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*


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lunedì, 30 luglio 2007
Spiderman 1980

Agosto 1980. Sono stato morso pochi giorni fa da un ragno radioattivo sull'Appennino toscoemiliano. Cazzo ci faceva un ragno radioattivo sull'Appennino toscoemiliano non si sa. Erano gli anni 80', succedevano cose stranissime.
Comunque, il ragno radioattivo mi ha trasmesso dei superpoteri: una superforza, capacità acrobatiche e il famoso "senso di ragno" che fa pizzicare le palle quando c'è un pericolo imminente nei paraggi. Decido di andare in pellegrinaggio da Stan Lee. A Bologna sto aspettando il treno per Milano (da dove prenderò l'aereo per New York). Mentre verifico che non ho il superpotere che permette di vedere attraverso i vestiti delle turiste, sento il senso di ragno che pizzica a tutto spiano. Ma non vedo niente di strano. Il superpotere mi guida nella sala d'aspetto di II classe alle mie spalle. Un tizio mi urta uscendo. Ehi, ma è lui che mi allerta il senso di ragno! Lo blocco con una mano, e quello, non tira fuori una pistola?! Ma io ho la velocità di ragno e gliela levo di mano. Poi con salto (ho anche l'agilità di ragno) lo porto sul tetto della stazione e gli dico che lo terrò lì appeso finché non mi dice che voleva fare con quella pistola. Lui dice molte brutte parole ma poi confessa che c'è una bomba nella sala d'aspetto, e che tra 5 minuti badaboum! Allora lo lego con un cavo da antenna (che altro potrei trovare su un tetto?! mica ho le ragnatele, quelle non sono un superpotere, sono un meccanismo, so assai...!) e salto giù schivando i solerti signori Polfer. Prendo la valigia con la bomba e, balzellon balzelloni, raggiungo i giardini dietro via Beverara. Metto lì la bomba e faccio scappare i pochi tizi presenti sparando in aria (ho la pistola del bombarolo, no?).

E invece no. Nell'agosto '80 il ragno l'ha trovato solo Peter Parker e io sono sull'Appennino toscoemiliano con un sacco di parenti (du' palle). La tv ha detto che è scoppiata una bomba alla stazione di Bologna e qua c'è un assente: una ragazzetta che doveva cambiare il treno lì a Bologna, circa a quell'ora lì (le 10:25). I telefonini esisteranno solo tra 20 anni, per contattare le persone ci vuole tempo. Dal prato vedo mio padre che cammina avanti e indietro sulla terrazza. Telefonate al partito, sciopero generale, si prepara una manifestazione. Ma notizie in più non ne hanno neanche loro. Alle 14 finalmente arriva una telefonata dalla ragazzetta, che da Bologna era ripartita qualche minuto prima delle 10.25; ci si rilassa un po', ma solo un po'. Sulla strada un gran traffico: l'altra strada, quella che va verso Bologna, è chiusa dal passaggio a livello bloccato. Mio padre mi dice più tardi che, là sulla terrazza, si stava preparando ad andare a riconoscere il cadavere.

Update: giovedì alle 10:25 (con parecchie repliche successive, immagino) History Channel trasmetterà un filmato "inedito" (è visibile qua) di 40 minuti, girato alla stazione di Bologna pochi minuti dopo l'attentato.


La dolce vita cristiana

Somiglia dannatamente ad un episodio de La dolce vita il fatto di cronaca che ha coinvolto il deputato UDC Cosimo Mele. Somiglia all'episodio in cui il padre di Marcello si porta in albergo(*) una entraineuse. Poi però si sente male lui, ad a causa di ciò si sente umiliato.
Invece nel festino del prode deputato cattolico s'è sentita male una ragazza, e ciò ha reso pubbliche le imprese del parlamentare. In effetti somiglia più alla vicenda di Lapo Elkann.

In ogni modo, questo è uno spunto perfetto per nutrire la magra cronaca estiva e stimolare i commenti, per la gioia dei giornalisti e dei blogger.

