere un romanzo vorrei che iniziasse così: "Se mai dovessi scrivere un romanzo, vorrei che iniziasse così: "Se mai dovessi scrivere un romanzo, vorrei che iniziasse così: "Se mai dovessi scrivere un romanzo, vorrei che iniziasse così: "Se mai dovessi scrivere un romanzo, vorrei che iniziasse così: "Se mai dovessi scrivere un romanzo, vorrei che iniziasse così: "Se mai dovessi scrivere un romanzo, vorrei che iniziasse così: "Se mai dovessi scrivere un romanzo, vorrei che iniziasse così: "Se mai dovessi scrivere un romanzo, vorrei che iniziasse così: "Se mai dovessi scrivere un romanzo, vorrei che iniziasse così: "Se mai dovessi scrivere un romanzo, vorrei che iniziasse così: "Se mai dovessi scrivere un romanzo, vorrei che iniziasse così: "Se mai dovessi scrivere un romanzo, vorrei che iniziasse così: "Se mai dovessi scrivere un romanzo, vorrei che iniziasse così: "Se mai dovessi scrivere un romanzo, vorrei che iniziasse così: "Se mai dovessi scrivere un romanzo, vorrei che iniziasse così: "Se mai dovessi scrivere un romanzo, vorrei che iniziasse così: "Se mai dovessi scrivere un romanzo, vorrei che iniziasse così: (...)"""""""""""""""""
Poi lo abbandonai, quel romanzo; saggiamente.)
Un coro di critiche contro il ministro (sic) Carfagna che ha negato il patrocinio al Gay Pride.
Repubblica (et alia): "Tutti contro la Carfagna".
Ecco, vorrei chiamarmi fuori dal coro delle critiche e spendere una parola a sostegno della neo-ministro che in fondo è giovane ed inesperta.
(Hai visto mai, magari mi dimostra gratitudine...) ;)
Repubblica (et alia): "Tutti contro la Carfagna".
Ecco, vorrei chiamarmi fuori dal coro delle critiche e spendere una parola a sostegno della neo-ministro che in fondo è giovane ed inesperta.
(Hai visto mai, magari mi dimostra gratitudine...) ;)
lunedì, 19 maggio 2008
Il Falcolomba. Essere mostruoso raccontato in quel capolavoro della letteratura fantastica che sono le Cronache politiche italiane. Il Falcolomba è un essere dalle notevoli facoltà mimetiche, che usa per catturare le sue prede. Ha aspetto cangiante ma in genere si manifesta in forma di varano con testa di cerbiatto, zampe anteriori da velociraptor e posteriori da impiegato parastatale in pensione. Si nutre di consenso e demagogia e teme soltanto l'onestà, al cui contatto ha reazioni di ostilità e intolleranza.
Dovrei aggiungere un disegno ma, a quest'ora, mi fa fatica.
Dovrei aggiungere un disegno ma, a quest'ora, mi fa fatica.
domenica, 18 maggio 2008
Ma quelli che hanno l'abitudine di leggere a letto, prima di dormire, avranno un'attività onirica inquinata dalla letteratura?
Oliviero Beha, invitato al Tg3 a commentare la fine del campionato di calcio, inizia così: "Spero che dall'estero non guardino la nostra tv: sarebbero esterrefatti a vedere che tutti i telegiornali, anche il vostro, dànno come prima notizia questa, cioè il fatto che l'Inter ha vinto il campionato."
Miniatura, minio, mini-, minus, minimum
sabato, 17 maggio 2008
Due grandi progressi per la civiltà umana in California!
La Corte suprema di quello stato ha dichiarato legittimi i matrimoni tra gay!
E il Senato ha approvato una legge che permette ai comunisti di esistere(*)!
Chissà, in un futuro non lontano saranno persino ammessi i matrimoni tra comunisti!
(*)Di lavorare nel pubblico impiego, in realtà.
La Corte suprema di quello stato ha dichiarato legittimi i matrimoni tra gay!
E il Senato ha approvato una legge che permette ai comunisti di esistere(*)!
Chissà, in un futuro non lontano saranno persino ammessi i matrimoni tra comunisti!
(*)Di lavorare nel pubblico impiego, in realtà.
venerdì, 16 maggio 2008
Le parole di Giuseppe D'Avanzo, vicedirettore di Repubblica, contro il cattivo giornalismo di Marco Travaglio hanno appena finito di echeggiare che ecco stamani, sul Venerdì di Repubblica, cosa troviamo? Un ritrattino soft di Renato Schifani; uno di quegli articoli fatti di aneddoti che uno leggerebbe solo in teno o nella sala d'aspetto del dentista.
