Recevaligia:
Recentemente letti/riletti:
Alessandro Barbero, 9 agosto 378. Il giorno dei barbari.
Georges Duby, Le origini dell'economia europea.
Michel Houellebecq, Le particelle elementari.
Kurt Vonnegut, Un uomo senza patria.
Luciano Canfora, Giulio Cesare.
Umberto Eco, Sator Arepo eccetera.
Thomas Pynchon, L'arcobaleno della gravità .
Vernor Vinge, Rainbows End.
Terry Pratchett, Wyrd sisters.
Terry Pratchett, Monstrous regiment.
Luciano Canfora, Libro e libertà .
Desmond Morris, La scimmia nuda.
Luciano Canfora, 1914.
Pulsatilla, Giulietta Squeenz.
Terry Pratchett, Hogswatch.
Rex Stout, Abbiamo trasmesso.
Rex Stout, Troppi clienti!.
Terry Pratchett, Teatro di crudeltà .
Terry Pratchett, Il piccolo popolo dei grandi magazzini.
Terry Pratchett, Night Watch.
Terry Pratchett, The fifth elephant.
Terry Pratchett, Jingo.
Kurt Vonnegut jr., Madre notte.
P. K. Dick, Ubik.
James Gunn, Si garantisce la felicità .
Terry Pratchett, Feet of clay.
Terry Pratchett, L'arte della magia.
Terry Pratchett, La luce fantastica.
Terry Pratchett, Mort l'apprendista.
Terry Pratchett, The colour of magic - The graphic novel.
Piergiorgio Odifreddi, Perché non possiamo dirci cristiani.
Terry Pratchett, Uomini d'arme.
Francesco Guccini, Cittanòva Blues.
Terry Pratchett, A me le guardie!.
Desmond Morris, Il cane, tutti i perché.
Arthur C. Clarke, 2001, odissea nello spazio.
Douglas Adams, Praticamente innocuo.
Douglas Adams, Addio e grazie di tutto il pesce.
Douglas Adams, La vita, l'universo e tutto quanto.
Douglas Adams, Ristorante al termine dell'universo.
Kurt Vonnegut, Mattatoio n°5.
Arthur Conan Doyle, The hound of Baskervilles.
Robert Luis Stevenson, Treasure Island.
Arthur Conan Doyle, A study in scarlet.
2007 Georges Perec, W o il ricordo d'infanzia.
Joseph Conrad, Lo specchio del mare.
Michele Mari, Verderame.
Giampaolo Dossena, Dante
Donald Barthelme, Biancaneve
Giorgio Manganelli, Poesie
Paolo ALbani, La governante di Jevons
Ermanno Cavazzoni, Storia naturale dei giganti
Gianni Mura, Giallo su giallo
Giampaolo Dossena, Mangiare banane
Gianni Clerici, Zoo
Gianni Clerici, Alassio, 1939
David Foster Wallace, Oblio
Francesco Guccini, La legge del bar e altre comiche.
Alessandro Barbero, 9 agosto 378. Il giorno dei barbari.
Georges Duby, Le origini dell'economia europea.
Michel Houellebecq, Le particelle elementari.
Kurt Vonnegut, Un uomo senza patria.
Luciano Canfora, Giulio Cesare.
Umberto Eco, Sator Arepo eccetera.
Thomas Pynchon, L'arcobaleno della gravità .
Vernor Vinge, Rainbows End.
Terry Pratchett, Wyrd sisters.
Terry Pratchett, Monstrous regiment.
Luciano Canfora, Libro e libertà .
Desmond Morris, La scimmia nuda.
Luciano Canfora, 1914.
Pulsatilla, Giulietta Squeenz.
Terry Pratchett, Hogswatch.
Rex Stout, Abbiamo trasmesso.
Rex Stout, Troppi clienti!.
Terry Pratchett, Teatro di crudeltà .
Terry Pratchett, Il piccolo popolo dei grandi magazzini.
Terry Pratchett, Night Watch.
Terry Pratchett, The fifth elephant.
Terry Pratchett, Jingo.
Kurt Vonnegut jr., Madre notte.
P. K. Dick, Ubik.
James Gunn, Si garantisce la felicità .
Terry Pratchett, Feet of clay.
Terry Pratchett, L'arte della magia.
Terry Pratchett, La luce fantastica.
Terry Pratchett, Mort l'apprendista.
Terry Pratchett, The colour of magic - The graphic novel.
Piergiorgio Odifreddi, Perché non possiamo dirci cristiani.
Terry Pratchett, Uomini d'arme.
Francesco Guccini, Cittanòva Blues.
Terry Pratchett, A me le guardie!.
Desmond Morris, Il cane, tutti i perché.
Arthur C. Clarke, 2001, odissea nello spazio.
Douglas Adams, Praticamente innocuo.
Douglas Adams, Addio e grazie di tutto il pesce.
