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Georges Duby, Le origini dell'economia europea.
Michel Houellebecq, Le particelle elementari.
Kurt Vonnegut, Un uomo senza patria.
Luciano Canfora, Giulio Cesare.
Umberto Eco, Sator Arepo eccetera.
Thomas Pynchon, L'arcobaleno della gravità .
Vernor Vinge, Rainbows End.
Terry Pratchett, Wyrd sisters.
Terry Pratchett, Monstrous regiment.
Luciano Canfora, Libro e libertà .
Desmond Morris, La scimmia nuda.
Luciano Canfora, 1914.
Pulsatilla, Giulietta Squeenz.
Terry Pratchett, Hogswatch.
Rex Stout, Abbiamo trasmesso.
Rex Stout, Troppi clienti!.
Terry Pratchett, Teatro di crudeltà .
Terry Pratchett, Il piccolo popolo dei grandi magazzini.
Terry Pratchett, Night Watch.
Terry Pratchett, The fifth elephant.
Terry Pratchett, Jingo.
Kurt Vonnegut jr., Madre notte.
P. K. Dick, Ubik.
James Gunn, Si garantisce la felicità .
Terry Pratchett, Feet of clay.
Terry Pratchett, L'arte della magia.
Terry Pratchett, La luce fantastica.
Terry Pratchett, Mort l'apprendista.
Terry Pratchett, The colour of magic - The graphic novel.
Piergiorgio Odifreddi, Perché non possiamo dirci cristiani.
Terry Pratchett, Uomini d'arme.
Francesco Guccini, Cittanòva Blues.
Terry Pratchett, A me le guardie!.
Desmond Morris, Il cane, tutti i perché.
Arthur C. Clarke, 2001, odissea nello spazio.
Douglas Adams, Praticamente innocuo.
Douglas Adams, Addio e grazie di tutto il pesce.
Douglas Adams, La vita, l'universo e tutto quanto.
Douglas Adams, Ristorante al termine dell'universo.
Kurt Vonnegut, Mattatoio n°5.
Arthur Conan Doyle, The hound of Baskervilles.
Robert Luis Stevenson, Treasure Island.
Arthur Conan Doyle, A study in scarlet.
2007 Georges Perec, W o il ricordo d'infanzia.
Joseph Conrad, Lo specchio del mare.
Michele Mari, Verderame.
Giampaolo Dossena, Dante
Donald Barthelme, Biancaneve
Giorgio Manganelli, Poesie
Paolo ALbani, La governante di Jevons
Ermanno Cavazzoni, Storia naturale dei giganti
Gianni Mura, Giallo su giallo
Giampaolo Dossena, Mangiare banane
Gianni Clerici, Zoo
Gianni Clerici, Alassio, 1939
David Foster Wallace, Oblio
Francesco Guccini, La legge del bar e altre comiche.
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così come approvata dal Senato il 15 novembre 2007.
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Template: non è 'sto granché però l'ho fatto tutto da me, e quindi...
venerdì, 31 agosto 2007
L'ultima versione di Google Earth contiene Google Sky, ovvero una carta del cielo navigabile e zoomabile come Google Earth e Google Maps. E naturalmente si tratta di una carta del cielo composta di fotografie ad alta definizione; e con l'aggiunta di vari link informativi. Affascinante per chi conosce la volta celeste, anche se il catalogo è ancora scarsetto.
giovedì, 30 agosto 2007
Tg3, servizio dal festival di Venezia. "...Stamani sono sfilate molte starS...", "...attese altre starSSS..."
RaiSportSat, Campionati del mondo di Atletica: "Ecco vediamo inquadrate 4 campionesse, un vero parterre de roi... anzi, parterre de queen!"
(Ma la gran parte degli sfondoni dei telegiornalisti me li dimentico.)
RaiSportSat, Campionati del mondo di Atletica: "Ecco vediamo inquadrate 4 campionesse, un vero parterre de roi... anzi, parterre de queen!"
(Ma la gran parte degli sfondoni dei telegiornalisti me li dimentico.)
mercoledì, 29 agosto 2007
Da domenica 2 settembre RaisatPremium trasmetterà una serie di 6 documentari sì nomati: I fumetti e noi - Tra ricordi personali e "firme" note, la storia delle strisce made in Italy. Alle ore 18.30. Replica il lunedì alle 1 (dunque il martedì).
Sapevatelo.