Perciò, visto che c'è chi pensa che l'on. Mele dovrebbe dimettersi da deputato (invece si è dimesso solo dal gruppo UDC), e anche chi pensa che tali dimissioni da parlamentare dovrebbe darle solo chi agisce contro la cosa pubblica, dico la mia ricordando che il mandato parlamentare è un patto che si firma in bianco; un parlamentare non è vincolato ad alcun comportamento, tranne quanto previsto dal regolamento della Camera. Un parlamentare può tranquillamente andare a puttane, farsi di coca o più in generale non rispettare quanto detto agli elettori per farsi eleggere. Tu scegli di votare per Tizio, quindi ti fidi di quanto ti dice e di quanto sai di lui; se poi rimani fregato e vedi che la tua fiducia è stata mal riposta, peggio per te; un'altra volta scegli con più attenzione. Ma il deputato che hai eletto non ha alcun dovere di dimettersi dal Parlamento, né quello che va a puttane né quello che cambia maggioranza o vota diversamente da quanto aveva promesso. Colpa tua che ce lo hai mandato, semmai.

È come il caso di Toni Negri: è stato eletto, è uscito di galera e se n'è andato all'estero, continuando a percepire lo stipendio da parlamentare. Dov'era lo scandalo? Fa parte della democrazia, questa possibilità. Funziona così - per fortuna! Chi ci rimise semmai furono quelli che lo elessero, Toni Negri: peggio per loro che si sono fidati di lui e buon per noi che non avemmo più il suo voto alle sedute della Camera!

Allo stesso modo il buon Cosimo Mele si dimette dal gruppo UDC (tanto sennò lo cacciavano) ma non certo da deputato (almeno per ora). Perché dovrebbe? Forse perché, oltre a rappresentare i suoi elettori è anche un rappresentante del Popolo Italiano Sovrano? Tsk, chi pensa ciò fa confusione tra le due cose: essere rappresentante del popolo comporta certi doveri, che non riguardano la vita privata, e non altri. Uno che si fa le canne, o va a puttane, o tira di coca non per questo viene meno a tali doveri.

E quanto detto vale anche se il nostro onorevole birbante si fa corrompere, truffa lo Stato o ruba le elemosine. Dov'è la differenza? Chi può sapere se il ministro socialista che prendeva le tangenti poi non operasse con grande coerenza e capacità nell'esercizio della sua funzione?
Io semmai andrei dagli elettori dell'on. Mele a dirgli "bravi coglioni! visto chi avete eletto?"

(*)Ah, tra l'altro si tratta dello stesso albergo, il "Flora" :D


Promemoria per chi non va a votare

Colgo l'occasione fornita dal post di Dania per ricordare agli astenuti passati e futuri che
chi non vota in realtà vota per chi vince.

Passiamo a dimostrare.
Se tu non vai a votare avresti potuto 1) votare per quelli che hanno vinto; 2) votare per quelli che hanno perso.
A posteriori il caso 2) dà 2 possibili effetti:
2a) Il tuo voto avrebbe cambiato il risultato;
2b) il tuo voto sarebbe stato ininfluente.
Il caso 1) invece ha un solo effetto:
1a) il tuo voto sarebbe stato ininfluente.

Quindi chi non vota (e quando fa quella scelta non conosce il risultato finale) accetta che il suo non-voto abbia uno dei 3 effetti possibili:
1a: sarà ininfluente.
2a: avrebbe cambiato il risultato
2b: sarà ininfluente.

Balza agli occhi che l'unico caso in cui il non-voto ha avuto effetto è il 2a, e in quel caso chi ha guadagnato dal non-voto è chi ha vinto, dato che non avrebbe vinto.
Di conseguenza chi non vota accetta, più o meno consapevolmente, di favorire la lista che vincerà, qualunque sia. cvd.


Fin qui la logica. A questo punto in genere qualcuno obietta che è quasi impossibile che si verifichi il caso 2a, cioè che una lista vinca per 1 voto. È vero, ma è altrettanto vero che la scelta di non votare di un elettore non ha effetto solo sul suo voto: c'è una "ricaduta sociale" di queste scelte, spesso ignota anche a chi la causa. Non è uguale per tutti, ovviamente, questa possibilità di influenzare le scelte altrui, ma per tutti esiste ed ha un effetto. Ometto la casistica per non farla lunga.