Douglas Adams, La vita, l'universo e tutto quanto.
Douglas Adams, Ristorante al termine dell'universo.
Kurt Vonnegut, Mattatoio n°5.
Arthur Conan Doyle, The hound of Baskervilles.
Robert Luis Stevenson, Treasure Island.
Arthur Conan Doyle, A study in scarlet.
2007 Georges Perec, W o il ricordo d'infanzia.
Joseph Conrad, Lo specchio del mare.
Michele Mari, Verderame.
Giampaolo Dossena, Dante
Donald Barthelme, Biancaneve
Giorgio Manganelli, Poesie
Paolo ALbani, La governante di Jevons
Ermanno Cavazzoni, Storia naturale dei giganti
Gianni Mura, Giallo su giallo
Giampaolo Dossena, Mangiare banane
Gianni Clerici, Zoo
Gianni Clerici, Alassio, 1939
David Foster Wallace, Oblio
Francesco Guccini, La legge del bar e altre comiche.
*
Audiolibri
da "L'isola pianeta e altri settentrioni" di Giorgio Manganelli (Adelphi 2006)Da "Centuria" di Giorgio Manganelli: Quattro (centuria n°4) (Adelphi 2006)
Tutti gli audiolibri
*
Testo della Legge Finanziaria 2008
così come approvata dal Senato il 15 novembre 2007.
Casomai, non so, qualcuno volesse...
così come approvata dal Senato il 15 novembre 2007.
Casomai, non so, qualcuno volesse...
Ultimi Commenti
Olmo&Biru
Il blog a fumetti
ECOLALISTE
Il blog delle liste
Audiovaligia
Il blog degli audio-libri
Rece-Valigia
Il blog-archivio delle recensioni
Il blog a fumetti
ECOLALISTE
Il blog delle liste
Audiovaligia
Il blog degli audio-libri
Rece-Valigia
Il blog-archivio delle recensioni
dicembre 2008
novembre 2008
ottobre 2008
settembre 2008
agosto 2008
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
io
arte
audiolibri
blog
cinema
continuiamocosì
critica
dfw
ebook
economia
enigmistica
filosofia
francia
fumetto
gals
giochi
linguistica - ludolinguistica
mai-più-senza
musica
obituary
olmo e biru
politica - societÃ
recensioni - scrittori
satira - comico
scienza-matematica
sport
storia
televisione
vita-da-single
web - informatica
arte
audiolibri
blog
cinema
continuiamocosì
critica
dfw
ebook
economia
enigmistica
filosofia
francia
fumetto
gals
giochi
linguistica - ludolinguistica
mai-più-senza
musica
obituary
olmo e biru
politica - societÃ
recensioni - scrittori
satira - comico
scienza-matematica
sport
storia
televisione
vita-da-single
web - informatica
...Ecolaliste...
Audiovaligia
Il mio lavoro
Sito su "La vita istruzioni per l'uso" di Georges Perec
Sito su Michele Mari
ameliebe
Azione Parallela
biancac
Binario 9 e 3/4
Bizblog
Botulinux - 8:49
CalMa
chez Séverine
Chou et Pomme
Cronache Meliane
e io che mi pensavo che...
Error 404
fabbrone
Giavasan
Gnegnet
herzog
ilibrintesta
ipazia
L'edipeo enciclopedico
Le inquiline
LeComari
lettura lenta
Lo Scaffale
Lobotomica
LPD
Mas
mascia
Matisse (Ricreazione)
mavi
MÃ nginoBrioches
Meta(llica)Fisica
mo me lo segno
NonSoloProust
Notimetolose
notiziole di .mau.
phoebe
Placida
Pulsatilla
Scuola di ladri
Senza qualitÃ
siocchezze
Sito di Paolo Albani
Smoking Permitted
spaesato
Thumper
Uccidi un grissino, salverai un tonno
Zilvia
Audiovaligia
Il mio lavoro
Sito su "La vita istruzioni per l'uso" di Georges Perec
Sito su Michele Mari
ameliebe
Azione Parallela
biancac
Binario 9 e 3/4
Bizblog
Botulinux - 8:49
CalMa
chez Séverine
Chou et Pomme
Cronache Meliane
e io che mi pensavo che...
Error 404
fabbrone
Giavasan
Gnegnet
herzog
ilibrintesta
ipazia
L'edipeo enciclopedico
Le inquiline
LeComari
lettura lenta
Lo Scaffale
Lobotomica
LPD
Mas
mascia
Matisse (Ricreazione)
mavi
MÃ nginoBrioches
Meta(llica)Fisica
mo me lo segno
NonSoloProust
Notimetolose
notiziole di .mau.
phoebe
Placida
Pulsatilla
Scuola di ladri
Senza qualitÃ
siocchezze
Sito di Paolo Albani
Smoking Permitted
spaesato
Thumper
Uccidi un grissino, salverai un tonno
Zilvia