Sapevatelo.
martedì, 28 agosto 2007
Non si capisce perché Pietro Citati, nell'articolone di sabato scorso su Repubblica, parli del libro di Piero Boitani "Sulle orme di Ulisse" spacciandolo per una novità. Il libro è del 1998; forse c'è una riedizione, boh.
In ogni modo evviva la promozione di Ulisse-Boitani! Quel libro lì in particolare non è interessante quanto gli
altri che l'anglista romano ha dedicato all'eroe omerico. È infatti quasi un'autobiografia letteraria: la narrazione degli incontri e del cammino di Boitani e del Laertiade, essendo il secondo una figura davvero centrale nella vita del primo.
In ogni modo "Sulle orme di Ulisse" (Il Mulino 1998, 130 pagg.) ha il merito - per me - di mettere in risalto una questione interessante: il rapporto tra gli studiosi e gli eroi letterari. È un pezzo che vorrei fare un post su questo argomento (così come è un pezzone che vorrei fare un post su Ulisse); magari ci provo adesso, sfruttando e aggirando l'attivismo settembrino. (Segue.) (Beh, non proprio adesso subitissimo hic et nunc.)
In ogni modo evviva la promozione di Ulisse-Boitani! Quel libro lì in particolare non è interessante quanto gli
altri che l'anglista romano ha dedicato all'eroe omerico. È infatti quasi un'autobiografia letteraria: la narrazione degli incontri e del cammino di Boitani e del Laertiade, essendo il secondo una figura davvero centrale nella vita del primo.In ogni modo "Sulle orme di Ulisse" (Il Mulino 1998, 130 pagg.) ha il merito - per me - di mettere in risalto una questione interessante: il rapporto tra gli studiosi e gli eroi letterari. È un pezzo che vorrei fare un post su questo argomento (così come è un pezzone che vorrei fare un post su Ulisse); magari ci provo adesso, sfruttando e aggirando l'attivismo settembrino. (Segue.) (Beh, non proprio adesso subitissimo hic et nunc.)
Pigrizia permettendo, farei anch'io qualche foto di carte geografiche - o altre cose - disegnate usando i propri vestiti. Sembra divertente.
Lo fa l'artista olandese Corriette Schoenaerts, assieme ad altre installazioni-fotografie garbate.
Lo fa l'artista olandese Corriette Schoenaerts, assieme ad altre installazioni-fotografie garbate.
lunedì, 27 agosto 2007
27 agosto, lunedì; la gran parte delle ferie finiscono oggi. Riaprono garzille (garrule+arzille) le aziende, gli uffici, le attività. I dipendenti soffrono la ripartenza dopo l'inattività. Vorrebbero giocare solo un tempo, come i calciatori dopo l'infortunio, e invece orario pieno con, per giunta, urgenze accumulate e nervose, fili da riannodare, computer da aggiornare, scorte che finiscono, contatti col resto del mondo da verificare. in breve: so' cazzi.
mercoledì, 22 agosto 2007
Per la serie Cose Che Ogni Tanto Vanno Ricordate, ripeto qua la falsità dell'orrido pregiudizio noto come Post hoc, propter hoc. Ovvero, se una cosa accade dopo un'altra allora la seconda è effetto della prima.
Pare evidente, che ciò sia falso, no? Pare. Ma invece la maggioranza degli homo sapiens se ne dimentica spesso, ed è disposta a credere fermamente nel contrario.
Del resto non è facile rinunciare - con cognizione - all'unico strumento che istintivamente si usa per riconoscere ciò che è vero da ciò che è falso: la propria esperienza. E la mancanza di una diffusa cultura scientifica di base fa il resto.
In verità faccio questo post pedante ispirato dalla notiziola estiva secondo cui cala il ricorso alla medicina alternativa tra gli italiani. La fiducia in tali pratiche (omeopatia, fiori di tizio, medicina cinese, chiropratica e tante altre bubbole) si fonda infatti sulla non applicazione del criterio in questione: se un evento accade nel tempo dopo un altro evento (anche se accade sempre) questo non basta per provare che tra i due eventi c'è una qualche relazione, tanto meno una relazione di causa-effetto.
Il credente (perché di pura fede si tratta) nelle Medicine alternative, invece, ragiona così: Uso il tal farmaco omeopatico e guarisco, quindi il farmaco mi ha fatto guarire. (Oppure: vado dal pranoterapista e poi sto meglio, quindi lui ha davvero il potere che dice di avere; chiedo la grazia alla Madonna e guarisco da un male incurabile, quindi la Madonna ha fatto il miracolo; etc.)