Ma in un punto l'articolista, Gianni Barbacetto, ecco cosa scrive del nuovo Presidente del Senato: "Ormai sono lontani i tempi della gavetta siciliana. (...) Ancora più lontani i tempi degli affari siciliani. Erano gli anni Ottanta quando si mette in società con Antonino Garofalo, in seguito accusato di usura. Poi fonda la Sicula Brokers, che ha tra i suoi soci Benny D'Agostino(condannato per concorso esterno in associazione mafiosa) e Nino Mandalà (Boss di Cosa Nostra a Villabate). Proprio a Villabate il giovane Schifani diventa consulente del Comune.(...)"
A me questo elencare fatti e lasciare intendere gli ovvi sospetti di intrallazzi mafiosi di Schifani non sembra tanto diverso da quello che ha fatto Travaglio; ma sospetto che D'Avanzo non dedicherà una reprimenda anche al suo collega/sottoposto Barbacetto.
Ma in un punto l'articolista, Gianni Barbacetto, ecco cosa scrive del nuovo Presidente del Senato: "Ormai sono lontani i tempi della gavetta siciliana. (...) Ancora più lontani i tempi degli affari siciliani. Erano gli anni Ottanta quando si mette in società con Antonino Garofalo, in seguito accusato di usura. Poi fonda la Sicula Brokers, che ha tra i suoi soci Benny D'Agostino(condannato per concorso esterno in associazione mafiosa) e Nino Mandalà (Boss di Cosa Nostra a Villabate). Proprio a Villabate il giovane Schifani diventa consulente del Comune.(...)"
A me questo elencare fatti e lasciare intendere gli ovvi sospetti di intrallazzi mafiosi di Schifani non sembra tanto diverso da quello che ha fatto Travaglio; ma sospetto che D'Avanzo non dedicherà una reprimenda anche al suo collega/sottoposto Barbacetto.
Continuando a surfare sull'onda vincente della paura degli italiani verso il crimine, ecco i primi provvedimenti lanciati dai ministri di Berly:
- Inventare il reato di Immigrazione clandestina; intanto fare qualche bella retata; poi dare ai prefetti poteri straordinari contro i Rom.
- Trasformare i Centri di Permanenza Temporanea in prigioni per immigrati (sì da non affollare le carceri, non sia mai che poi il Santo Padre chieda un altro indulto!)
- Mandare l'Esercito a vigilare nelle strade di tutte le città, di notte; tipo coprifuoco.
- Confidare nel senso civico della cittadinanza per fare ciò che lo Stato non riesce a fare (bruciare i campi Rom).
Suggerimenti per prossime iniziative:
- Multare chi dà l'elemosina agli zingari
- Imporre ai Rom di indossare un segno di riconoscimento; chessò, una cosa gialla fosforescente, tipo una stella.
(Ah, intanto i dati sulla criminalità in Italia ovviamente continuano a mostrare un netto calo in tutte le categorie di reati. Viva il surf.)
- Inventare il reato di Immigrazione clandestina; intanto fare qualche bella retata; poi dare ai prefetti poteri straordinari contro i Rom.
- Trasformare i Centri di Permanenza Temporanea in prigioni per immigrati (sì da non affollare le carceri, non sia mai che poi il Santo Padre chieda un altro indulto!)
- Mandare l'Esercito a vigilare nelle strade di tutte le città, di notte; tipo coprifuoco.
- Confidare nel senso civico della cittadinanza per fare ciò che lo Stato non riesce a fare (bruciare i campi Rom).
Suggerimenti per prossime iniziative:
- Multare chi dà l'elemosina agli zingari
- Imporre ai Rom di indossare un segno di riconoscimento; chessò, una cosa gialla fosforescente, tipo una stella.
(Ah, intanto i dati sulla criminalità in Italia ovviamente continuano a mostrare un netto calo in tutte le categorie di reati. Viva il surf.)
giovedì, 15 maggio 2008
Cossiga che praticamente dà del terrorista a Maroni si candida a diventare quasi l'unica forma di opposizione alla pax veltrusconiana - anzi, neanche opposizione, visto che ha votato la fiducia.
