Recevaligia:
Recentemente letti/riletti:
Alessandro Barbero, 9 agosto 378. Il giorno dei barbari.
Georges Duby, Le origini dell'economia europea.
Michel Houellebecq, Le particelle elementari.
Kurt Vonnegut, Un uomo senza patria.
Luciano Canfora, Giulio Cesare.
Umberto Eco, Sator Arepo eccetera.
Thomas Pynchon, L'arcobaleno della gravità .
Vernor Vinge, Rainbows End.
Terry Pratchett, Wyrd sisters.
Terry Pratchett, Monstrous regiment.
Luciano Canfora, Libro e libertà .
Desmond Morris, La scimmia nuda.
Luciano Canfora, 1914.
Pulsatilla, Giulietta Squeenz.
Terry Pratchett, Hogswatch.
Rex Stout, Abbiamo trasmesso.
Rex Stout, Troppi clienti!.
Terry Pratchett, Teatro di crudeltà .
Terry Pratchett, Il piccolo popolo dei grandi magazzini.
Terry Pratchett, Night Watch.
Terry Pratchett, The fifth elephant.
Terry Pratchett, Jingo.
Kurt Vonnegut jr., Madre notte.
P. K. Dick, Ubik.
James Gunn, Si garantisce la felicità .
Terry Pratchett, Feet of clay.
Terry Pratchett, L'arte della magia.
Terry Pratchett, La luce fantastica.
Terry Pratchett, Mort l'apprendista.
Terry Pratchett, The colour of magic - The graphic novel.
Piergiorgio Odifreddi, Perché non possiamo dirci cristiani.
Terry Pratchett, Uomini d'arme.
Francesco Guccini, Cittanòva Blues.
Terry Pratchett, A me le guardie!.
Desmond Morris, Il cane, tutti i perché.
Arthur C. Clarke, 2001, odissea nello spazio.
Douglas Adams, Praticamente innocuo.
Douglas Adams, Addio e grazie di tutto il pesce.
Douglas Adams, La vita, l'universo e tutto quanto.
Douglas Adams, Ristorante al termine dell'universo.
Kurt Vonnegut, Mattatoio n°5.
Arthur Conan Doyle, The hound of Baskervilles.
Robert Luis Stevenson, Treasure Island.
Arthur Conan Doyle, A study in scarlet.
2007 Georges Perec, W o il ricordo d'infanzia.
Joseph Conrad, Lo specchio del mare.
Michele Mari, Verderame.
Giampaolo Dossena, Dante
Donald Barthelme, Biancaneve
Giorgio Manganelli, Poesie
Paolo ALbani, La governante di Jevons
Ermanno Cavazzoni, Storia naturale dei giganti
Gianni Mura, Giallo su giallo
Giampaolo Dossena, Mangiare banane
Gianni Clerici, Zoo
Gianni Clerici, Alassio, 1939
David Foster Wallace, Oblio
Francesco Guccini, La legge del bar e altre comiche.
Alessandro Barbero, 9 agosto 378. Il giorno dei barbari.
Georges Duby, Le origini dell'economia europea.
Michel Houellebecq, Le particelle elementari.
Kurt Vonnegut, Un uomo senza patria.
Luciano Canfora, Giulio Cesare.
Umberto Eco, Sator Arepo eccetera.
Thomas Pynchon, L'arcobaleno della gravità .
Vernor Vinge, Rainbows End.
Terry Pratchett, Wyrd sisters.
Terry Pratchett, Monstrous regiment.
Luciano Canfora, Libro e libertà .
Desmond Morris, La scimmia nuda.
Luciano Canfora, 1914.
Pulsatilla, Giulietta Squeenz.
Terry Pratchett, Hogswatch.
Rex Stout, Abbiamo trasmesso.
Rex Stout, Troppi clienti!.
Terry Pratchett, Teatro di crudeltà .
Terry Pratchett, Il piccolo popolo dei grandi magazzini.
Terry Pratchett, Night Watch.
Terry Pratchett, The fifth elephant.
Terry Pratchett, Jingo.
Kurt Vonnegut jr., Madre notte.