La difficoltà di fondo, nell'accettare il criterio suddetto, sta nel fatto che esso può generare dubbi irrisolvibili, cioè porta a situazioni in cui non si è in grado di stabilire se una cosa è vera o falsa. Il dubbio, l'ignoto, l'imponderabile sono cose inquietanti per l'animale sapiens; istintivamente (forse geneticamente) da rifuggire.
Meglio allora avere una risposta, una spiegazione - anche se inventata. Tra la ragione che gli dice che della sua malattia non conosce la cura e il guaritore che gli assicura il contrario e gli spiega perché e percome, l'animale sapiens è naturalmente attratto dal secondo; e se poi l'esperienza personale del malato sembra avvalorare ciò che il guaritore dice, l'attrazione diventa irresistibile.
Purtroppo ci sono parecchie situazioni in cui l'esperienza personale è oggettivamente di scarso aiuto; e arricchirla dei racconti degli amici e conoscenti non sposta di una virgola il fatto.
Ma l'italico bipede vive felice ignorando tutto ciò e arricchendo omeopati, guaritori, cartomanti e paragnosti d'ogni foggia e colore. Perciò dubito che la notiziola di cui sopra sia indice di accresciuta cognizione.
Pare evidente, che ciò sia falso, no? Pare. Ma invece la maggioranza degli homo sapiens se ne dimentica spesso, ed è disposta a credere fermamente nel contrario.
Del resto non è facile rinunciare - con cognizione - all'unico strumento che istintivamente si usa per riconoscere ciò che è vero da ciò che è falso: la propria esperienza. E la mancanza di una diffusa cultura scientifica di base fa il resto.
In verità faccio questo post pedante ispirato dalla notiziola estiva secondo cui cala il ricorso alla medicina alternativa tra gli italiani. La fiducia in tali pratiche (omeopatia, fiori di tizio, medicina cinese, chiropratica e tante altre bubbole) si fonda infatti sulla non applicazione del criterio in questione: se un evento accade nel tempo dopo un altro evento (anche se accade sempre) questo non basta per provare che tra i due eventi c'è una qualche relazione, tanto meno una relazione di causa-effetto.
Il credente (perché di pura fede si tratta) nelle Medicine alternative, invece, ragiona così: Uso il tal farmaco omeopatico e guarisco, quindi il farmaco mi ha fatto guarire. (Oppure: vado dal pranoterapista e poi sto meglio, quindi lui ha davvero il potere che dice di avere; chiedo la grazia alla Madonna e guarisco da un male incurabile, quindi la Madonna ha fatto il miracolo; etc.)
La difficoltà di fondo, nell'accettare il criterio suddetto, sta nel fatto che esso può generare dubbi irrisolvibili, cioè porta a situazioni in cui non si è in grado di stabilire se una cosa è vera o falsa. Il dubbio, l'ignoto, l'imponderabile sono cose inquietanti per l'animale sapiens; istintivamente (forse geneticamente) da rifuggire.
Meglio allora avere una risposta, una spiegazione - anche se inventata. Tra la ragione che gli dice che della sua malattia non conosce la cura e il guaritore che gli assicura il contrario e gli spiega perché e percome, l'animale sapiens è naturalmente attratto dal secondo; e se poi l'esperienza personale del malato sembra avvalorare ciò che il guaritore dice, l'attrazione diventa irresistibile.
Purtroppo ci sono parecchie situazioni in cui l'esperienza personale è oggettivamente di scarso aiuto; e arricchirla dei racconti degli amici e conoscenti non sposta di una virgola il fatto.
Ma l'italico bipede vive felice ignorando tutto ciò e arricchendo omeopati, guaritori, cartomanti e paragnosti d'ogni foggia e colore. Perciò dubito che la notiziola di cui sopra sia indice di accresciuta cognizione.
lunedì, 20 agosto 2007
Il sito BulletProofBaby vende accessori per la protezione del bebè. Per esempio il Passeggino antiproiettile, la cui efficacia è dimostrata nel video sulla homepage del sito, dove una mamma piena di fiducia scarica il mitra sul passeggino contenente il suo pupo.Ma sono di sicura utilità per i neogenitori (se abitano in zona di guerra, presumo) il casco e lo scudo antisommossa, il box a prova di proiettile, la coperta antibomba, il giubbotto antiproiettile, i vestitini mimetici o La Mia Prima Maschera Antigas.