Template: non è 'sto granché però l'ho fatto tutto da me, e quindi...
venerdì, 30 novembre 2007
Questo benedetto post su Ulisse lo rimando da circa un anno e mezzo. Perché è impegnativo. Allora, ecco, meglio se lo spezzo e comincio a scriverne delle parti, dei lemmi.Cominciamo da una questione che non sta all'inizio ma in medias res (*); e cioè il viaggio fatale di Ulisse descritto da Dante in Inferno XXVI.
Lo spirito di Ulisse in forma di fiamma racconta, su precisa richiesta di Virgilio, la propria morte ("dove, per lui, perduto a morir gissi"), ovvero del viaggio di 5 mesi oltre le Colonne d'Ercole che si conclude con il naufragio in cui muoiono Ulisse e tutto il suo equipaggio.
Ma a quale episodio dell'Odissea si riferisce il racconto dantesco? Evidentemente al viaggio di Ulisse nell'Ade (Odissea X-XI): dall'isola di Circe l'eroe parte verso occidente e, varcato l'Oceano, in un giorno di navigazione giunge sulle rive del regno di Plutone... No, non c'è nessun naufragio; anzi, l'Ulisse omerico, dopo aver parlato con le ombre dei morti, riprende il suo viaggio. Inoltre, per Dante, Ulisse e la sua "compagna picciola" arrivano in vista di Gibilterra partendo sì dall'isola di Circe ("Quando/ mi diparti' da Circe...") ma dopo molti anni: "Io e' compagni eravam vecchi e tardi/ quando giugnemmo a quella foce stretta/ ov'Ercule segnò li suoi riguardi". La descrizione dantesca, in certi tratti, ricorda in effetti non il viaggio di Ulisse nell'Ade ma l'ultimo viaggio, quello profetizzato da Tiresia che Ulisse dovrà affrontare dopo il ritorno ad Itaca, come una condanna: il Laertiade dovrà infatti viaggiare fino a trovare un popolo che non conosce le arti della navigazione e non fa uso di sale: un viaggio indeterminato, che può durare fino alla vecchiaia e dopo il quale Ulisse potrà morire serenamente in Itaca.
Ma questa lieve ambiguità è probabilmente fortuita. Dante, come è noto, non conosceva il testo omerico; le sue fonti sono i vari scrittori latini che hanno riportato episodi e personaggi dell'Odissea. Né si può dire con certezza quali di questi autori (che, tutti, tacciono sulla morte di Ulisse) Dante conoscesse.
Insomma, Dante ha inventato; e ha tirato fuori un'invenzione straordinaria.
Ah, prima di proseguire vorrei chiarire che non sto facendo l'esegeta spaccacapelli - la mia competenza appena amatoriale non me lo consentirebbe. Vado a parare da un parte precisa, alla fine.
Tra gli elementi notevoli dell'Ulisse dantesco c'è il fatto che uno dei suoi tratti principali - il desiderio di scoperta e di conoscenza ("l'ardore... a divenir del mondo esperto") contribuisce a creare la rilettura rinascimentale, umanistica e poi anche illuministica di Ulisse. Per Dante, Odisseo sta tra i dannati, e la sua colpa è grave: il sacrilegio (il furto della statua di Atena a Troia) e pure l'inganno ("e dentro da la lor fiamma si geme/ l'agguato del caval"). Ma assieme a questa grave colpa c'è anche il riconoscimento della grandezza del personaggio.
Dante insomma "inventa" una figura quasi positiva alla quale fa interpretare un ruolo delicatissimo e fortemente simbolico. Del resto, a giustificare formalmente - documenti alla mano, per così dire - una certa simpatia per questo Ulisse c'è il fatto che dai suoi peccati è scaturita la caduta di Troia, quindi la fuga di Enea e quel che ne segue (creazione della stirpe romana, bla bla, fondazione di Roma, bla bla, la sede papale, bla etc.).
Allora, ecco, l'Ulisse di Dante diventa l'incarnazione del nostos, il ritorno, come ineluttabile istinto umano.
Anche l'Odissea è interamente imperniata sul nostos; ma Dante intende creare un grande simbolo, un segno(**) (collocandosi in ciò perfettamente nella tradizione latina). Il suo Ulisse non cerca la patria, la moglie e la famiglia: cerca la conoscenza. E, giunto al confine ultimo dell'esplorazione consentita - le Colonne d'Ercole - sente che è proprio oltre quel limite che deve andare per trovare "vertute e canoscenza".
Questo Ulisse non sa, mentre si lancia nel "folle volo", che sta seguendo un altro, più forte desiderio di nostos: non il ritorno in patria ma quello verso l'innocenza primigenia. E non sa neanche che l'unico punto di arrivo possibile di tale viaggio è la morte. Arringa i compagni ricordando loro la "semenza" umana, ed ha ragione più di quel che crede.
La navigazione verso occidente è infatti un viaggio verso l'abisso: infatti sembra sempre notte ("Tutte le stelle già dell'altro polo..."; "lo lume era di sotto della luna..."), e già questo richiama l'aspetto dell'Ade, del mondo dei morti pagano (nell'Odissea Ulisse va verso l'Ade facendo rotta ad occidente: in greco zhopos=oscurità=occidente). Poi l'avvistamento della "montagna, bruna/ per la distanza". È la montagna del Purgatorio, in cima alla quale si trova il giardino dell'Eden (con l'albero della conoscenza, bla bla, peccato originale, bla). Ma lì non ci si può andare - di sicuro non un uomo vissuto prima della venuta di Cristo - e allora dalla "nova terra" parte una tromba d'aria ("un turbo")(***) che affonda la nave e uccide Ulisse e tutti i suoi compagni.
I commentatori hanno sempre parlato, a tal proposito, della punizione per il peccato d'orgoglio di Ulisse: non ci dovevi andare, ben ti sta. Ma Dante - che mette Ulisse all'inferno non per questo ma per gli altri peccati già detti - dice piuttosto che quel desiderio di conoscenza è il più alto e il più forte "desio" che l'uomo sente; e che non può non seguirlo anche se non ha altro punto d'arrivo che la morte.
Del resto anche Beatrice (Purg. XXXIII) dice a Dante (e lo invita a prender nota, scrivitelo perbenino ché poi lo devi dire agli altri, giù) "del viver ch'è un correre alla morte". Insomma, si può dire e citare molto altro per chiarire questo punto, ma ora sorvolo.
Quindi c'è questo denso edificio ontologico di cui l'Ulisse dantesco si fa "segno".
Ora, che succede circa 200 anni dopo Dante? Succede il fatto forse più importante del Rinascimento: Colombo scopre l'America; inizia l'era delle grandi esplorazioni; le carte geografiche vanno ricomprate tutte. Si può, eccome, andare oltre l'oceano!
E del modello dantesco (e classico) che ne è? La fortuna della Comoedia, alla fine del '400, è già iniziata e non si fermerà più. Inoltre anche l'Odissea ha ricominciato a circolare.
Ed ecco allora la cosa straordinaria: la forza poetica dell'Ulisse dantesco (e la grandezza dell'opera di Dante nell'insieme) fa sì che la vicenda del canto XXVI dell'Inferno, invece di essere indebolita dalle scoperte geografiche, ne diventa l'esaltazione. Colombo stesso viene salutato come novello Ulisse; Vespucci scrive lettere in cui cita quei versi di Dante. La "nova terra", il Purgatorio, sembra la "profezia" poetica del Nuovo Mondo - un nuovo Eden.