P. K. Dick, Ubik.
James Gunn, Si garantisce la felicità .
Terry Pratchett, Feet of clay.
Terry Pratchett, L'arte della magia.
Terry Pratchett, La luce fantastica.
Terry Pratchett, Mort l'apprendista.
Terry Pratchett, The colour of magic - The graphic novel.
Piergiorgio Odifreddi, Perché non possiamo dirci cristiani.
Terry Pratchett, Uomini d'arme.
Francesco Guccini, Cittanòva Blues.
Terry Pratchett, A me le guardie!.
Desmond Morris, Il cane, tutti i perché.
Arthur C. Clarke, 2001, odissea nello spazio.
Douglas Adams, Praticamente innocuo.
Douglas Adams, Addio e grazie di tutto il pesce.
Douglas Adams, La vita, l'universo e tutto quanto.
Douglas Adams, Ristorante al termine dell'universo.
Kurt Vonnegut, Mattatoio n°5.
Arthur Conan Doyle, The hound of Baskervilles.
Robert Luis Stevenson, Treasure Island.
Arthur Conan Doyle, A study in scarlet.
2007 Georges Perec, W o il ricordo d'infanzia.
Joseph Conrad, Lo specchio del mare.
Michele Mari, Verderame.
Giampaolo Dossena, Dante
Donald Barthelme, Biancaneve
Giorgio Manganelli, Poesie
Paolo ALbani, La governante di Jevons
Ermanno Cavazzoni, Storia naturale dei giganti
Gianni Mura, Giallo su giallo
Giampaolo Dossena, Mangiare banane
Gianni Clerici, Zoo
Gianni Clerici, Alassio, 1939
David Foster Wallace, Oblio
Francesco Guccini, La legge del bar e altre comiche.
*
Audiolibri
da "L'isola pianeta e altri settentrioni" di Giorgio Manganelli (Adelphi 2006)Da "Centuria" di Giorgio Manganelli: Quattro (centuria n°4) (Adelphi 2006)
Tutti gli audiolibri
*
Testo della Legge Finanziaria 2008
così come approvata dal Senato il 15 novembre 2007.
Casomai, non so, qualcuno volesse...
così come approvata dal Senato il 15 novembre 2007.
Casomai, non so, qualcuno volesse...
Ultimi Commenti
Olmo&Biru
Il blog a fumetti
ECOLALISTE
Il blog delle liste
Audiovaligia
Il blog degli audio-libri
Rece-Valigia
Il blog-archivio delle recensioni
Il blog a fumetti
ECOLALISTE
Il blog delle liste
Audiovaligia
Il blog degli audio-libri
Rece-Valigia
Il blog-archivio delle recensioni
dicembre 2008
novembre 2008
ottobre 2008
settembre 2008
agosto 2008
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
io
arte
audiolibri
blog
cinema
continuiamocosì
critica
dfw
ebook
economia
enigmistica
filosofia
francia
fumetto
gals
giochi
linguistica - ludolinguistica
mai-più-senza
musica
obituary
olmo e biru
politica - societÃ
recensioni - scrittori
satira - comico
scienza-matematica
sport
storia
televisione
vita-da-single
web - informatica
arte
audiolibri
blog
cinema
continuiamocosì
critica
dfw
ebook
economia
enigmistica
filosofia
francia
fumetto
gals
giochi
linguistica - ludolinguistica
mai-più-senza
musica
obituary
olmo e biru
politica - societÃ
recensioni - scrittori
satira - comico
scienza-matematica
sport
storia
televisione
vita-da-single
web - informatica
...Ecolaliste...
Audiovaligia
Il mio lavoro
Sito su "La vita istruzioni per l'uso" di Georges Perec
Sito su Michele Mari
ameliebe
Azione Parallela
biancac
Binario 9 e 3/4
Bizblog
Botulinux - 8:49
CalMa
chez Séverine
Chou et Pomme
Cronache Meliane
e io che mi pensavo che...