Spero sia uno scherzo.
domenica, 19 agosto 2007
giovedì, 16 agosto 2007
Auguri! Buon anno! Felice 2007/2008!
L'anno nuovo inizia oggi, come si sa. Anche se il clima ferioso continuerà
fino all'ultima domenica di Agosto che "tutte le feste porta via".
Verso le 19 la Rai trasmetterà il consueto Concerto di zoccoli in diretta da Piazza del Campo a Siena.
Il 2007/2008 è stato battezzato L'Anno Dei Giocattoli Cinesi Mattel.
L'anno nuovo inizia oggi, come si sa. Anche se il clima ferioso continuerà
fino all'ultima domenica di Agosto che "tutte le feste porta via".
Verso le 19 la Rai trasmetterà il consueto Concerto di zoccoli in diretta da Piazza del Campo a Siena.
Il 2007/2008 è stato battezzato L'Anno Dei Giocattoli Cinesi Mattel.
lunedì, 13 agosto 2007
Dopo numerosi articoli e articoloni a supporto di Second Life (l'ultimo pochi giorni fa), dopo tanti reportage strillonanti le meraviglie del mondo virtuale e del suo giro di Linden-affari, infine, nella penuria di notizie della settimana di Ferragosto, qualcuno della redazione di Repubblica ha avuto l'agnizione ed ha pubblicato l'epifania (in prima pagina oggi): Second Life è un bluff. Anzi: una roba da cineforum aziendale fantozziano.
A dire il vero pare che la rivelazione sia giunta ai baldi giovanotti scalfariani da un'inchiesta pubblicata su Wired. Da soli, diversamente da quasi tutti gli altri utenti, non se n'erano accorti. Pare.
A pensar male viene piuttosto il dubbio che gli articoli entusiasti fossero un'operazione di marketing. Un lancio in grande stile che, dopo 8 mesi, si è rivelato un flop. E allora, inversione a U. "Ci siamo sbagliati." SL è una "bolla creata dai media".
Maddai! Davvero?! Di' "giuro"!
A dire il vero pare che la rivelazione sia giunta ai baldi giovanotti scalfariani da un'inchiesta pubblicata su Wired. Da soli, diversamente da quasi tutti gli altri utenti, non se n'erano accorti. Pare.
A pensar male viene piuttosto il dubbio che gli articoli entusiasti fossero un'operazione di marketing. Un lancio in grande stile che, dopo 8 mesi, si è rivelato un flop. E allora, inversione a U. "Ci siamo sbagliati." SL è una "bolla creata dai media".
Maddai! Davvero?! Di' "giuro"!
sabato, 11 agosto 2007

;)
venerdì, 10 agosto 2007
Google News sta sperimentando la possibilità di mettere commenti agli articoli delle news. Però i commenti può farli solo chi è citato nell'articolo. Poi Google verifica che il commento sia autentico, cioè venga proprio da quel tizio lì, e lo mette sotto l'articolo. Potrebbe essere una cosa notevole. Da sempre (si fa per dire) esiste il diritto di replica, sui giornali cartacei, e anche il diritto di rettifica garantito per legge. Ma ovviamente le repliche e le rettifiche vanno a finire sull'edizione successiva, in un trafilettino sperduto; e questo fa una bella differenza rispetto alla possibilità per Tizio, accusato di essere blabla, di mettere il suo commento sotto l'articolo - seppure solo attraverso Google News e non nella pagina web del giornale che ha pubblicato l'articolo.