L'oscurità, la morte, il naufragio voluto da quella insondabile volontà ("come altrui piacque!", verso la cui terribile grandezza torna nel '900 negli scritti di Primo Levi e poi di altri); gli elementi insomma di cupa ineluttabilità che Dante ha caricato sul suo personaggio si stemperano e passano in secondo piano, per i lettori rinascimentali. Ne risulta evidenziato l'aspetto di Ulisse come esploratore, caparbiamente in cerca della scoperta, del sapere; e questo aspetto guida anche la rilettura del testo omerico, tanto che il Canto di Ulisse finisce per apparire come uno degli elementi di congiunzione e di tradizione (per mezzo della poesia) tra il sapere antico e l'episteme moderna, fino a diventare ("Fatti non foste a viver come bruti...") uno dei vessilli della nascente scienza sperimentale.
(1.segue)
(*) Come scriveva Anacleto Bendazzi, la Divina Commedia è inferiore alla Bibbia come compiutezza e universalità: la seconda inizia infatti "In principio", mentre la prima "Nel mezzo". ;)
(**) Nel senso indicato da Piero Boitani - la mia fonte principale - in "L'ombra di Ulisse", Il Mulino 1992.
(***) Qui mi viene in mente quando si rompe l'otre dei venti di Eolo (Odissea X), ma questa è proprio una suggestione personale.
p.s. Questo post non c'entra niente con la Lectura Dantis fatta da Benigni ieri: l'ho scritto prima e neanche ricordavo che ci sarebbe stata. Ecco.
...Salga a te il mio lamento
Tu che sai che domattina devo andare a Firenze
E che troverò la coda che parte da Pratoest
Per lo sciopero di tutti i trasporti, di terra, d'aria e d'acqua,
E che ci metterò 5 ore ad arrivare sul Viadotto dell'Indiano
E, là giunto, ci resterò fino alla fine dello sciopero,
a meno che non mi butti in Arno o su una terrazza.
Tu che sai e che puoi, se proprio gli elecotteri son già tutti presi,
Potresti mica dire la tua possente parola: "Signor Scott, energia!"?
Tu che sai che domattina devo andare a Firenze
E che troverò la coda che parte da Pratoest
Per lo sciopero di tutti i trasporti, di terra, d'aria e d'acqua,
E che ci metterò 5 ore ad arrivare sul Viadotto dell'Indiano
E, là giunto, ci resterò fino alla fine dello sciopero,
a meno che non mi butti in Arno o su una terrazza.
Tu che sai e che puoi, se proprio gli elecotteri son già tutti presi,
Potresti mica dire la tua possente parola: "Signor Scott, energia!"?
giovedì, 29 novembre 2007
E che palle, tutta 'sta litania di primati italiani detti troppo seriamente! E tutta questa foga religiosa! Ecche è!
Benigni, ma se tu facessi solo i duelli in ottava rima, o 'un sarebbe meglio?
Benigni, ma se tu facessi solo i duelli in ottava rima, o 'un sarebbe meglio?
mercoledì, 28 novembre 2007
Dicono che il mio template va cambiato. Cioè, lo dice la mia insegnante di bloggologia, mica un qualunque vitello coi piedi di balsa. Dice che così com'è è out e i potenziali nuovi lettori (quelli più in, per lo meno) ricevono una cattiva prima impressione, vedendo un template così old fashioned.Ora, la mia insegnante di bloggologia ha sempre ragione e io non sto chiedendo a voi, gentili lettori/commentatori di smentirla (so che lo fareste).
BENSÍ sono a chiedervi(*) di suggerire migliorie - sobrie e funzionali, chiaro - che rendano più leggibile, pulito e IN questo umile luogo di scialacquamento di tempo e parole.
Ringraziando fin d'ora, siamo a porgere(*) etc etc.
(*) Formule da epistolario burocratico, sovvenutemi per ragioni sconosciute.
Che l'omeopatia sia efficace quanto l'acqua santa o il talismano del guaritore di turno (cioè per niente) lo sa bene chiunque abbia gli strumenti minimi per giudicare. Tuttavia fanno bene i ricercatori a continuare a produrre prove di ciò; e fanno bene le riviste come Lancet a pubblicarle.
Non perché tali prove possano convincere chi ha fede in quelle robe (non si convincono i credenti, quale che sia la loro "religione"); ma perché periodicamente i furboni che producono le pozioni omeopatiche provano a farsi dare soldi dal Servizio sanitario nazionale.
La cosa che non smette di stupirmi è la fermezza con cui i seguaci di quella o di altre credenze pseudoscientifiche rifiutano quei criteri di giudizio in base ai quali si possono falsificare tali credenze; e tuttavia li applicano quotidianamente in mille altre situazioni...
Non perché tali prove possano convincere chi ha fede in quelle robe (non si convincono i credenti, quale che sia la loro "religione"); ma perché periodicamente i furboni che producono le pozioni omeopatiche provano a farsi dare soldi dal Servizio sanitario nazionale.
La cosa che non smette di stupirmi è la fermezza con cui i seguaci di quella o di altre credenze pseudoscientifiche rifiutano quei criteri di giudizio in base ai quali si possono falsificare tali credenze; e tuttavia li applicano quotidianamente in mille altre situazioni...
Avendo una certa esperienza e frequentazione del mondo dell'arte, provo a mettere tali conoscenze a disposizione degli artisti esordienti e degli aspiranti tali (so già che me ne pentirò).
Ecco quindi un po' di regolette, così come mi son venute in mente.
I galleristi (quelli veri) sono mercanti. I mercanti non necessariamente sono galleristi.
Il gallerista che ti chiede il 50% è onesto. Se ti chiede di meno puoi avere qualche dubbio (se sei in Italia).
Il gallerista che ti chiede dei soldi non è un gallerista, e neanche un mercante. Se invece ti chiede di regalargli un'opera alla fine della personale/collettiva/fiera/rassegna, allora ok.
Le opere d'arte, per il mercante/gallerista, si chiamano "lavori"; o anche "pezzi".
Le gallerie sono specializzate; è inutile proporre esordienti a chi tratta paesaggisti dell'800.
L'interlocutore/mediatore, per un artista, è il mercante d'arte; l'acquirente è la media e alta borghesia: farsene una ragione.
Per lavorare con un gallerista che non ti conosce devi avere delle referenze. Se non hai referenze conviene provare a presentare il proprio lavoro ad un critico che lavora con quel gallerista, piuttosto che al gallerista stesso.
Le mostre presso gli enti pubblici possono aiutare a farsi conoscere; ma non necessariamente qualificano chi vi partecipa. Quel che conta è che facciano un buon catalogo.
Le mostre organizzate dagli enti pubblici o associazioni mettendoci solo lo spazio espositivo e senza stampare cataloghi e fare promozione sono abbastanza inutili.
Gli enti pubblici possono anche essere acquirenti/committenti, certo.