Error 404
fabbrone
Giavasan
Gnegnet
herzog
ilibrintesta
ipazia
L'edipeo enciclopedico
Le inquiline
LeComari
lettura lenta
Lo Scaffale
Lobotomica
LPD
Mas
mascia
Matisse (Ricreazione)
mavi
MÃ nginoBrioches
Meta(llica)Fisica
mo me lo segno
NonSoloProust
Notimetolose
notiziole di .mau.
phoebe
Placida
Pulsatilla
Scuola di ladri
Senza qualitÃ
siocchezze
Sito di Paolo Albani
Smoking Permitted
spaesato
Thumper
Uccidi un grissino, salverai un tonno
Zilvia
Audiovaligia
Il mio lavoro
Sito su "La vita istruzioni per l'uso" di Georges Perec
Sito su Michele Mari
ameliebe
Azione Parallela
biancac
Binario 9 e 3/4
Bizblog
Botulinux - 8:49
CalMa
chez Séverine
Chou et Pomme
Cronache Meliane
e io che mi pensavo che...
Error 404
fabbrone
Giavasan
Gnegnet
herzog
ilibrintesta
ipazia
L'edipeo enciclopedico
Le inquiline
LeComari
lettura lenta
Lo Scaffale
Lobotomica
LPD
Mas
mascia
Matisse (Ricreazione)
mavi
MÃ nginoBrioches
Meta(llica)Fisica
mo me lo segno
NonSoloProust
Notimetolose
notiziole di .mau.
phoebe
Placida
Pulsatilla
Scuola di ladri
Senza qualitÃ
siocchezze
Sito di Paolo Albani
Smoking Permitted
spaesato
Thumper
Uccidi un grissino, salverai un tonno
Zilvia

Template: non è 'sto granché però l'ho fatto tutto da me, e quindi...
venerdì, 30 marzo 2007
Stanotte - o stamattina, boh - ho sognato che M.me Royal stravinceva il primo turno col 52% dei voti, lasciando al pulotto Sarkozy e al democristiano Bayrou circa il 20% cadauno; un altro candidato, nell'ombra non identificato (Le Pen, di sicuro), racimolava quasi tutto il resto.Bizzarra cosa: non seguo la politica interna francese da mesi. E ciò che giugne d'oltralpe, sulla stampa italiana, è all'incirca roba da Novella2000; al limite da Epoca o Gente (non so manco se queste testate esistano ancora, a dire il vero)
Comunque tra un mese la realtà delle presidenziali francesi 2007 sarà di sicuro parecchio diversa, sia dando retta ai sondaggi, sia facendo due conti. Moan!
lunedì, 26 marzo 2007
Io per lo meno li attendo. Sono "Biancaneve", di Donald Barthelme (Minimum Fax, tra poche settimane), e "Come un'onda che sale e che scende"(*), di William Vollmann (già disponibile, credo).
Se mi ricordo li prendo.
Esatto, questo è un post promemoria.
(*) Escludo di leggere la prima versione originale in 7 volumi pubblicata da McSweeney


Se mi ricordo li prendo.
Esatto, questo è un post promemoria.
(*) Escludo di leggere la prima versione originale in 7 volumi pubblicata da McSweeney


giovedì, 22 marzo 2007
Perché non provare...
...A rispondere al cellulare dicendo il proprio numero?
...A infilarsi dietro a qualcuno in una porta girevole?
...A vivere la propria vita in ordine alfabetico?
...A misurare la difficoltà di giochi e enigmi in Unità del Cubo di Rubik?
...Ad essere gli occhi e le orecchie di qualcuno che ci vede e ci sente benissimo?
...A in tedescacostruzionefrase parlare?
...Ad agitare il denaro appena prelevato dal bancomat saltando e gridando "Ho vinto! Ho vinto!"
...Ad aprire il proprio micro blog dentro i commenti del blog di qualcun altro?
...A fingere che i titoli dei romanzi siano titoli di serie tv, ed immaginare un corrispondente soggetto e adeguati personaggi?
...A scrivere lettere indirizzate ad una buca delle lettere?
...A cedere il proprio posto in piedi sull'autobus?
Eccetera. Su WhyNotTry?
...A rispondere al cellulare dicendo il proprio numero?