A bocce quasi ferme (ancora oggi la polemica Travaglio-D'Avanzo prosegue su Repubblica, ma mi pare esaurita), tiro le fila dei commenti che ho lasciato qua e là su caso Schifani-Travaglio. Avendo amaramente rimuginato sull'argomento (non ho di meglio di fare? In effetti...), tanto vale riordinarsi le idee; e scrivere un post è utile a questo e poco altro (almeno qua).
In effetti ne ho già fatti due, di post su questa vicenda ingigantita dalle reazioni che ha suscitato. Ma poi sono state pubblicate parecchie critiche a Marco Travaglio e al suo modo di far giornalismo.
Sorvolando su quelle di Facci su Macchianera (spazzatura nello stile del personaggio; ne ha scritto Leonardo), mi son giunte un filo inattese le critiche provenienti da Repubblica; soprattutto perché sono a firma di Giuseppe D'Avanzo. Su ciò ha fatto due post Gilioli; e ciò che ne penso sta già grosso modo nel commento che ho lasciato lì.
Le critiche che Giuseppe D'Avanzo muove a Travaglio (qua gli articoli) si possono riassumere nel fatto che Travaglio farebbe un giornalismo apparentemente basato solo su fatti verificabili, però scelti e "cucinati" in modo da corroborare le idee e gli scopi dell'articolista; presentati in modo da ingenerare sospetti e da avvelenare "...costantemente il metabolismo sociale nutrendolo con un risentimento che frantuma ogni legame pubblico e civismo come se non ci fosse più alcuna possibilità di tenere insieme interessi, destini, futuro ("Se anche la seconda carica dello Stato è oggi un mafioso...").".
Ovvero, come riassume Gilioli, Travaglio mescolerebbe oculatamente fatti e opinioni invece di tenere gli uni distinti dalle altre (secondo la vecchia ricetta del giornalismo anglosassone - mai usata qua da noi, aggiungo io).
Ora, questo tipo di critiche sarebbero totalmente fuori luogo se applicate unicamente all'intervento televisivo di Travaglio a "Che tempo che fa": la sede e la forma del dialogo tra Fazio e il giornalista non possono non essere considerate, nel giudicare ciò che MT ha detto. Si tratta di spettacolo, non di giornalismo televisivo; il peso e la completezza di ciò che viene detto là sono dettati dai tempi, dal tono leggero e dal palinsesto. Ed io non credo proprio che i telespettatori, anche quelli più ingenui, non si accorgano di tale contesto e rischino di farsi convincere che Iena Ridens Schifani sia un mafioso.
Giuseppe D'Avanzo (e anche gli altri critici, mi pare) sorvola su questo dettaglio, il che rende un po' inadeguato ciò che scrive; e poi anche lui, nel sostenere che Travaglio usa i "fatti" per avvalorare le sue tesi, anche D'Avanzo riassume la breve "intervista" di Fazio a Travaglio in modo da sostenere la propria, di tesi, cioè che Travaglio direbbe le cose in modo da far credere ai telespettatori ciò che lui vuole - ed a farli pure un po' incazzare.
Ma se il passaggio televisivo di Travaglio non merita critiche tanto "alte" (e infatti il clamore di proteste contro Fazio, la Rai e MT sono derivate dal fatto che quello "show" provocatorio è avvenuto in zona con share e ascolti alti, mica altro; simile in ciò alla rabbia di Berlusconi quando Benigni venne intervistato da Biagi), bisogna anche ammettere che Travaglio, quello stile provocatorio e tendenzioso lo usa anche negli articoli e nei libri.
Non c'è dubbio che l'ex-giornalista del Giornale di Montanelli si sia ritagliato uno spazio in cui i suoi lettori sanno di trovare vicende poco note che riguardano i potenti e che ingenerano sospetti su di loro. Del resto la "fortuna" editoriale e professionale di Marco Travaglio è iniziata con un libro, "L'odore dei soldi", in cui faceva le pulci a Berlusconi con lo stesso metodo (ma anche riportando una montagna di notizie).
Se allarghiamo le critiche di Giuseppe D'Avanzo a quel metodo di fare giornalismo, sicuramente provocatorio e partigiano (ma Travaglio dà colpi duri a tutte le parti politiche), tali critiche hanno maggiore consistenza. D'Avanzo è di un'altra scuola ed è facile credere che il "metodo Travaglio" (è GD'A è chiamarlo così) non gli piaccia.