Detto ciò, ricordo che alle ultime Elezioni politiche c'è stato uno scarto di circa 25.000 voti; e che, per esempio, in un Comune dalle mie parti, il Sindaco è stato eletto con 150 voti di scarto.


domenica, 29 luglio 2007
Google My Maps

Da un po' Google ha aggiunto un'opzione a GoogleMaps: la possibilità per chiunque di inserire tracciati, luoghi, aree e relative indicazioni nel database pubblico. Così tutti possono aggiungere ai dati visibili sulle mappe di Google le proprie conoscenze, anche quelle del tutto personali e soggettive (qua c'è un negozio conveniente, là ho fatto l'amore per la prima volta, in quest'area si trovano i mirtilli, lungo questo percorso transitavano i pellegrini nel IX secolo, lì prende il sole tutti i giorni dalle 11 alle 15 una supertopa tedesca in topless etc. etc.).
Le possibilità di utilizzo di questo servizio (finora gratuito e scaricabile anche per GoogleEarth) sono evidentemente parecchie; forse troppe: può essere un po' troppo dispersivo per funzionare su larga scala.
Sicuramente può essere divertente per condividere cose in community circoscritte. Penso si possa anche fare una Caccia al tesoro. :D
Si accede a MyMaps dalla pagina iniziale di GoogleMaps: Le mie mappe.

Per esempio, ogni volta che vado a Parigi io soggiorno qua.


sabato, 28 luglio 2007
aNobii d'Anubi

Ovvero libri non tanto comuni, rari o specialistici che ho inserito in aNobii - al fine di vedere chi altri li abbia e quali suggerimenti possa trarre dagli scaffali di costoro. Per autore:

Albani Paolo  Auden W. Hugh Baker Nicholson  Bartezzaghi Stefano Barth John
Donald Barthelme  Bataille Georges  Buonarroti Berlinghiero  Catherine Binet Clerici Gianni  Danielewski Mark Z.  Della Bella Paolo Dossena Giampaolo Falabrino G. Luigi Antonio Franchini William Gaddis  Giusti Marco  Bernard Magné Manganelli, Giorgio Michele Mari  Harry Mathews  Perec Georges  Pynchon Thomas  Queneau Raymond  Rinaldi Pier Paolo  Roubaud Jacques  Satta Luciano Tagliasco Vincenzo Varaldo Giuseppe  Wallace David F.


bataillegaddis
mathews

ps: La lista di nomi e la parata di facce dovrei inserirle in ecolaliste...


venerdì, 27 luglio 2007
La tv d'estate

Una volta la tv, d'estate, dava un sacco di repliche: film, telefilm, sceneggiati. Ora le repliche ci sono tutto l'anno, sparse qua e là; però d'estate ci son solo quelle, perciò è più facile incapparci.
Sono incappato infatti nei film-tv di Nero Wolfe, visti decenni or sono, che Rete4 trasmette alle 14 tutti i giorni (e uno dice "e te guardi la tv alle 14?": aspettavo il Tour, OK?!).
Non sono quelli italiani con Tino Buazzelli e Paolo Ferrari bensì - mooolto meglio - quelli americani anni '70 con Maury Chaykin. Avrei preferito quelli anni '80 con Thayer David e Tom Mason, ma come trastullo van più che bene pure questi. Fabulous fabulae.







Relacss



mercoledì, 25 luglio 2007
Giornalisti

Telegiornali. Servizi sugli incendi sul Gargano. Gente incazzata come bisce. "Polemiche sui ritardi nei soccorsi".  Spezzone di 3 secondi di dichiarazione di un sindaco della zona: "Ci sono stati ritardi enormi, questo è un dato di fatto". Spezzone di 4 secondi di dichiarazione del responsabile della Protezione Civile Bertolaso: "L'allarme ci è arrivato con 2 ore di ritardo, poi abbiamo agito immediatamente".

Ora.

Se l'allarme è arrivato tardi, qualcuno ha ritardato nel darlo. Lapalisse.

Ci fosse stato UNO straccio di giornalista che avesse detto o chiesto "a CHI tocca dare l'allarme? CHI lo ha dato in ritardo?"! Domanda facile, no? Lo si può chiedere a Bertolaso, al Sindaco, ai Vigili del Fuoco, ad un tecnico anonimo del Comune, alla Zingara Cloris Brosca...