...A infilarsi dietro a qualcuno in una porta girevole?
...A vivere la propria vita in ordine alfabetico?
...A misurare la difficoltà di giochi e enigmi in Unità del Cubo di Rubik?
...Ad essere gli occhi e le orecchie di qualcuno che ci vede e ci sente benissimo?
...A in tedescacostruzionefrase parlare?
...Ad agitare il denaro appena prelevato dal bancomat saltando e gridando "Ho vinto! Ho vinto!"
...Ad aprire il proprio micro blog dentro i commenti del blog di qualcun altro?
...A fingere che i titoli dei romanzi siano titoli di serie tv, ed immaginare un corrispondente soggetto e adeguati personaggi?
...A scrivere lettere indirizzate ad una buca delle lettere?
...A cedere il proprio posto in piedi sull'autobus?
Eccetera. Su WhyNotTry?
Pollution
La portata di un condotto
è il volume liquido
che passa in una sua sezione
nell'unità di tempo.
E si ottiene moltiplicando
la sezione perpendicolare
per la velocità
che avrai del liquido.
A regime permanente
la portata è costante
attraverso una sezione
del condotto.
(Franco Battiato, 1972)
La portata di un condotto
è il volume liquido
che passa in una sua sezione
nell'unità di tempo.
E si ottiene moltiplicando
la sezione perpendicolare
per la velocità
che avrai del liquido.
A regime permanente
la portata è costante
attraverso una sezione
del condotto.
(Franco Battiato, 1972)
domenica, 18 marzo 2007
...Che poi, tra l'altro, quanto saranno fetenti questi di Mediaset? Dopo aver spippolato gli ultimi episodi di Doctor House trasmettendoli uno alla settimana e cambiando sempre giorno, ti troncano lì la programmazione lasciando in sospeso 'sta storia co' 'sto poliziotto fetente che vuole buttare in galera il Nostro!
Ma io mi vado a leggere le trame in rete e mi scarico gli episodi originali con eMule, ecco cosa faccio! Tzè! Pfui! Sgrunt.
Ma io mi vado a leggere le trame in rete e mi scarico gli episodi originali con eMule, ecco cosa faccio! Tzè! Pfui! Sgrunt.
venerdì, 16 marzo 2007
Quando il lupo arrivò al club "Il rivo", l'agnello era già stravolto per i troppi daiquiri, ma il suo cardigan bianco appariva ancora perfetto e le scarpe di vernice nera brillavano nella penombra.
"Dobbiamo parlare, non credi?" - disse il lupo avvicinandosi al bancone.
"No, non credo. Non intendo parlare con te." - disse l'agnello con un sorrisetto. E aggiunse, rivolto al barman: "Jim! Un altro"-
"Non credere di cavartela così!", insistette il lupo minaccioso. "Lo sai bene che tu in questo club non ci devi mettere piede!"
"Non so di cosa parli" - rispose l'agnello. "E non do fastidio a nessuno."
"Ah, non lo sai, maledetto bastardo? Ti sei già dimenticato di ciò che hai fatto a Kristen sei mesi fa?! E dell'incidente di Cheryl? E della sorella di Wendy?! Come puoi essere così!" - gridò il lupo.
"Non sono affari tuoi" - rispose sprezzante l'agnello.
"Invece lo sono..." - replicò il lupo estraendo una pistola.
"Ehi! Sei diventato pazzo?! che intenzioni hai?" - proruppe l'agnello vedendo l'arma.
"...Sono anche affari miei..." - proseguì il lupo sparando tre colpi contro l'agnello. "Perché io sono TUO PADRE!"
"Dobbiamo parlare, non credi?" - disse il lupo avvicinandosi al bancone.
"No, non credo. Non intendo parlare con te." - disse l'agnello con un sorrisetto. E aggiunse, rivolto al barman: "Jim! Un altro"-
"Non credere di cavartela così!", insistette il lupo minaccioso. "Lo sai bene che tu in questo club non ci devi mettere piede!"
"Non so di cosa parli" - rispose l'agnello. "E non do fastidio a nessuno."