mercoledì, 08 agosto 2007
Non devo usare il Pc quando c'è un forte temporale, Non devo usare il Pc quando c'è un forte temporale, Non devo usare il Pc quando c'è un forte temporale, Non devo usare il Pc quando c'è un forte temporale, Non devo usare il Pc quando c'è un forte temporale, Non devo usare il Pc quando c'è un forte temporale, Non devo usare il Pc quando c'è un forte temporale, Non devo usare il Pc quando c'è un forte temporale, Non devo usare il Pc quando c'è un forte temporale, Non devo usare il Pc quando c'è un forte temporale, Non devo usare il Pc quando c'è un forte temporale, Non devo usare il Pc quando c'è un forte temporale, Non devo usare il Pc quando c'è un forte temporale, Non devo usare il Pc quando c'è un forte temporale, Non devo usare il Pc quando c'è un forte temporale, Non devo usare il Pc quando c'è un forte temporale, Non devo usare il Pc quando c'è un forte temporale, Non devo usare il Pc quando c'è un forte temporale, Non devo usare il Pc quando c'è un forte temporale, DIO CANE, Non devo usare il Pc quando c'è un forte temporale, Non devo usare il Pc quando c'è un forte temporale, Non devo usare il Pc quando c'è un forte temporale, Non devo usare il Pc quando c'è un forte temporale, Non devo usare il Pc quando c'è un forte temporale, Non devo usare il Pc quando c'è un forte temporale, Non devo usare il Pc quando c'è un forte temporale, Non devo usare il Pc quando c'è un forte temporale, Non devo usare il Pc quando c'è un forte temporale, Non devo usare il Pc quando c'è un forte temporale, Non devo usare il Pc quando c'è un forte temporale, Non devo usare il Pc quando c'è un forte temporale, Non devo usare il Pc quando c'è un forte temporale, Non devo usare il Pc quando c'è un forte temporale, Non devo usare il Pc quando c'è un forte temporale, Non devo usare il Pc quando c'è un forte temporale, Non devo usare il Pc quando c'è un forte temporale, Non devo usare il Pc quando c'è un forte temporale, Non devo usare il Pc quando c'è un forte temporale, Non devo usare il Pc quando c'è un forte temporale, Non devo usare il Pc quando c'è un forte temporale.
Improvvisa, inattesa, destabilizzante e angosciante, la notizia choc fu data nel mezzo del sopore agostano: LE COMPAGNIE PETROLIFERE FANNO CARTELLO, sono un oligopolio, fanno le furbe; ce stanno a cojona'.Il ministro Bersani ha fatto la rivelazione che nessuno si aspettava (e ciascuno, avendola ricevuta, ha esclamato "Non me l'aspettavo!"). Il noto comico Pasquale De Vita, còlto impreparato, è ricorso ad una delle sue gag di repertorio, con le quali da anni fa ridere tutto il mondo.
Sarebbe ora di capirlo: "Agosto" NON FA RIMA con "conosco"!
Firmato: MoLAC, Movimento per la Lotta alle Allitterazioni Cacofoniche
Firmato: MoLAC, Movimento per la Lotta alle Allitterazioni Cacofoniche
Ecco qua due graziose mappe inventate ma non immaginarie (o viceversa). Le ho prese su Strangemaps, seguendo la segnalazione di .mau.
La prima è un "continente" delle community sul web. L'altra è la mappa della metro di weblandia. :D

La prima è un "continente" delle community sul web. L'altra è la mappa della metro di weblandia. :D

lunedì, 06 agosto 2007
sabato, 04 agosto 2007
Come nascono le leggende metropolitane? Anzi: come nascono le confusioni metropolitane?
Ecco alcuni estratti da vari siti, contenenti un dato che sicuramente vi suonerà familiare:
"...secondo l'UNESCO l'Italia possiede più del 50 per cento del patrimonio storico-artistico mondiale..."
"...Oggi Italia possiede il 60% del patrimonio artistico mondiale!..."
"...L'Italia possiede i due terzi del patrimonio storico artistico mondiale..."
"...L'Italia possiede circa la metà del patrimonio artistico-archeologico mondiale."
"...L'italia possiede il 70% del patrimonio artistico,culturale e naturale del intero pianeta..."
"...L'Italia possiede il 65% del patrimonio artistico mondiale..."
"...Secondo l'Unesco, riporta l'Eurispes, l'Italia possiede il 60- 70% dei beni mondiali..."
"...l'Italia possiede il 70% delle ricchezze mondiali..."
"... L'italia possiede da sola oltre il 50% del patrimonio artistico mondiale..."
"...L'Italia possiede la metà del patrimonio artistico mondiale..."
"...In Italia è presente circa il 40% del patrimonio artistico mondiale..."
"...In Italia è presente circa 1/3 del patrimonio artistico di tutto il mondo..."
"...i beni culturali e l'arte in genere (di cui solo L'italia ne possiede circa l' 80% del patrimonio mondiale)..."
"...l'Italia possiede da sola il 70 per cento del patrimonio artistico e monumentale dell'intero pianeta..."
"...l’Italia possiede il 60 per cento delle ricchezze di tutto il mondo..."