('Sto fatto degli incendi è solo per fare un esempio, neh.)



martedì, 24 luglio 2007
Spelling numerico (Barricate/1)

Ecco qua un vero post da blog-diario.
Potrei fare un tag apposito di "malcostumi-barbarie-cosechemidannoainervi". Oppure "barricate". Sono in una fase di calo di pigrizia (ma mi sto curando, neh), magari lo faccio. Tipo la rubrichetta di Piero Ottone sul
Venerdì (ma lui è un vecchio gentleman pignolo - una volta era un grande giornalista, una volta).

Senza divagare oltre: odio quelli che, al telefono, quando mi chiedono un numero di cellulare, me lo ripetono per conferma cambiando spelling (cambiando raggruppamenti, meglio).
Esempio:

Io: "Trequattrocinque, duetrequattro, trequattro, trequattro."
E di là: "Trequattrocinque, ventitré, quarantatré, quattrocentotrentaquattro, giusto?"
Che cazzo ne so io se è giusto? Mi ci vuole qualche secondo, devo visualizzare le cifre e confrontarle. E posso facilmente sbagliare. Allora, se non ho voglia di perder tempo rispondo che sì, è giusto. Altrimenti
"Non ne ho idea."
E di là:
"Come? No, il numero, dico, glielo rileggo..."
Io: "
Aspetti, prendo una penna."
E di là:
"...??!!"
.

Ahò, nella mia testa "duemilasette" sta da un'altra parte rispetto a "ventizerosette".
Ci dev'esser dietro una questione interessante  sul rapporto tra simboli e nomi dei simboli, e sulle aree della corteccia interessate alla percezione di quella roba. Ma questo è un post da blog-diario, quindi sorvolo.


lunedì, 23 luglio 2007
Anobii omnia vanitas

Non ho capito bene a cosa serva, Anobii. E mettersi lì ad inserire valanghe di cifre suona improbo alla mia sviluppatissima pigrizia. Comunque, ho detto "diamo un'occhiata". Ho anche inserito tot titoli.
La parte di compravendita potrebbe essere utile, se funziona. Anche se la limitazione dell'ISBN è orribilmente tranchant.
Al momento comunque mi pare che l'attrazione di fondo di tutto ciò stia nel gratificare la propria vanità mostrando al mondo quanti e quali libri si sono letti. Ma probabilmente mi sbaglio.


sabato, 21 luglio 2007
Ricordi alimentari

Pensavo, quand'è che abbiamo smesso di mangiare, a pranzo e a cena, primo-secondo-frutta, tutti i giorni, oltre a colazione e merenda? E soprattutto: come cacchio facevamo? Io oggi faccio fatica a finire un unico piatto. Mentre in passato tutti - mica solo i bambini - si strafogavano in questi pasti da vitelli. Apposta in tavola si metteva il piatto e, sopra, la scodella (o piatto fondo che dir si voglia). Eppure non c'erano adulti grassi, nella mia famiglia (e nessuno faceva il manovale, per dire).
Quando abbiamo smesso di mangiare doppio? Quando ho smesso? Non lo ricordo.

Alcune rarissime leccornie scoperte e desiderate nell'infanzia:
Il
Burro di arachidi (ribattezzato "marmellata di noccioline americane"). Roba esotica, sublime per merende. In casa non si comprava, dunque era dato assaporarne solo nelle visite ad un parente fornito di quella rarità che pareva distribuita direttamente dai soldati americani, come il cioccolato nel dopoguerra.
Il
Latte condensato, in tubetti o piccoli cartoni a tetraedro. Il sapore più libidinoso di cui abbia memoria. Anch'esso compariva rarissimamente, portato da parenti svizzeri. Toccava un paio di cucchiaini alla volta, sicché la brama non era mai estinta.
Le
barrette di Ovomaltina (diverse da quelle attuali), altra rarità d'importazione clandestina; in più "dava forza!", come gli spinaci di Braccio di Ferro (che per altro non erano certo altrettanto buoni).

Il primo supermercato aperto da queste parti mi pare fosse un Conad. Faceva molto moderno fare la spesa al supermercato. E girarci dentro era come essere in un'astronave proveniente da Bengodi. Certi cibi erano dentro contenitori fatti di sostanze fantascientifiche, tipo il polistirolo o il pvc.

Quand'è sparito il lattaio? Egli lasciava i cartoni (prima le bottiglie) davanti alla porta. Almeno, qualcuno ce li lasciava perché al mattino c'erano. Ad un certo punto deve aver smesso di lasciarli. Quando? Non ricordo.