"Ah, non lo sai, maledetto bastardo? Ti sei già dimenticato di ciò che hai fatto a Kristen sei mesi fa?! E dell'incidente di Cheryl? E della sorella di Wendy?! Come puoi essere così!" - gridò il lupo.
"Non sono affari tuoi" - rispose sprezzante l'agnello.
"Invece lo sono..." - replicò il lupo estraendo una pistola.
"Ehi! Sei diventato pazzo?! che intenzioni hai?" - proruppe l'agnello vedendo l'arma.
"...Sono anche affari miei..." - proseguì il lupo sparando tre colpi contro l'agnello. "Perché io sono TUO PADRE!"
Sul Domenicale u.s., un anonimo corsivista ironizza sull'ultima sparata del critico Antonio D'Orrico (col quale in genere sono in disaccordo a prescindere): un sapido trafiletto a pagina 31 (intitolato "Il post-Piperno è iniziato a Capalbio") evidenzia infatti l'umorismo involontario con cui il D'Orrico ha recentemente annunciato l'inizio di un nuovo filone delle italiche lettere; il Postpipernismo (dal nome dell'autore del best seller "Con le peggiori intenzioni").
Tale -ismo sarebbe in pratica esemplificato dal secondo romanzo di Leonardo Colombati (già osannato, nella sua nicchia, da Giulio Mozzi e altri web-critici per il precedente libro, "Perceber"), ovvero "Rio".
Ora, io di Piperno ho letto pochissimo e quel poco mi dà l'eczema; di Colombati non ho letto né il primo né il secondo libro; e D'Orrico le rare volte che lo leggo mi fa ridere di gusto. Da ciò risulterà evidente il mio scarso interesse verso l'inesistente postpipernismo e anche verso i libri dell'incolpevole Colombati, candidato fin d'ora ad entrare nella mia personale lista dei "Non l'ho letto e non mi piace" (in buona compagnia).
Tale -ismo sarebbe in pratica esemplificato dal secondo romanzo di Leonardo Colombati (già osannato, nella sua nicchia, da Giulio Mozzi e altri web-critici per il precedente libro, "Perceber"), ovvero "Rio".
Ora, io di Piperno ho letto pochissimo e quel poco mi dà l'eczema; di Colombati non ho letto né il primo né il secondo libro; e D'Orrico le rare volte che lo leggo mi fa ridere di gusto. Da ciò risulterà evidente il mio scarso interesse verso l'inesistente postpipernismo e anche verso i libri dell'incolpevole Colombati, candidato fin d'ora ad entrare nella mia personale lista dei "Non l'ho letto e non mi piace" (in buona compagnia).
mercoledì, 14 marzo 2007
Materasso per crisi di coppia

Fumatore per ambienti chiusi ove è vietato fumare


martedì, 13 marzo 2007
Nell'ordinare su Ibs le 100 poesie di Mari, ho aggiunto al pacchetto il divertente libretto che Paolo Mauri ha recensito, una settimana fa, nell'inserto libri de La Repubblica: "Intellettualoidi di tutto il mondo unitevi", di Corinne Maier.La rece mi ha lasciato tuttavia una perplessità: Mauri, citando la Maier, parla della cosiddetta 'beffa di Sokal'; poi dice che la tesi del libro è che ci sono pseudointellettuali che nascondono dietro parole forbite e discorsi contorti e incomprensibili la propria pochezza. Bene, ma Sokal ha mostrato una cosa molto diversa: ha mostrato cioè che ci sono discipline che, per propria natura e anche ai massimi livelli, amano il parlare contorto, ambiguo e massimamente oscuro al punto da non saper distinguere un testo assolutamente privo di senso da uno significante, seppur criptico (cfr. Sokal e Bricmont, "Imposture intellettuali").
Insomma, la Maier (che credo scriva soprattutto librini divertenti dalle miti pretese, per la cronaca), a quanto ho capito, fa le pulci ai parvenu del mondo culturale; mentre Sokal ha smascherato una parte assolutamente accademica e ufficiale di quel mondo.
Ok, quando mi arriva vedrò se, come probabile, sono io che non ho capito UBM.