Tuttavia tali critiche non sono nemmeno in questo caso convincenti. Infatti è arduo credere che D'Avanzo non veda in che misura il giornalismo provocatorio, partigiano e tendenzioso sia diffuso nel giornalismo italiano e nella sua stessa testata, "Repubblica". Maltese, Fuccillo, Caporale e altri (e i loro maestri, Scalfari e Pansa) non hanno fatto certo mancare, in passato, articoli di opinione aggressivi in cui si faceva un uso dei "fatti" adeguato alla tesi da sostenere o all'accusa da muovere.
Suona stonato leggere che quello di Travaglio "...E' un metodo di lavoro che non informa il lettore, lo manipola, lo confonde. E' un sistema che indebolisce le istituzioni. Che attribuisce abitualmente all'avversario di turno (sono a destra come a sinistra, li si sceglie a mano libera) un'abusiva occupazione del potere e un'opacità morale.". Suona stonato che questa critica sia rivolta solo a MT, e dalle pagine di "Repubblica"!
Il fatto è che la distinzione tra fatti e opinioni nel giornalismo è solo un principio astratto (che non appartiene alla tradizione italiana, tra l'altro). Un articolo di cronaca o di inchiesta si riconosce, se è ben fatto ed onesto, da un corsivo di opinione anche quando il corsivo d'opinione è un elenco di fatti. Non c'è dubbio che si possa scrivere in modo disonesto, ma quello è un altro discorso. Un corsivo d'opinione è onesto, lecito e utile anche quando si "appoggia" su delle verità parziali - purché non siano scelte in modo fraudolento, chiaro!
In seguito, D'Avanzo ha chiarito la sua critica nel botta e risposta durato fino ad oggi. In sostanza, dice GD'A, a fare come fa Travaglio si potrebbe distruggere l'onorabilità e la vita di chiunque, quindi è pericoloso.
Certo, è così, è cosa nota. Quarto potere, ecc.
Ma anche questa critica è debole quando è rivolta ad uno come Travaglio che quel metodo di fare le pulci, sospettare e fare intendere cose lo applica solo sui potenti, sui politici, su coloro riguardo ai quali è doveroso scavare e indagare; e che sanno facilmente difendersi, i politici e i potenti; a meno che i sospetti, le accuse e i fatti che li riguardano non li tirino a fondo. Cosa che qualche volta, per merito dei giornalisti, è accaduta. Sempre più raramente, non so perché.
Bene, ho scritto un SuperPippo-ne e non ho detto neanche metà delle cose. Meglio se lascio perdere.
In effetti ne ho già fatti due, di post su questa vicenda ingigantita dalle reazioni che ha suscitato. Ma poi sono state pubblicate parecchie critiche a Marco Travaglio e al suo modo di far giornalismo.
Sorvolando su quelle di Facci su Macchianera (spazzatura nello stile del personaggio; ne ha scritto Leonardo), mi son giunte un filo inattese le critiche provenienti da Repubblica; soprattutto perché sono a firma di Giuseppe D'Avanzo. Su ciò ha fatto due post Gilioli; e ciò che ne penso sta già grosso modo nel commento che ho lasciato lì.
Le critiche che Giuseppe D'Avanzo muove a Travaglio (qua gli articoli) si possono riassumere nel fatto che Travaglio farebbe un giornalismo apparentemente basato solo su fatti verificabili, però scelti e "cucinati" in modo da corroborare le idee e gli scopi dell'articolista; presentati in modo da ingenerare sospetti e da avvelenare "...costantemente il metabolismo sociale nutrendolo con un risentimento che frantuma ogni legame pubblico e civismo come se non ci fosse più alcuna possibilità di tenere insieme interessi, destini, futuro ("Se anche la seconda carica dello Stato è oggi un mafioso...").".
Ovvero, come riassume Gilioli, Travaglio mescolerebbe oculatamente fatti e opinioni invece di tenere gli uni distinti dalle altre (secondo la vecchia ricetta del giornalismo anglosassone - mai usata qua da noi, aggiungo io).
Ora, questo tipo di critiche sarebbero totalmente fuori luogo se applicate unicamente all'intervento televisivo di Travaglio a "Che tempo che fa": la sede e la forma del dialogo tra Fazio e il giornalista non possono non essere considerate, nel giudicare ciò che MT ha detto. Si tratta di spettacolo, non di giornalismo televisivo; il peso e la completezza di ciò che viene detto là sono dettati dai tempi, dal tono leggero e dal palinsesto. Ed io non credo proprio che i telespettatori, anche quelli più ingenui, non si accorgano di tale contesto e rischino di farsi convincere che Iena Ridens Schifani sia un mafioso.