I biscotti Mattutini della Talmone non so se esistono ancora. Nel mio ricordo, sono associati al Carosello della Talmone con il cartoon (in lingua ispano-veneta) che si può vedere qua ("El dindonderoooooooo!").

Acqua, vino rosso, pane e zucchero. Prima che il Cile importasse la sangria nelle feste de l'Unità, c'era questa zuppetta dolce e vagamente proibita con la quale ai bambini era permesso di sorbire del vino, in genere alla fine di un pranzo. Si usava la crosta del pane avanzato. Versando il vino pian pianino, questo non si mescolava all'acqua ma restava in alto nel bicchiere, finché il pane non si inzuppava e andava a fondo, mescolando i due liquidi. Sembrava una cosa tra il trucco di magia e l'esperimento di chimica.

ps: Non ho intenzione di fare dei post in stile Anima mia, cioè nostalgici. Però di ricordi sì, ne voglio fa' dell'altri. Per esempio sul'Italicus o su certi fatti di cronaca che mi ricordo benino. A suivre.


venerdì, 20 luglio 2007
Anticipazioni di un ottuagenario

Giampaolo Dossena, Mangiare banane, Il Mulino 2007, 111pagg., 10 euro.

...Perché ancora ottuagenario non lo è, il Dossena (manca poco: è del '30, come Gianni Clerici); quando lo sarà magari sarà tentato dal pubblicare una roba diaristica con la parola "ottuagenario" nel titolo, sbeffeggiando illustri predecessori quali Cesare Cases e Giuliano Toraldo di Francia. Ma più probabile che no.
Intanto comunque l'anticipazione è questo agile e divertente libretto di divagazioni sul filo della memoria, del gioco e del libero pensiero - quel libero pensiero, per capirci, che porta certe persone, quando la vecchiaia avanza, a sentirsi davvero fuori dalle regole, dai formalismi, dai compromessi. Non che Dossena si lanci in scabrose dichiarazioni o inattese rivelazioni, in questo libro; tutt'altro: la semplicità e la giocosità del suo scrivere restano quelli usati (anche quando dai ricordi o dai fatti attuali esce una certa stizzita amarezza).
"Mangiare banane" è composto di 45 capitoletti in ordine alfabetico fatti di pure divagazioni. Può sembrare una raccolta di elzeviri (anch'io per un attimo ho pensato "ma che è? una raccolta di articoli usciti da qualche parte?"). E del resto siamo lì, anche se gli argomenti di partenza delle divagazioni sono per lo più ricordi, appunto.
Chiaramente saltano fuori i temi cari a Dossena: le vecchie filastrocche e canzonette, i francobolli, la letteratura. I giochi no, stavolta restano fuori. La pesante retorica fascista, cattolica e risorgimentale sorbita da Dossena bambino è invece fonte di parecchi frammenti esilaranti.
"Mangiare banane" (il titolo è l'incipit dell'incipit del primo capitolo) è uscito nella bella collana Intersezioni; scorrendo il catalogo a fine libro ritrovo vari titoli che ho letto e amo: "L'ombra di Ulisse" e "Sulle orme di Ulisse" di Piero Boitani, "Se non esiste Dio" di Lezsek Kolakovski, "Babele" di Paul Zumthor.
E ora mi fermo perché sto guardando il film-documentario sul G8 di Genova (su La7) e non son dell'umore per continuare a scrivere di letteratura.


Harry Potter e quei simpatici ragazzi del Tg2

Ora, a me non me ne può frega' de meno, dato che i libri di Harry Potter non li leggo né li leggerò; ma qualcuno potrebbe anche aver lanciato delle maledizioni quando il Tg2 delle 13 (minuti fa) ha raccontato tutti i particolari dell'ultimo libro in uscita, senza avvertimenti o spoiler-alert.

Non è per questo che il Tg2 fa vomitare, intendiamoci. Si capisce solo che non è che ci fanno: ci sono.
Miracoli della selezione operata dai direttori filo berlusconiani.


Ma come mai?

