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Alessandro Barbero, 9 agosto 378. Il giorno dei barbari.
Georges Duby, Le origini dell'economia europea.
Michel Houellebecq, Le particelle elementari.
Kurt Vonnegut, Un uomo senza patria.
Luciano Canfora, Giulio Cesare.
Umberto Eco, Sator Arepo eccetera.
Thomas Pynchon, L'arcobaleno della gravitĂ .
Vernor Vinge, Rainbows End.
Terry Pratchett, Wyrd sisters.
Terry Pratchett, Monstrous regiment.
Luciano Canfora, Libro e libertĂ .
Desmond Morris, La scimmia nuda.
Luciano Canfora, 1914.
Pulsatilla, Giulietta Squeenz.
Terry Pratchett, Hogswatch.
Rex Stout, Abbiamo trasmesso.
Rex Stout, Troppi clienti!.
Terry Pratchett, Teatro di crudeltĂ .
Terry Pratchett, Il piccolo popolo dei grandi magazzini.
Terry Pratchett, Night Watch.
Terry Pratchett, The fifth elephant.
Terry Pratchett, Jingo.
Kurt Vonnegut jr., Madre notte.
P. K. Dick, Ubik.
James Gunn, Si garantisce la felicitĂ .
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Terry Pratchett, L'arte della magia.
Terry Pratchett, La luce fantastica.
Terry Pratchett, Mort l'apprendista.
Terry Pratchett, The colour of magic - The graphic novel.
Piergiorgio Odifreddi, Perché non possiamo dirci cristiani.
Terry Pratchett, Uomini d'arme.
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Terry Pratchett, A me le guardie!.
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Arthur C. Clarke, 2001, odissea nello spazio.
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Douglas Adams, Addio e grazie di tutto il pesce.
Douglas Adams, La vita, l'universo e tutto quanto.
Douglas Adams, Ristorante al termine dell'universo.
Kurt Vonnegut, Mattatoio n°5.
Arthur Conan Doyle, The hound of Baskervilles.
Robert Luis Stevenson, Treasure Island.
Arthur Conan Doyle, A study in scarlet.
2007 Georges Perec, W o il ricordo d'infanzia.
Joseph Conrad, Lo specchio del mare.
Michele Mari, Verderame.
Giampaolo Dossena, Dante
Donald Barthelme, Biancaneve
Giorgio Manganelli, Poesie
Paolo ALbani, La governante di Jevons
Ermanno Cavazzoni, Storia naturale dei giganti
Gianni Mura, Giallo su giallo
Giampaolo Dossena, Mangiare banane
Gianni Clerici, Zoo
Gianni Clerici, Alassio, 1939
David Foster Wallace, Oblio
Francesco Guccini, La legge del bar e altre comiche.
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Tutti gli audiolibri
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così come approvata dal Senato il 15 novembre 2007.
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Template: non è 'sto granché però l'ho fatto tutto da me, e quindi...
giovedì, 31 agosto 2006
Ho inserito questo spettabile blog nella (in una delle) Classifica dei blog italiani, verificando con malcelato orgoglio che esso situasi al 318° posto. Ma non ho fatto in tempo a gonfiare il petto e ingrassare di due chili che mi sono appunto ricordato che quella classifica lì include solo i blog che vi sono stati inseriti dai rispettivi proprietari e/o simpatizzanti. In tutto circa 900 soltanto, su ennemila blog italici. E dunque... (Per tacer del fatto che l'algoritmo usato per calcolare la classifica medesima è piuttosto sfasato, a giudicare dai risultati.)
Quindi scordiamoci la gloria e promuoviamo piuttosto il merito altrui segnalando 5 blog poco noti e degni IMHO di visita. (Le regole del Blogday puzzano tanto di catena, perciò io li linko e basta, questi 5 blog.)
Adage
Neil Gainman's Journal
New York/ New Zealand
BookLust
Digg
(L'ultimo è un newsblog, il più noto in effetti. Perché noi non abbiamo un buon newsblog?)
Ecco, dopo aver segnalato i miei 5 blog (abbastanza a casaccio nel marasma dei miei bookmark), ringrazio Catepol per aver segnalato ParoleValigia nel BlogDay.
Quindi scordiamoci la gloria e promuoviamo piuttosto il merito altrui segnalando 5 blog poco noti e degni IMHO di visita. (Le regole del Blogday puzzano tanto di catena, perciò io li linko e basta, questi 5 blog.)
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(L'ultimo è un newsblog, il più noto in effetti. Perché noi non abbiamo un buon newsblog?)
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Un momento di amarcord frugando dentro il Mulo
Oh jejjejjejjé oh je!
Oh jejjejjejjé oh je!
martedì, 29 agosto 2006
Intervallo
Ah, che la morte ognora
è tarda nel venir
ah, chi desia, ah chi desia morir?
Leonora, addio! Addio Leonora, addio!
Sconto col sangue mio
l'amor che posi in te!
Non ti scordar, non ti scordar di me!