Giuseppe D'Avanzo (e anche gli altri critici, mi pare) sorvola su questo dettaglio, il che rende un po' inadeguato ciò che scrive; e poi anche lui, nel sostenere che Travaglio usa i "fatti" per avvalorare le sue tesi, anche D'Avanzo riassume la breve "intervista" di Fazio a Travaglio in modo da sostenere la propria, di tesi, cioè che Travaglio direbbe le cose in modo da far credere ai telespettatori ciò che lui vuole - ed a farli pure un po' incazzare.
Ma se il passaggio televisivo di Travaglio non merita critiche tanto "alte" (e infatti il clamore di proteste contro Fazio, la Rai e MT sono derivate dal fatto che quello "show" provocatorio è avvenuto in zona con share e ascolti alti, mica altro; simile in ciò alla rabbia di Berlusconi quando Benigni venne intervistato da Biagi), bisogna anche ammettere che Travaglio, quello stile provocatorio e tendenzioso lo usa anche negli articoli e nei libri.
Non c'è dubbio che l'ex-giornalista del Giornale di Montanelli si sia ritagliato uno spazio in cui i suoi lettori sanno di trovare vicende poco note che riguardano i potenti e che ingenerano sospetti su di loro. Del resto la "fortuna" editoriale e professionale di Marco Travaglio è iniziata con un libro, "L'odore dei soldi", in cui faceva le pulci a Berlusconi con lo stesso metodo (ma anche riportando una montagna di notizie).
Se allarghiamo le critiche di Giuseppe D'Avanzo a quel metodo di fare giornalismo, sicuramente provocatorio e partigiano (ma Travaglio dà colpi duri a tutte le parti politiche), tali critiche hanno maggiore consistenza. D'Avanzo è di un'altra scuola ed è facile credere che il "metodo Travaglio" (è GD'A è chiamarlo così) non gli piaccia.
Tuttavia tali critiche non sono nemmeno in questo caso convincenti. Infatti è arduo credere che D'Avanzo non veda in che misura il giornalismo provocatorio, partigiano e tendenzioso sia diffuso nel giornalismo italiano e nella sua stessa testata, "Repubblica". Maltese, Fuccillo, Caporale e altri (e i loro maestri, Scalfari e Pansa) non hanno fatto certo mancare, in passato, articoli di opinione aggressivi in cui si faceva un uso dei "fatti" adeguato alla tesi da sostenere o all'accusa da muovere.
Suona stonato leggere che quello di Travaglio "...E' un metodo di lavoro che non informa il lettore, lo manipola, lo confonde. E' un sistema che indebolisce le istituzioni. Che attribuisce abitualmente all'avversario di turno (sono a destra come a sinistra, li si sceglie a mano libera) un'abusiva occupazione del potere e un'opacità morale.". Suona stonato che questa critica sia rivolta solo a MT, e dalle pagine di "Repubblica"!
Il fatto è che la distinzione tra fatti e opinioni nel giornalismo è solo un principio astratto (che non appartiene alla tradizione italiana, tra l'altro). Un articolo di cronaca o di inchiesta si riconosce, se è ben fatto ed onesto, da un corsivo di opinione anche quando il corsivo d'opinione è un elenco di fatti. Non c'è dubbio che si possa scrivere in modo disonesto, ma quello è un altro discorso. Un corsivo d'opinione è onesto, lecito e utile anche quando si "appoggia" su delle verità parziali - purché non siano scelte in modo fraudolento, chiaro!
In seguito, D'Avanzo ha chiarito la sua critica nel botta e risposta durato fino ad oggi. In sostanza, dice GD'A, a fare come fa Travaglio si potrebbe distruggere l'onorabilità e la vita di chiunque, quindi è pericoloso.
Certo, è così, è cosa nota. Quarto potere, ecc.
Ma anche questa critica è debole quando è rivolta ad uno come Travaglio che quel metodo di fare le pulci, sospettare e fare intendere cose lo applica solo sui potenti, sui politici, su coloro riguardo ai quali è doveroso scavare e indagare; e che sanno facilmente difendersi, i politici e i potenti; a meno che i sospetti, le accuse e i fatti che li riguardano non li tirino a fondo. Cosa che qualche volta, per merito dei giornalisti, è accaduta. Sempre più raramente, non so perché.
Bene, ho scritto un SuperPippo-ne e non ho detto neanche metà delle cose. Meglio se lascio perdere.