Ma come mai quando Prodi accoglie una richiesta/proposta di Rifondazione/PdCI/Verdi "cede al ricatto della sinistra radicale", mentre quando la proposta/richiesta è un out-out di Rutelli allora sì, vabbè, protesta la sinistra radicale ma "c'è un sostanziale consenso trasversale" e "Ds e Prodiani lavorano per trovare un punto di incontro"?
Cos', cose che uno si chiede.


giovedì, 19 luglio 2007
Mercato dei cadaveri

Sitarello lugubremente estivo che calcola il valore in dollari del tuo cadavere, questo.

Io dopo morto varrò 3.465$. Troppi stravizi, mi sa.

(E dire che gli artisti, si dice, dopo morti aumentano di valore!.)

(Ma invece di comprare i cadaveri, se proprio uno ci tiene, non sarebbe meglio fare come Leonardo e mandare qualcuno a rubarli dalle tombe?




martedì, 17 luglio 2007
Giallo al Tour e dintorni

Ho notato che gli autori degli ultimi tre libri che ho letto si somigliano. Cioè, non è che si somiglino davvero; però in qualche modo si somigliano.
Intanto Gianni Mura, Giampaolo Dossena e Gianni Clerici sono tutti e tre over 60 - anzi, gli ultimi due sono over 75. Chiaro, io invecchio e l'età dei miei numi di pari passo s'allontana. Parecchi sono persino morti.


Ma qua vorrei scrivere del libro di Mura, "Giallo su giallo"; la sinossi dei tre Gianni la farò un'altra volta. Son convinto comunque che loro andrebbero molto d'accordo, in un ipotetico cenacolo.

Gianni Mura, dicevo. Chi legge La Repubblica lo conosce; forse lo apprezza. Sicuramente conosce la sua rubrica settimanale, "Sette giorni di cattivi pensieri": un corsivo che commenta i fatti salienti della settimana; soprattutto fatti sportivi (Mura scrive di sport), ma con frequenti e ampie incursioni nella politica, l'enologia, l'enigmistica, la cronaca. commenti molto divertenti e spesso molto amari; quasi sempre condivisibili - almeno per me.

Del resto è per questo che ho comprato e letto il suo "Giallo su giallo", nonostante si presenti come un giallo (ma va'!?). Mi è anche piaciuto, benché non sia in effetti un giallo in senso classico. (Spiegazione dell'apparente contraddizione: io non leggo i gialli, però mi piacciono.)

Intanto il protagonista è l'autore medesimo, Gianni Mura, gornalista inviato al Tour de France 2005 (il secondo giallo del titolo). Quando mai s'è visto un giallo autobiografico, seppure con trama di fantasia? Invece qua i fatti  avvengono proprio al Tour e a Gianni Mura che ancora una volta lo segue da inviato, da suiveur. In effetti il romanzo si svolge tra giornalisti, corridori, organizzatori. Mura segue il Tour dal '67, quell'ambiente lo conosce benino. Ricordi, digressioni, zingarate e gossip riguardo al Tour, ai suoi personaggi, al suo mondo costituiscono in effetti la parte maggiore (e migliore) di questo libro. Perché Gianni Mura non conosce bene solo il Tour, ma anche la Francia, la sua cultura, i suoi paesi e villaggi, gli chansonnier e i poeti; e poi i suoi vini e i suoi cibi. Del resto Mura - che è della scuola di Gianni Brera - tiene persino, con la moglie, una rubrica gastronomica sul Venerdì.

Dunque per ogni tappa c'è un ristorante, una specialità, un vino, un distillato, un paesaggio. Del resto fare il giornalista (lo disse Barzini, mi pare) è sempre meglio che lavorare.

Ma soprattutto ad ogni tappa l'inviato della Repubblica deve mandare il suo pezzo. E Mura li mette tutti, i suoi articoli dal Tour, nel romanzo. Articoli immaginari, chiaramente. Perché in "Giallo su giallo" ci sono personaggi immaginari, personaggi reali con nome e cognome reale, e personaggi col nome cambiato però riconoscibili. Il gioco di riconoscere se c'è qualcuno dietro ad ogni nome, e chi è, è un'altra godibile peculiarità del giallo. Facile capire che dietro a Bill Sheldon, americano che si appresta a vincere il 7° Tour dopo aver sconfitto il cancro, c'è Lance Armstrong; che dietro al kazako Kapetanov c'è Vinokourov (oggi 21° dopo 9 tappe del Tour 2007); che dietro al danese Jorgensen, detto "il pollo" per via delle gambe esili, c'è l'attuale maglia gialla, Rasmussen; che dietro all'italiano Valli c'è Basso, attualmente squalificato per doping.
Sì perché ho letto questo libro proprio durante il Tour de France in corso, seguìto da Gianni Mura per La Repubblica. Per qualche giorno ho letto gli articoli immaginari di Mura sul Tour 2005 e gli articoli reali di Mura sul Tour 2007. Non fosse che Armstrong s'è ritirato l'anno scorso, avrei potuto facilmente confondere le due cronache.