E infine: Francesco Rutelli: "...L'Italia possiede l'80 per cento dei beni culturali del pianeta."
Ma si potrebbe continuare a piacere, raccogliendo le cifre più svariate. Del resto si tratta appunto di un dato che l'orgoglio e il superficialismo patrio riproduce ogni volta che può, svariando nelle percentuali come è nella tradizione della trasmissione orale (oggi trasferitasi con grande agio nella comunicazione internettiana).
Il dato, qualunque sia la percentuale tra quelle citate, è comunque evidentemente falso. Ma la cosa curiosa - la cosa che mi chiedo - è che non ne ho trovata l'origine; il ballista n°0; il geniale editor che lanciò questo ammaliante slogan (e magari le fonti con cui argomentò questo fumo-negli-occhi).
Di fatto in Italia manca ancora sia una stima che - soprattutto - un inventario generale dei beni artistici. Federico Zeri spese le ultime forze gridando l'urgenza di realizzarlo prima che la spoliazione dei mercanti approfittasse della caduta delle frontiere in Europa. Provò a iniziarlo il ministro Ronchey (Governo Amato, 1992-94) ma la cosa finì prima di iniziare, assieme a quel Governo di "interim tangentopoliano".
Ecco alcuni estratti da vari siti, contenenti un dato che sicuramente vi suonerà familiare:
"...secondo l'UNESCO l'Italia possiede più del 50 per cento del patrimonio storico-artistico mondiale..."
"...Oggi Italia possiede il 60% del patrimonio artistico mondiale!..."
"...L'Italia possiede i due terzi del patrimonio storico artistico mondiale..."
"...L'Italia possiede circa la metà del patrimonio artistico-archeologico mondiale."
"...L'italia possiede il 70% del patrimonio artistico,culturale e naturale del intero pianeta..."
"...L'Italia possiede il 65% del patrimonio artistico mondiale..."
"...Secondo l'Unesco, riporta l'Eurispes, l'Italia possiede il 60- 70% dei beni mondiali..."
"...l'Italia possiede il 70% delle ricchezze mondiali..."
"... L'italia possiede da sola oltre il 50% del patrimonio artistico mondiale..."
"...L'Italia possiede la metà del patrimonio artistico mondiale..."
"...In Italia è presente circa il 40% del patrimonio artistico mondiale..."
"...In Italia è presente circa 1/3 del patrimonio artistico di tutto il mondo..."
"...i beni culturali e l'arte in genere (di cui solo L'italia ne possiede circa l' 80% del patrimonio mondiale)..."
"...l'Italia possiede da sola il 70 per cento del patrimonio artistico e monumentale dell'intero pianeta..."
"...l’Italia possiede il 60 per cento delle ricchezze di tutto il mondo..."
E infine: Francesco Rutelli: "...L'Italia possiede l'80 per cento dei beni culturali del pianeta."
Ma si potrebbe continuare a piacere, raccogliendo le cifre più svariate. Del resto si tratta appunto di un dato che l'orgoglio e il superficialismo patrio riproduce ogni volta che può, svariando nelle percentuali come è nella tradizione della trasmissione orale (oggi trasferitasi con grande agio nella comunicazione internettiana).
Il dato, qualunque sia la percentuale tra quelle citate, è comunque evidentemente falso. Ma la cosa curiosa - la cosa che mi chiedo - è che non ne ho trovata l'origine; il ballista n°0; il geniale editor che lanciò questo ammaliante slogan (e magari le fonti con cui argomentò questo fumo-negli-occhi).
Di fatto in Italia manca ancora sia una stima che - soprattutto - un inventario generale dei beni artistici. Federico Zeri spese le ultime forze gridando l'urgenza di realizzarlo prima che la spoliazione dei mercanti approfittasse della caduta delle frontiere in Europa. Provò a iniziarlo il ministro Ronchey (Governo Amato, 1992-94) ma la cosa finì prima di iniziare, assieme a quel Governo di "interim tangentopoliano".
venerdì, 03 agosto 2007
Non ho capito bene il criterio con cui Massimo Arcangeli ha scelto gli autori da inserire nel suo "Giovani scrittori, scritture giovani: ribelli, sognatori, cannibali, bad girls". Del resto non l'ho letto; ho letto solo la recensione che ne ha fatto Enzo Golino su Repubblica di martedì, da cui evinco che gli scrittori generazionali, per l'autore, sono quelli che hanno dato forma alle loro opere usando una lingua provocatoria, di rottura e legata al linguaggio dei giovani.