Le fiere d'arte autentiche sono meno delle fiere d'arte fasulle. Queste ultime vendono gli stand agli artisti e stampano cataloghi mastodontici vendendone le pagine agli espositori. Sono una perdita di tempo e denaro. Le fiere d'arte autentiche, invece, vendono gli stand a galleristi, mercanti, editori, associazioni.
Le fiere d'arte autentiche che lavorano, in Italia, sono poche. La numero uno è Bologna (Artefiera); poi c'è Milano (Miart), ma molto distanziata; poi ce ne sono altre (Torino, Forlì etc.). Non ho dati aggiornati sulle minori.
Gli spazi pubblicitari sulle riviste d'arte li devono comprare i galleristi. Lo stesso per i redazionali pubblicitari dichiarati. L'articolo pubblicitario non dichiarato può pagarlo anche l'artista; ma non è una buona idea, a meno che non si tratti di un articolo spontaneo e non concordato che poi l'artista remunera di sua iniziativa regalando un pezzo al critico che l'ha scritto.
N.B: i mercanti d'arte sono mercanti.
Ecco quindi un po' di regolette, così come mi son venute in mente.
I galleristi (quelli veri) sono mercanti. I mercanti non necessariamente sono galleristi.
Il gallerista che ti chiede il 50% è onesto. Se ti chiede di meno puoi avere qualche dubbio (se sei in Italia).
Il gallerista che ti chiede dei soldi non è un gallerista, e neanche un mercante. Se invece ti chiede di regalargli un'opera alla fine della personale/collettiva/fiera/rassegna, allora ok.
Le opere d'arte, per il mercante/gallerista, si chiamano "lavori"; o anche "pezzi".
Le gallerie sono specializzate; è inutile proporre esordienti a chi tratta paesaggisti dell'800.
L'interlocutore/mediatore, per un artista, è il mercante d'arte; l'acquirente è la media e alta borghesia: farsene una ragione.
Per lavorare con un gallerista che non ti conosce devi avere delle referenze. Se non hai referenze conviene provare a presentare il proprio lavoro ad un critico che lavora con quel gallerista, piuttosto che al gallerista stesso.
Le mostre presso gli enti pubblici possono aiutare a farsi conoscere; ma non necessariamente qualificano chi vi partecipa. Quel che conta è che facciano un buon catalogo.
Le mostre organizzate dagli enti pubblici o associazioni mettendoci solo lo spazio espositivo e senza stampare cataloghi e fare promozione sono abbastanza inutili.
Gli enti pubblici possono anche essere acquirenti/committenti, certo.
Le fiere d'arte autentiche sono meno delle fiere d'arte fasulle. Queste ultime vendono gli stand agli artisti e stampano cataloghi mastodontici vendendone le pagine agli espositori. Sono una perdita di tempo e denaro. Le fiere d'arte autentiche, invece, vendono gli stand a galleristi, mercanti, editori, associazioni.
Le fiere d'arte autentiche che lavorano, in Italia, sono poche. La numero uno è Bologna (Artefiera); poi c'è Milano (Miart), ma molto distanziata; poi ce ne sono altre (Torino, Forlì etc.). Non ho dati aggiornati sulle minori.
Gli spazi pubblicitari sulle riviste d'arte li devono comprare i galleristi. Lo stesso per i redazionali pubblicitari dichiarati. L'articolo pubblicitario non dichiarato può pagarlo anche l'artista; ma non è una buona idea, a meno che non si tratti di un articolo spontaneo e non concordato che poi l'artista remunera di sua iniziativa regalando un pezzo al critico che l'ha scritto.
N.B: i mercanti d'arte sono mercanti.
martedì, 27 novembre 2007
Ore 11.52, RaiTre, attendendo il tg:
Esperta di Fisiopippoplutologia: "Ecco, questo esercizio si esegue in postura monopodalica e muovendo verticalmente l'arto controlaterale..."
Conduttrice-pro-casalinga-Voghera: "Cioè si sta su un piede solo e si alza il braccio opposto?"
Esp. di Fis.: "Esatto."
Esperta di Fisiopippoplutologia: "Ecco, questo esercizio si esegue in postura monopodalica e muovendo verticalmente l'arto controlaterale..."
Conduttrice-pro-casalinga-Voghera: "Cioè si sta su un piede solo e si alza il braccio opposto?"
Esp. di Fis.: "Esatto."
Massmediopatia: malattia che colpisce gli individui a bassissimo QI e che li induce a comportamenti e ragionamenti che imitano quelli appresi da mass media.
In realtà volevo solo fare una considerazione riguardante una dichiarazione di coso, lì. come-si-chiama, Rudy Hermann Guede; sì, quello del delitto di Perugia che hanno arrestato in Germania.
Costui ha detto che, prima di morire, la ragazza gli avrebbe detto le iniziali del nome dell'assassino.
Ora, non so se queste dichiarazioni siano vere, esatte o no. Se lo fossero, ecco, direi che il tizio in questione, Rudy è senz'altro 1) cretino; 2) massmediopatico.
Cioè, ti immagini una, accoltellata, che sta per morire e decide di rivelare le iniziali del suo assassino?! Ma cos'è? Un brutto giallo di serie C?! Una sceneggiatura di "Murder, she wrote"?! Maddai...!
In realtà volevo solo fare una considerazione riguardante una dichiarazione di coso, lì. come-si-chiama, Rudy Hermann Guede; sì, quello del delitto di Perugia che hanno arrestato in Germania.
Costui ha detto che, prima di morire, la ragazza gli avrebbe detto le iniziali del nome dell'assassino.
Ora, non so se queste dichiarazioni siano vere, esatte o no. Se lo fossero, ecco, direi che il tizio in questione, Rudy è senz'altro 1) cretino; 2) massmediopatico.
Cioè, ti immagini una, accoltellata, che sta per morire e decide di rivelare le iniziali del suo assassino?! Ma cos'è? Un brutto giallo di serie C?! Una sceneggiatura di "Murder, she wrote"?! Maddai...!
Con "filmalattia" - lo ricordo per chi si fosse appena messo in ascolto - intendo dvd guardati durante la forzata stasi domestica dovuta ad influenza o patologie simili. (Ho detto "lo ricordo" anche se quel neologismo non l'ho mai usato prima; e ciò ha senso; non me lo fate spiegare ché sono malato e non posso fa' sforzi intellettivi).Ho riguardato un altro film (in cassetta, non dvd) visto decenni fa; molto bello e con un grande cast; però non famoso. Non famoso come mi aspetterei, per lo meno.
Ecco, questo post, in sostanza, si/mi/vi chiede come mai "The hunger" ("Miriam si sveglia a mezzanotte") non sia un film stracult (*). Oddio, è molto patinato e eccede in retorica visiva; ma è del 1983! Per l'epoca avrebbe dovuto essere avanti, molto avanti. Basterebbero la scena dell'invecchiamento di Bowie e quella del rapporto lesbo-vampiresco tra Deuneuve e Sarandon; o la lezione di violino con omicidio di teenager. E poi Catherine Deneuve, David Bowie, Susan Sarandon sono in gran forma.
Mah, forse la mancata strafama dipende solo dal fatto che era un film inglese...
(*) Prendo l'aggettivo dal bel libro di Marco Giusti "Dizionario dei film italiani - Stracult", che ogni tanto sfoglio con spasso.
Ecco qua gli attori del quiz nei panni dei rispettivi personaggi:














L'attrice che non avevo messo (perché troppo riconoscibile, dài!) è


Yeah, The Rocky Horror Picture Show!
Ha indovinato solo lei. (Clap clap!)
(Update: Dandani dice che lo sapeva anche lui ;) )
Come? Beh, sì, certo, ho messo le foto degli attori invecchiati di 20 o 30 anni... Ah, non l'avevo detto? Beh, ma il bello del quiz sta lì! (Il giochino si può fare ovviamente con molti altri film famosi di 30 o 40 anni fa...) ;)














L'attrice che non avevo messo (perché troppo riconoscibile, dài!) è


Yeah, The Rocky Horror Picture Show!
Ha indovinato solo lei. (Clap clap!)
(Update: Dandani dice che lo sapeva anche lui ;) )
Come? Beh, sì, certo, ho messo le foto degli attori invecchiati di 20 o 30 anni... Ah, non l'avevo detto? Beh, ma il bello del quiz sta lì! (Il giochino si può fare ovviamente con molti altri film famosi di 30 o 40 anni fa...) ;)
lunedì, 26 novembre 2007
Febbre, raffreddore, forse influenza. Riguardare un celebre film in dvd è la cosa più dinamica che sono in grado di fare al momento.
Posso però cavare da ciò un quizzz per i gentili lettori.
Qual è il celeberrimo film interpretato dagli attori qui sotto fotografati?





nb: Manca una delle protagoniste. ;)
Forza, è facile.
Update: Aggiungo le foto di altri due degli interpreti


Posso però cavare da ciò un quizzz per i gentili lettori.
Qual è il celeberrimo film interpretato dagli attori qui sotto fotografati?





nb: Manca una delle protagoniste. ;)
Forza, è facile.
Update: Aggiungo le foto di altri due degli interpreti


Oh tell me the truth about socks!(*)
Perché ne dubiti? Perché?
Eppure sai bene quale sia la mia passione per i puzzle, gli enigmi, i giochi di riordino del caos apparente...!
Per quale altra ragione avrei accumulato così tanti - ehm - calzini puliti senza riappaiarli, rimandando di bucato in bucato quella facile faccenda? Perché alzarsi tante mattine e dover cercare dentro il secchio due calzini dello stesso paio (rinunciando a volte a fare il paio originale - vabè, dài, se sono lunghi uguale e più o meno dello stesso colore, che importanza ha se uno si mette due calzini diversi?), perché sopportare ogni volta quel breve disagio se non per avere, infine, un impegnativo puzzle di calzini, ovvero tre secchi pieni di pezzi di stoffa (**) uguali due a due da riappaiare mettendo ad ardua prova la propria capacità di riconoscimento visivo e cromatico?
Come? Pigrizia?
CIOÈ, L'AVREI FATTO PER PIGRIZIA?!
...!!!
(*) quasicit.
(**) Senza buchi né rammendi; sono mica Father McKenzie!
Perché ne dubiti? Perché?
Eppure sai bene quale sia la mia passione per i puzzle, gli enigmi, i giochi di riordino del caos apparente...!
Per quale altra ragione avrei accumulato così tanti - ehm - calzini puliti senza riappaiarli, rimandando di bucato in bucato quella facile faccenda? Perché alzarsi tante mattine e dover cercare dentro il secchio due calzini dello stesso paio (rinunciando a volte a fare il paio originale - vabè, dài, se sono lunghi uguale e più o meno dello stesso colore, che importanza ha se uno si mette due calzini diversi?), perché sopportare ogni volta quel breve disagio se non per avere, infine, un impegnativo puzzle di calzini, ovvero tre secchi pieni di pezzi di stoffa (**) uguali due a due da riappaiare mettendo ad ardua prova la propria capacità di riconoscimento visivo e cromatico?
Come? Pigrizia?
CIOÈ, L'AVREI FATTO PER PIGRIZIA?!
...!!!
(*) quasicit.
(**) Senza buchi né rammendi; sono mica Father McKenzie!
domenica, 25 novembre 2007
Gianni Mura, oltre che un famoso giornalista sportivo (*), è un amante dei giochi di parole. Nella sua rubrica domenicale su La Repubblica fa uso spesso di calembour. Talvolta cita persino errori di stampa buffi.
Per questa ragione mi è venuto il sospetto che qualche redattore burlone non abbia resistito alla tentazione di non correggere il bellissimo refuso uscito oggi nel nome della rubrica di Mura, che, invece di "Sette giorni di cattivi pensieri", è diventato

La bellezza del refuso, oltre che nello spostamento di lettera con senso, sta nel fatto che Mura, in questa rubrica, spesso mette alla berlina pessimi comportamenti nel mondo dello sport (e non solo) - anche se come Minos non ce lo vedo mica tanto. ;)
(*) E scrittore, naturalmente.
Per questa ragione mi è venuto il sospetto che qualche redattore burlone non abbia resistito alla tentazione di non correggere il bellissimo refuso uscito oggi nel nome della rubrica di Mura, che, invece di "Sette giorni di cattivi pensieri", è diventato

La bellezza del refuso, oltre che nello spostamento di lettera con senso, sta nel fatto che Mura, in questa rubrica, spesso mette alla berlina pessimi comportamenti nel mondo dello sport (e non solo) - anche se come Minos non ce lo vedo mica tanto. ;)
(*) E scrittore, naturalmente.
...Ché come ti ho comprato ti butto via! Non ci metto niente!
No, è che l'elettrodomestico(*) s'è rotto. Cioè, va via l'audio. Si abbassa, poi va via, poi ritorna un po', poi muto di nuovo. È il tipico guasto che va a posto (per un pochino) con un delicato intervento tecnico amatoriale (manata sopra).
Ora, a me non dà tanto fastidio che vada via l'audio, o si abbassi. Anzi, i programmi sono più interessanti con questa cesure random. E io da anni la tv la guardo solo facendo altre cose; non c'è niente di abbastanza interessante, tra i programmi, da dedicargli la piena attenzione.
Però che l'audio torni solo durante la pubblicità, eh no! Questo è troppo!
(*) Definizione coniata da Eduardo De Filippo, AFAIK: il drammaturgo ricevette un telefonata da parte di una gentile e solerte impiegata della Raiche per presentarsi esordì dicendo: “Buongiorno, qui è la televisione che parla”. Eduardo non poté resistere, e rispose: “Un attimo che le passo il frigo”.
No, è che l'elettrodomestico(*) s'è rotto. Cioè, va via l'audio. Si abbassa, poi va via, poi ritorna un po', poi muto di nuovo. È il tipico guasto che va a posto (per un pochino) con un delicato intervento tecnico amatoriale (manata sopra).
Ora, a me non dà tanto fastidio che vada via l'audio, o si abbassi. Anzi, i programmi sono più interessanti con questa cesure random. E io da anni la tv la guardo solo facendo altre cose; non c'è niente di abbastanza interessante, tra i programmi, da dedicargli la piena attenzione.
Però che l'audio torni solo durante la pubblicità, eh no! Questo è troppo!
(*) Definizione coniata da Eduardo De Filippo, AFAIK: il drammaturgo ricevette un telefonata da parte di una gentile e solerte impiegata della Raiche per presentarsi esordì dicendo: “Buongiorno, qui è la televisione che parla”. Eduardo non poté resistere, e rispose: “Un attimo che le passo il frigo”.
sabato, 24 novembre 2007
Il commissario Bouchon era perplesso. Non c'era nessuna traccia degli esseri che avevano spaventato cinque persone la notte precedente.
Uno dei cinque era morto d'infarto - di paura - ma gli altri quattro avevano indicato con esattezza i luoghi degli avvistamenti...