Questo post è già superlungo. Aggiungo solo che questa lettura mi ha fatto capire una cosa che sapevo già (succede): che quella prosa lì, quella giornalistica, asciutta e fatta di periodi brevi e densi, ha una potenzialità letteraria enorme e capace di passare dalla ludolinguistica alla cronaca senza cesure e senza retorica. Lo sapevo già e ora lo so.


lunedì, 16 luglio 2007
L'8 per mille alla Chiesa cattolica (pubblicità progresso)

Con i fondi dell'8x1000 alla Chiesa cattolica
abbiamo costruito un ospedale in Terzomondolia,
abbiamo dato speranza a Pussaviabruttolebbroso,
abbiamo mandato i missionari Alpitour in tutto il mondo,
abbiamo sostenuto i sacerdoti per il culto (in latino)...

Poi abbiamo dato anche 660 milioni di dollari a dei poveri bambini turbati, che vi ringraziano.

cgrn13lP.S: Sì, lo so che paga la diocesi di Los Angeles



giovedì, 12 luglio 2007
Scavi T. - 3 (Gaber)

Ci fu un periodo, diciamo tra il '70 e l'80, in cui lo spettacolo teatrale che Giorgio Gaber metteva su ogni anno veniva rappresentato nel teatro della mia città.. Siccome venivo portato regolarmente a vedere codesti spettacoli, fatti di canzoni e monologhi, mi acquistavo ogni volta la cassetta (musicassetta, ovvio) dello spettacolo, opportunamente venduta nel foyer. Tali acquisti, e i susseguenti, reiterati ascolti, si rivelarono particolarmente fertili negli anni a seguire: difatti, negli show al teatro, una buona parte delle battute non le capivo mica (ma tante altre sì, dato che il Gaber ha mantenuto sempre un'ironia di fondo crassa, da bar sport); ma negli ascolti successivi, pian piano, tutte le parodie, le citazioni, le metafore e i sarcasmi sono andati al loro posto.
Oltre a ciò, non posso negare che un po' di influenza sull'imberbe encefalo dello spettatore, le idee politiche semplici e idealiste del duo Gaber-Luporini (il co-autore dei testi) l'avevano; specie quando il Gabercich cavava graziosa satira interpretando  le perplessità e le debolezze dell'individuo di fronte ai grandi proclami, ai riti della democrazia, alle utopie.

E mi ricordo bene delle canzoni La presa del potere, La nave, Un'idea, Com'è bella la città, L'amico, Al Bar Casablanca, Oh Madonnina dei DoloriAngeleri Giuseppe, C'è solo la strada, Dove l'ho messa, Giotto da Bondone, Il corpo stupido, L'analisi + La leggerezzaL'odore, La peste, La realtà è un uccello, Le mani, I reduci, Le elezioni, Si può, I padri miei, Polli d'allevamento e soprattutto I borghesi.

Tutto ciò per dire che, dagli scavi, sono riemerse le vecchie musicassette. E anche il mangianastri, che però non va.





martedì, 10 luglio 2007
Scavi Traslocheologici - 2

Da cassetta ricolma di viti dal passo improbabile, chiodi ricurvi, chiavi sopravvissute alla propria (sconosciuta) serratura, nastri non più adesivi, candele d'accensione annerite, cacciaviti senza manico, forbici da poto con la sicura in pelle e altri oggetti inidentificabili, è emerso un pignone a 12 denti che so essere appartenuto al mio primo (e unico) motorino: un Garelli Ciclone 5 marce.

ciclone
Però il mio era rosso. Vroom.