Quel che è certo è che il testo di Arcangeli ha un'impostazione storica e la sua cronologia parte dal dopoguerra, addirittura dal "Diario della signorina snob" di Franca Valeri.
Però: sto parlando di un articolo che parla di un libro che parla di libri. Tra me e i libri di cui parla Arcangeli ci sono dunque 3 livelli, dei quali conosco solo il primo. Non è il caso di entrare nel merito.
La storia tracciata nel saggio passa comunque attraverso Maria Corti, Umberto Simonetta, Renzo Paris, Radice&Ravera, Enrico Palandri, Andrea Di Carlo, Pier Vittorio Tondelli, Stefano Benni, Aldo Busi, Claudio Camarca, Andrea Carraro, Rossana Campo, Silvia Ballestra, Enrico Brizzi, Aldo Nove, Isabella Santacroce, Tiziano Scarpa, Niccolò Ammaniti, Sandro Veronesi, Pulsatilla.
La Pulsa è la migliore delle ultime generazioni - così Golino dice che Arcangeli dice: forse anche lui ha visto il talento che si intuisce in La ballata delle prugne secche.
Quel che è certo è che il testo di Arcangeli ha un'impostazione storica e la sua cronologia parte dal dopoguerra, addirittura dal "Diario della signorina snob" di Franca Valeri.
Però: sto parlando di un articolo che parla di un libro che parla di libri. Tra me e i libri di cui parla Arcangeli ci sono dunque 3 livelli, dei quali conosco solo il primo. Non è il caso di entrare nel merito.
La storia tracciata nel saggio passa comunque attraverso Maria Corti, Umberto Simonetta, Renzo Paris, Radice&Ravera, Enrico Palandri, Andrea Di Carlo, Pier Vittorio Tondelli, Stefano Benni, Aldo Busi, Claudio Camarca, Andrea Carraro, Rossana Campo, Silvia Ballestra, Enrico Brizzi, Aldo Nove, Isabella Santacroce, Tiziano Scarpa, Niccolò Ammaniti, Sandro Veronesi, Pulsatilla.
La Pulsa è la migliore delle ultime generazioni - così Golino dice che Arcangeli dice: forse anche lui ha visto il talento che si intuisce in La ballata delle prugne secche.
Non cominciate ad avere il dubbio che quei 300 miliardi di dollari annui di spese militari
da qualche parte siano stati tolti?
da qualche parte siano stati tolti?
giovedì, 02 agosto 2007
Gli amici prima di tutto - Brassens
No, non era la "Zattera
Della Medusa", quella barca,
che si dica in fondo ai porti,
in fondo ai porti.
Navigava placidamente
sul Grande Stagno delle Anatre,
e si chiamava "Gli amici prima di tutto",
"Gli amici prima di tutto".
I suoi "Fluctuat, nec mergitur"
Non erano letteratura,
e non se ne abbiano a male gli jettatori
gli jettatori,
Il suo capitano e i suoi marinai
non erano dei figli di puttana,
ma degli amici liberi e franchi,
degli amici prima di tutto.
Non erano degli amici di lusso,
dei piccoli Castore e Polluce,
né gente di Sodoma e Gomorra,
Sodoma e Gomorra.
Non erano amici scelti
da Montaigne e La Boétie.
Si davano delle gran pacche sulla pancia,
gli amici prima di tutto.
Non erano neppure dei santi.
Il Vangelo, non l'avevano letto,
Ma si amavano a vele spiegate,
a vele spiegate.
Jean, Pierre, Paul e compagnia,
era la loro sola litania
il loro Credo, il loro Confiteor
per gli amici prima di tutto.
Al minimo segno di disfatta,
era l'amicizia che stava di guardia
che gli indicava il nord,
gli indicava il nord.
E quando si trovavano in pericolo,
quando con le braccia lanciavano l'S.O.S.,
li avresti detti dei radiofari,
gli amici prima di tutto.
A un ritrovo dei buoni amici
raramente si dava un bidone.
Quando uno di loro mancava a bordo,
era perché era morto.
Sì, ma mai, mai e poi mai
si riempiva quel vuoto:
cent'anni dopo, destino infame,
Ci mancava ancora.
Di battelli ne ho presi tanti,
Ma il solo che abbia tenuto duro,
che non abbia mai cambiato rotta,
mai cambiato rotta,
navigava placidamente
sul Grande Stagno delle Anatre,
e si chiamava "Gli amici prima di tutto",
"Gli amici prima di tutto".