Uno dei cinque era morto d'infarto - di paura - ma gli altri quattro avevano indicato con esattezza i luoghi degli avvistamenti...

Lo Spettinato delle 8:49 mi dedica (involontariamente) la sua foto dei mostruraccioli che ha nello sfondo la costola de "La vita, istruzioni per l'uso". Giacché i famigerati tumblr non hanno i commenti, commosso, ringrazio qui. Anche se devo dire che 'sti pupazzetti somiglianti ai C'mons sono bruttini, caro Eìo. ;)
Oggi avrei dovuto andare a Forlì alla Fiera d'arte Contemporanea 2007; il mio gallerista ha uno stand, ha portato roba mia, dice "vieni anche te ché ci ho i biglietti omaggio".
Però, vuoi per altre cose sovrappresemi, vuoi perché piove e non ci ho voglia, vuoi infine per il fatto che, ahò, il gallerista c'è apposta per sobbarcarsi 'ste cose, non ci vado.
Però chi si trova da quelle parti e ci vuole andare...
Quella di Forlì è una fieretta in crescita, fatta seriamente (dice il gallerista), a differenza di tante pseudo-fiere le cui offerte di spazi mi arrivano a casa regolarmente.
Però, vuoi per altre cose sovrappresemi, vuoi perché piove e non ci ho voglia, vuoi infine per il fatto che, ahò, il gallerista c'è apposta per sobbarcarsi 'ste cose, non ci vado.
Però chi si trova da quelle parti e ci vuole andare...
Quella di Forlì è una fieretta in crescita, fatta seriamente (dice il gallerista), a differenza di tante pseudo-fiere le cui offerte di spazi mi arrivano a casa regolarmente.
venerdì, 23 novembre 2007
L'altro giorno, essendo andato a Prato per vedere una roba d'arte, avendola veduta, avendomi i piedi portato casualmente davanti alla Mondadori di Prato, essendovi entrato, ho comperato 2 libri (*).
Due libri di blogger.
Guidando poi verso casa,ho realizzato mi sono reso conto di un'allarmante strategia nel mio comportamento: cioè, i libri scritti "sul web" li compro in libreria e i libri "normali" li compro sul web?!
Oddio. Che vorrà dire?!
Allora ho acceso la radio e amen.
(*) Si apre oggi la Fiera della Subordinata Implicita! Fino a domenica!
Due libri di blogger.
Guidando poi verso casa,
Oddio. Che vorrà dire?!
Allora ho acceso la radio e amen.
(*) Si apre oggi la Fiera della Subordinata Implicita! Fino a domenica!
Sto movimentando 5 librerie stracolme. Invoco il dio dei bibliotecari e quello degli assistenti bibliofili.
La causa di tutto ciò è un topo.
Ho tentato ogni mezzo per eliminare l'invadente roditore che da tempo - a giudicare dai rumori - si è stabilito dietro le librerie. Ho provato ogni tipo di trappole...
...senza alcun risultato. Neanche col veleno.
L'infame clandestino è furbo.
Extrema ratio, mi sono deciso a spostare alcune (5) delle librerie nella zona topica (doppio senso).
Ma sapevo di andare incontro ad un compito improbo.
Svuotata solo una libreria e mezza, sono già in emergenza-spazio vitale.


Prevedo di finire nel 2008.
Dice: "Ma non hai un gatto?"
Sì, ce l'ho il gatto. Fieramente felino, maschio, nel pieno delle forze (3 anni), vorace (di croccantini).
Eccolo intento nell'opera di repressione roditori:

(*) Dopo i titoli di canzoni, titoli di film; un classico per i redattori in crisi di creatività.
La causa di tutto ciò è un topo.
Ho tentato ogni mezzo per eliminare l'invadente roditore che da tempo - a giudicare dai rumori - si è stabilito dietro le librerie. Ho provato ogni tipo di trappole...
...senza alcun risultato. Neanche col veleno.L'infame clandestino è furbo.
Extrema ratio, mi sono deciso a spostare alcune (5) delle librerie nella zona topica (doppio senso).
Ma sapevo di andare incontro ad un compito improbo.
Svuotata solo una libreria e mezza, sono già in emergenza-spazio vitale.


Prevedo di finire nel 2008.
Dice: "Ma non hai un gatto?"
Sì, ce l'ho il gatto. Fieramente felino, maschio, nel pieno delle forze (3 anni), vorace (di croccantini).
Eccolo intento nell'opera di repressione roditori:

(*) Dopo i titoli di canzoni, titoli di film; un classico per i redattori in crisi di creatività.
giovedì, 22 novembre 2007
Qualche mezzo millennio fa, è cosa nota, le famiglie regnanti erano particolarmente predisposte a tare genetiche. Era l'effetto dei matrimoni tra consanguinei: poca varianza nel DNA dei genitori genera figli, come dire, sfigati.
Questo dato storico-biologico mi torna in mente ogni volta che uno dei Savoia apre bocca in pubblico (o spara in privato). Ci dev'essere qualcosa nel loro DNA che li rende svantaggiati, diversamente intelligenti; ok: cretini, diciamolo.
Mi riferisco naturalmente alla sparata del rampollo: Manu Berto vuole i danni per essere stato esiliato. La Costituzione italiana ha cacciato suo nonno e tutti i discendenti maschi; chiedere un risarcimento per gli effetti di un articolo della Costituzione è come dire che quell'articolo era illegale.
Qualcuno potrebbe spiegare al principino, in stampatello e come se avesse 4 anni, che, sebbene le leggi possano essere incostituzionali, non si dà che la Costituzione possa essere illegale? È una atautologia; non ha senso legale.
Ok, lui la denuncia la fa (minaccia di farla, rattle!) alla Corte europea dei Diritti dell'Uomo: mi hanno condannato per colpe commesse da mio nonno, pensa il patrizio 35enne, e questo è ingiusto!
Ci ha ragione! La colpa è individuale, non può ricadere sui parenti e discendenti (checché ne dicano il Vangelo - Mt 27,25 - e l'adagio popolare).
Ma, certo a causa delle tare genetiche di cui sopra, Manu Berto e il suo impresentabile babbo sembrano dimenticare quella clausoletta che ha caratterizzato tutte le monarchie: l'ereditarietà. Le monarchie sono ereditarie. I re abdicano passando lo scettro ad un altro della famiglia (come fece Vittorio Emanuele III nel 1946). I discendenti di un re pretendono il loro trono.
Questo - lo capirebbe anche un cretino plebeo - rende i membri di una famiglia reale un filino eccezionali rispetto all'individualità della colpa - se tale colpa consiste nel voler esercitare il diritto di successione.
Sarà mica stato per questo che il Costituente cacciò dal territorio della Repubblica non solo il re ma anche tutti i discendenti maschi potenzialmente suoi successori?
Mah. Forse no. Forse pensò solo di fare un favore alla neonata Repubblica Italiana levandogli dai coglioni una stirpe di cretini.
Questo dato storico-biologico mi torna in mente ogni volta che uno dei Savoia apre bocca in pubblico (o spara in privato). Ci dev'essere qualcosa nel loro DNA che li rende svantaggiati, diversamente intelligenti; ok: cretini, diciamolo.
Mi riferisco naturalmente alla sparata del rampollo: Manu Berto vuole i danni per essere stato esiliato. La Costituzione italiana ha cacciato suo nonno e tutti i discendenti maschi; chiedere un risarcimento per gli effetti di un articolo della Costituzione è come dire che quell'articolo era illegale.
Qualcuno potrebbe spiegare al principino, in stampatello e come se avesse 4 anni, che, sebbene le leggi possano essere incostituzionali, non si dà che la Costituzione possa essere illegale? È una atautologia; non ha senso legale.
Ok, lui la denuncia la fa (minaccia di farla, rattle!) alla Corte europea dei Diritti dell'Uomo: mi hanno condannato per colpe commesse da mio nonno, pensa il patrizio 35enne, e questo è ingiusto!
Ci ha ragione! La colpa è individuale, non può ricadere sui parenti e discendenti (checché ne dicano il Vangelo - Mt 27,25 - e l'adagio popolare).
Ma, certo a causa delle tare genetiche di cui sopra, Manu Berto e il suo impresentabile babbo sembrano dimenticare quella clausoletta che ha caratterizzato tutte le monarchie: l'ereditarietà. Le monarchie sono ereditarie. I re abdicano passando lo scettro ad un altro della famiglia (come fece Vittorio Emanuele III nel 1946). I discendenti di un re pretendono il loro trono.
Questo - lo capirebbe anche un cretino plebeo - rende i membri di una famiglia reale un filino eccezionali rispetto all'individualità della colpa - se tale colpa consiste nel voler esercitare il diritto di successione.
Sarà mica stato per questo che il Costituente cacciò dal territorio della Repubblica non solo il re ma anche tutti i discendenti maschi potenzialmente suoi successori?
Mah. Forse no. Forse pensò solo di fare un favore alla neonata Repubblica Italiana levandogli dai coglioni una stirpe di cretini.
Allarme!
È scomparsa La donna più influente della blogosfera!
È scomparsa La donna più influente della blogosfera!
Mi pregio di sottoporre al Segretario plenipotenziario del Partito Democratico, Walter Veltroni, una variante del nuovo simbolo del PD che ho chiamato Versione Turarsi Il Naso e che sono certo verrebbe utile in parecchie circostanze durante l'attività del nuovo partito.
Cordialmente,
pb
pb
Che diavolo ho fatto ieri per avere il doppio delle visite rispetto al consueto?!Boh. Le keyword non indicano niente di particolare. I visitor path idem (anche se posso vedere solo gli ultimi 100).
Ah, ecco, ora ho capito: io non ho fatto niente; sono loro due che mi hanno linkato. Eh sì, dev'esser così.
Bene, ora mi serve solo un esperto di marketing (non ne conosco) e un pubblicitario. E molta saliva, ovvio.
mercoledì, 21 novembre 2007
La Palude definitiva - Bozzetto 4, tecnica mista su carta cm 70x50, 1999
La Palude definitiva - Bozzetto 5, tecnica mista su carta cm 70x50, 1999
La Palude definitiva - Bozzetto 6, tecnica mista su carta cm 70x50, 1999
La Palude definitiva - Bozzetto 7, tecnica mista su carta cm 70x50, 1999
La Palude definitiva - Bozzetto 8, tecnica mista su carta cm 70x50, 1999
La Palude definitiva, olio su tela cm 100x80, 1999(Il romanzo di Manganelli mi aveva fatto una grande impressione; specie la parte iniziale. Non ho cambiato idea.)
Ok, si sapeva e si è sempre saputo: Berlusconi ha controllato (e controlla, in buona parte), anche la Rai, oltre a Mediaset. Però leggerlo nero-su-brogliaccio (intercettazione telefonica sbobinata su Debora Bergamini, ex segretaria personale di Berlusconi e poi dirigente Rai) fa un pochetto senso.Ripeto: che gente come Del Noce, Petroni, Mazza, Mimun, Rossella fossero ossequiosi servitori del Cavaliere era reso evidente dai fatti; si spera però che l'inchiesta di Repubblica rimetta all'ordine del giorno la vacante legge sul conflitto di interessi (ma ne dubito).
Del resto, come diceva la Guzzanti, "Non c'è nessun conflitto; Berlusconi fa un interesse solo: il suo".
(Post a tempo determinato - Scaduto.)
Odio i cosi, i tumblr che mettono un link senza neanche una riga che faccia capire cosa ci si troverà, alla fine di quel link. Come dire: se lo linko io allora è una figata, non serve dire altro. Pfui. Presuntuosi.

Update ovvero Tentativo di delimitare una porzione circolare (e anche esemplificativa) della blogosfera.
:D

Update ovvero Tentativo di delimitare una porzione circolare (e anche esemplificativa) della blogosfera.
:D
martedì, 20 novembre 2007