Scavi Traslocheologici - 1

Come ben sa chi abbia affrontato  un trasloco (e segnatamente uno dalla casa avita), càpita che l'operazione causi l'affioramento di reperti perduti e dimenticati, databili ad ere remotissime della propria esistenza.
E infatti, essendo reduce da una di tali cruente campagne, mi ritrovo ora con una quantità di oggetti da schedare, catalogare, identificare et deinde buttare nel cassonetto - non prima di averne tratto pertinenti e nostalgici post.

Ho qualche lacuna sui criteri di catalogazione, ma qua siamo fuori da ogni àmbito accademico, e quindi vado tranquillamente random, variando tra la storia recente, i ricordi personal-generazionali e la schietta iconografia.

Iniziando con quest'ultima, ecco cosa viene alla luce da uno strato databile '76:




lunedì, 09 luglio 2007
È arrivato il bastimento

Ovvero: Libri per l'estate (2008, presumo)

cavazzoni gigantiIl pacco da Ibs mi ha puntualmente recapitato quanto ordinai:

-
Franzen, Le correzioni, Einaudi (perché non l'ho ancora letto).
- Gianni Mura, Giallo su giallo, Feltrinelli (per la stima verso Mura, il Tour, la Francia).
- Claire Messud, L'innocenza perduta di Sagesse, Piemme (perché voglio vedere che roba scrive costei).
- Giampaolo Dossena, Mangiare banane, Feltrinelli (obbligatorio per me acquisire un libro ove uno dei miei numi tutelari - il Dossena - si lancia in una sorta di Je me souviens).
- Jeffrey Eugenides, Middlesex, Mondadori (non ricordo perché).
- Ermanno Cavazzoni, Storia naturale dei giganti, Guanda (recensioni accattivanti, genere - letteratura comica surreale - che mi aggrada e che praticamente colleziono; si spera sia anche bello).


domenica, 08 luglio 2007
Quando esce un nuovo libro di Cortàzar...

cortazar divertimento...Bisogna leggerlo. Anche se si tratta, come nel caso, di un'opera giovanile, scritta ben prima di Rayuela e Bestiario, che vien tradotta in italiano solo ora.

Julio Cortàzar, "Divertimento", Voland.

Dal 13 luglio.


giovedì, 05 luglio 2007
Jodorowski e gli studenti di Rovigo

Gli studenti delle scuole italiane hanno scoperto da tempo che per guadagnare popolarità basta oggi mettere un video birichino su YouTube. Un metodo senz'altro più semplice e meno criminoso che dar fuoco alla macchina di un insegnante stronzo o staccare la testa a qualche statua.
I ragazzotti
- maggiorenni - di un Istituto di Rovigo, però, si sono beccati una denuncia per vilipendio di simboli di culto a causa di un video in cui si accaniscono contro un crocefisso. Il TG5 (non Striscia la notizia) prontamente ha aperto l'edizione serale trasmettendo il video dell'efferato crimine.
Ora, se riesco a isolare il pezzetto del film-culto di Alejandro Jodorowski La montagna sacra dove mucchi di crocefissi iperrealisti (e nudi) vengono spalati via con la ruspa, ecco, lo metto su YouTube anch'io.

(Quel film l'ho visto circa 30 anni fa, ma più passa il tempo più appare "scandaloso" - visto il regredire della morale comune.) (Chi non l'ha visto dovrebbe vederlo, IMHO.)


mercoledì, 04 luglio 2007
Devo aver sbagliato strada...



Ogni tanto è bene ricordare...

...Che quest'uomo qui è un genio assoluto e meriterebbe 2 o 3 premi Nobel.
Ugh. Dixi.



lunedì, 02 luglio 2007
E la "Zona Disagio"?

7 mesi fa è uscito il nuovo libro di Jonathan Franzen, The Discomfort Zone. A personal History. Traduzione italiana (Einaudi): Zona Disagio.
Non l'ho letto, ma dovrei - così dicono.
Pareri?



"Conversazioni" a Capri

In corso a Capri ( 28 giugno - 8 luglio) la seconda edizione della rassegna letteraria "Le conversazioni". Quest'anno ci sono, tra gli altri, McEwan, Palanhiuk, Amis.
Intanto sono stati messi online i video delle letture della scorsa edizione, con David Foster Wallace, Zadie Smith, Jeffrey Eugenides, Jonathan Franzen, Nathan Englander. Già visibili anche
alcuni video della edizione 2007.





(Nella foto, Claire Messud.)