No, non era la "Zattera
Della Medusa", quella barca,
che si dica in fondo ai porti,
in fondo ai porti.
Navigava placidamente
sul Grande Stagno delle Anatre,
e si chiamava "Gli amici prima di tutto",
"Gli amici prima di tutto".
I suoi "Fluctuat, nec mergitur"
Non erano letteratura,
e non se ne abbiano a male gli jettatori
gli jettatori,
Il suo capitano e i suoi marinai
non erano dei figli di puttana,
ma degli amici liberi e franchi,
degli amici prima di tutto.
Non erano degli amici di lusso,
dei piccoli Castore e Polluce,
né gente di Sodoma e Gomorra,
Sodoma e Gomorra.
Non erano amici scelti
da Montaigne e La Boétie.
Si davano delle gran pacche sulla pancia,
gli amici prima di tutto.
Non erano neppure dei santi.
Il Vangelo, non l'avevano letto,
Ma si amavano a vele spiegate,
a vele spiegate.
Jean, Pierre, Paul e compagnia,
era la loro sola litania
il loro Credo, il loro Confiteor
per gli amici prima di tutto.
Al minimo segno di disfatta,
era l'amicizia che stava di guardia
che gli indicava il nord,
gli indicava il nord.
E quando si trovavano in pericolo,
quando con le braccia lanciavano l'S.O.S.,
li avresti detti dei radiofari,
gli amici prima di tutto.
A un ritrovo dei buoni amici
raramente si dava un bidone.
Quando uno di loro mancava a bordo,
era perché era morto.
Sì, ma mai, mai e poi mai
si riempiva quel vuoto:
cent'anni dopo, destino infame,
Ci mancava ancora.
Di battelli ne ho presi tanti,
Ma il solo che abbia tenuto duro,
che non abbia mai cambiato rotta,
mai cambiato rotta,
navigava placidamente
sul Grande Stagno delle Anatre,
e si chiamava "Gli amici prima di tutto",
"Gli amici prima di tutto".
Gelli, Fioravanti, Cossiga, depistaggi, Servizi segreti, processi.
Blu Notte di Carlo Lucarelli.
Altri video su YouTube
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mercoledì, 01 agosto 2007
Calcio. Quello col pallone, non quello che Mendeleev chiamò Ca.
Una volta i calciatori che rifiutavano una convocazione in Nazionale venivano considerati più o meno traditori della patria. L'unico caso che mi viene in mente è quello di Gigi Meroni, che però era stato convocato a condizione che si tagliasse la zazzera.

Ma ecco che oggi è stato escogitato un metodo per evitare le fatiche in maglia azzurra senza ricevere alcun biasimo: si indice una conferenza stampa e si dichiara che, per problemi fisici, abbiamo "chiuso con la Nazionale". Ganzo! Nesta e Totti hanno sperimentato il metodo con successo.
Cioè. Non ho capito. Tu continui a giocare nel tuo club però per la Nazionale hai "problemi fisici"?
E che differenza c'è con il rifiutare la convocazione? La rifiuti prima che ti arrivi, ok; bella furbata. La cosa strana in ogni modo è che nessuno si indigna, neanche i giornalisti sportivi che tanto facilmente producono di continuo demagogia da quattro soldi.
No, così per dire.
Una volta i calciatori che rifiutavano una convocazione in Nazionale venivano considerati più o meno traditori della patria. L'unico caso che mi viene in mente è quello di Gigi Meroni, che però era stato convocato a condizione che si tagliasse la zazzera.

Ma ecco che oggi è stato escogitato un metodo per evitare le fatiche in maglia azzurra senza ricevere alcun biasimo: si indice una conferenza stampa e si dichiara che, per problemi fisici, abbiamo "chiuso con la Nazionale". Ganzo! Nesta e Totti hanno sperimentato il metodo con successo.Cioè. Non ho capito. Tu continui a giocare nel tuo club però per la Nazionale hai "problemi fisici"?
E che differenza c'è con il rifiutare la convocazione? La rifiuti prima che ti arrivi, ok; bella furbata. La cosa strana in ogni modo è che nessuno si indigna, neanche i giornalisti sportivi che tanto facilmente producono di continuo demagogia da quattro soldi.
No, così per dire.