...Tra una cosa e un'altra, seguendo il naturale ritmo delle cose, Capitan America, il supereroe più repubblicano di tutti (e non è facile), è morto.
Scommetto 10/1 che a) verrà ibernato un'altra volta; e b) poi riportato in vita più fico che pria.
Scommetto 10/1 che a) verrà ibernato un'altra volta; e b) poi riportato in vita più fico che pria.
domenica, 11 marzo 2007
Su Repubblica di qualche settimana fa, pagine culturali, due begli articoli mi hanno stimolato altrettanti post. Con lo zelo che mi contraddistingue ultimamente, eccomi a vergarne uno - quasi un mese dopo.
Quarant'anni fa usciva "La società dello spettacolo" di Guy Debord. Un ottimo articolo del saggista Antonio Gnoli (cfr. "I prossimi titani. Conversazioni con Ernst Jünger") ricorda l'utopia e la lungimiranza di questo testo celebre, all'epoca di grande impatto - molto citato ma non altrettanto letto (e anche abbastanza dimenticato, almeno come approccio di ulteriori studi).
In effetti il capitalismo moderno - il mercato moderno - si è fatto un sol boccone di Debord e delle sue velleitarie utopie. Il Situazionismo è stato risucchiato nel venir meno di tutti i fermenti culturali e politici di fine anni 60/inizio 70. E bisogna ammettere che il linguaggio di Debord e la parte propositiva/ottativa del suo testo prestavano il fianco a tale fraintendimento.
Dico "fraintendimento" perché - come nel caso di Marx un secolo prima - in Debord c'è una parte di analisi della società che sta benissimo in piedi anche senza l'altra parte, quella degli intenti e degli obiettivi. E quella parte di analisi resta ancora valida e attuale, anche se la realtà del mercato globale è andata persino oltre le previsioni di Debord, ed ha nel frattempo sviluppato la capacità di assimilare le voci di dissenso o di semplice distinzione: invece di combatterle o isolarle le trasforma in spettacoli anch'esse (possibilmente a pagamento).
È, questa, una capacità che è cresciuta in tutti questi 40 anni. Paradossalmente anche l'impatto "rivoluzionario" dei fermenti sociali e politici degli anni dal 1968 a (diciamo) il 1977 (almeno in Italia) ha contribuito a far crescere questa capacità di disinnescare assimilando.
Niente di nuovo, nel dire oggi tutto ciò. Don DeLillo, in Cosmopolis (2003), ha dipinto il capitalismo moderno proprio in quei termini: il dissenso come sfogo necessario ma neutralizzabile (ed infatti quel romanzo suonava un po' datato appena uscì).
Vari altri scrittori (Lethem, Wallace etc - memoria mia poca) nell'ultimo decennio hanno descritto il mondo contemporaneo mettendone in risalto il grottesco, l'assurdo, il teatrale. Gli scrittori, cioè, colgono quel mutamento "patologico" della realtà attuale per cui i comportamenti veri e quotidiani tendono ad imitare quelli fittizi inscenati per far vendere le merci. L'elemento patologico, in ciò, è nel fatto che anche l'identità e l'equilibrio dei singoli si adeguano alla logica del mercato. (Cfr. Dorfles, "Fatti e fattoidi".)
Tutto ciò è in effetti il compimento delle peggiori previsioni di Debord, il quale infatti, nei "Commentari sulla società dello spettacolo" (1988), concludeva che "Il vero ha smesso di esistere quasi dappertutto, e il falso indiscutibile ha ultimato la scomparsa dell'opinione pubblica".
Ciò nondimeno, dicevo, l'analisi di Debord mantiene validità (specie se la si spoglia degli orpelli linguistici della critica marxista): lo dimostra il fatto che la sostanza di essa - cioè la descrizione del potere politico - prefigura quella crisi del sistema democratico che oggi si comincia ad avvertire e di cui si è iniziato a parlare solo da qualche anno.
L'altro post che volevo fare prenderebbe spunto dall'articolo di Gabriele Romagnoli sul successo degli autori "antireligiosi". Ma ora gnaafò.
Quarant'anni fa usciva "La società dello spettacolo" di Guy Debord. Un ottimo articolo del saggista Antonio Gnoli (cfr. "I prossimi titani. Conversazioni con Ernst Jünger") ricorda l'utopia e la lungimiranza di questo testo celebre, all'epoca di grande impatto - molto citato ma non altrettanto letto (e anche abbastanza dimenticato, almeno come approccio di ulteriori studi).In effetti il capitalismo moderno - il mercato moderno - si è fatto un sol boccone di Debord e delle sue velleitarie utopie. Il Situazionismo è stato risucchiato nel venir meno di tutti i fermenti culturali e politici di fine anni 60/inizio 70. E bisogna ammettere che il linguaggio di Debord e la parte propositiva/ottativa del suo testo prestavano il fianco a tale fraintendimento.
Dico "fraintendimento" perché - come nel caso di Marx un secolo prima - in Debord c'è una parte di analisi della società che sta benissimo in piedi anche senza l'altra parte, quella degli intenti e degli obiettivi. E quella parte di analisi resta ancora valida e attuale, anche se la realtà del mercato globale è andata persino oltre le previsioni di Debord, ed ha nel frattempo sviluppato la capacità di assimilare le voci di dissenso o di semplice distinzione: invece di combatterle o isolarle le trasforma in spettacoli anch'esse (possibilmente a pagamento).
È, questa, una capacità che è cresciuta in tutti questi 40 anni. Paradossalmente anche l'impatto "rivoluzionario" dei fermenti sociali e politici degli anni dal 1968 a (diciamo) il 1977 (almeno in Italia) ha contribuito a far crescere questa capacità di disinnescare assimilando.
Niente di nuovo, nel dire oggi tutto ciò. Don DeLillo, in Cosmopolis (2003), ha dipinto il capitalismo moderno proprio in quei termini: il dissenso come sfogo necessario ma neutralizzabile (ed infatti quel romanzo suonava un po' datato appena uscì).
Vari altri scrittori (Lethem, Wallace etc - memoria mia poca) nell'ultimo decennio hanno descritto il mondo contemporaneo mettendone in risalto il grottesco, l'assurdo, il teatrale. Gli scrittori, cioè, colgono quel mutamento "patologico" della realtà attuale per cui i comportamenti veri e quotidiani tendono ad imitare quelli fittizi inscenati per far vendere le merci. L'elemento patologico, in ciò, è nel fatto che anche l'identità e l'equilibrio dei singoli si adeguano alla logica del mercato. (Cfr. Dorfles, "Fatti e fattoidi".)
Tutto ciò è in effetti il compimento delle peggiori previsioni di Debord, il quale infatti, nei "Commentari sulla società dello spettacolo" (1988), concludeva che "Il vero ha smesso di esistere quasi dappertutto, e il falso indiscutibile ha ultimato la scomparsa dell'opinione pubblica".
Ciò nondimeno, dicevo, l'analisi di Debord mantiene validità (specie se la si spoglia degli orpelli linguistici della critica marxista): lo dimostra il fatto che la sostanza di essa - cioè la descrizione del potere politico - prefigura quella crisi del sistema democratico che oggi si comincia ad avvertire e di cui si è iniziato a parlare solo da qualche anno.
L'altro post che volevo fare prenderebbe spunto dall'articolo di Gabriele Romagnoli sul successo degli autori "antireligiosi". Ma ora gnaafò.
(...) Lauro Farioli è morto
per riparare al torto
di chi si è già scordato
di Duccio Galimberti.
(...)
Tre immagini di Tancredi Galimberti detto Duccio
venerdì, 02 marzo 2007
Udite, udite.Nuntio vobis gaudium magnum.
"Cento poesie d'amore a LadyHawk". Einaudi. Ancora non l'ho trovato, ma questo primo libro di versi del maximus Michele esiste (esempi).
Quindi va comprato e letto senza indugi, scuse o eccezione alcuna.
Ugh.






Anzi, come vada a finire la vicenda col fetente poliziotto Tritter l'ho già guardato