Addio! Addio Leonora, addio!
lunedì, 28 agosto 2006
Ho una certa curiosità verso l'antologia "This Is Not Chick Lit: Original Stories by America's Best Women Writers", uscita da non molto a cura di Elizabeth Merrick. Però delle 18 autrici dei 18 racconti non ne conosco neanche una (cioè, saranno anche le America's best women writers...) e mi sfiora il vago sospetto che la Merrick applichi l'identità not-chick-lit-writer = women'slib-antisexist-writer. Di certo lei, la curatrice della raccolta, sembra un po' veterofemminista.Tuttavia non ho trovato in rete, ad una prima, sommaria ricerca, pareri che rafforzino quel vago sospetto. Perciò penso che terrò d'occhio le 18 scrittrici e questa raccolta.
Intanto qui c'è un'intervista interessante ad Elizabeth Merrick (piuttosto stantie le sue tesi).
Per la rubrica Histoire du speteguléz


Un Raymond Queneau rapato in vacanza al Canadel nel 1931; accanto a lui il regista e pittore Max Morise mostra quanto è abbronzato.
plin plon! comunicazione di servizio. si informa che le ferie e le vacanze sono finite, tutte, anche per chi è ancora in ferie e per chi è ancora in vacanza (e vedrà attorno a sé il resto del mondo tornare ad affaccendarsi con ingrugnato zelo, le scuole riaffollarsi, il campionato di calcio ripartire). la prossima festività utile è prevista per mercoledì 1° novembre p.v., Ognissanti.
plin plon!
venerdì, 25 agosto 2006
Coliandro.Mah, a me è piaciuto, il telefilmetto tratto dai libri di Carlo Lucarelli. 'Nsomma, protagonisti all'altezza, regia vivace, musiche... Oddio, a parte gli attori, molto simile ad Almost Blue, eh. Comunque, divertente, ecco.
Lucarelli ha voluto fare anche il suo cameo alla Hitchcock.
Fine della breve parentesi tv.
martedì, 22 agosto 2006
UPDATE: ho trovato un blog interamente dedicato ai giochi di evasione ed ai point'n'click game. Ce ne sono varie centinaia. Sta QUI. (Figata!)
Ecco qua cinque, dico 5, giochini di evasione, tutti belli tosti. Chi vuole cimentarsi poi non si lamenti se non riesce ad arrivare in fondo, cioè ad uscire dai diversi luoghi virtuali. I giochi di evasione sono infatti quelli in cui ci si trova in una stanza - o in una serie di stanze, o cmq in un luogo rappresentato tridimensionalmente - e bisogna trovare il modo, frugando dappertutto, di uscire.The Mistery of Space and Time è il gioco già proposto da lei e già circolato nei blog. Ma magari qualcuno non lo conosce. Sono 13 livelli, belli tosti. ;)
Crimson Room è invece un gioco giapponese (testo inglese). C'è solo da uscire dalla stanza in cui ci trova.
Viridian Room, idem come sopra, forse un po' più semplice. (Occorre anche l'audio.)
White Chamber è anch'esso un classico gioco di evasione. Con una moto. Raccogliere tutti i pezzi e usarli per uscire dalla stanza bianca.
The Room è un gioco di evasione di qualche anno fa. Tremendo. Occorre anche un editor di testo, tipo Word.
Chi riesce a risolvere faccia sapere. Buon divertimento. :D
lunedì, 21 agosto 2006
Solo per completezza (e per i fan-atici), ecco qua una breve intervista audio (4 minuti circa) a DFWallace sul suo articolo su Federer.
Oggi su Repubblica Gustavo Zagrebelsky (che non è solo un costituzionalista di chiara fama) interviene in difesa di Günter Grass - per la nota rivelazione recente - con un argomento, mi pare, originale. Z.(agrebelsky) applica un concetto weberiano: un intellettuale deve far conoscere il proprio lavoro e non la sua persona e i fatti suoi. Quando la fama di un intellettuale si allarga fino a comprendere anche lui come persona, allora lui diventa un personaggio, e ciò non è bello, è una degenerazione.
Ovviamente questa personalizzazione di un autore è cosa che accade, come no?; e, aggiunge Z., accade per responsabilità condivisa del mercato editoriale, del pubblico, dell'autore stesso.
Da questo assunto Z. argomenta che la presunta 'colpa' di Grass (ovvero l'aver atteso 60 anni per dire di esser stato, da ragazzino, nelle SS) è pressoché inesistente: infatti, se Grass avesse confessato prima di essere famoso, la cosa sarebbe stata irrilevante al di fuori della sua cerchia di conoscenti; se avesse confessato dopo, la cosa al contrario avrebbe colpito e marchiato non solo la sua persona ma tutta la sua opera - ma ciò per effetto di quella personalizzazione dell'autore che dall'autore stesso dipende solo marginalmente, e che comunque è un fatto degenerativo (secondo Weber e Z.).
Ora, io sono d'accordo con Z., però la sua argomentazione mi pare un po' artificiosa e piuttosto anacronistica.
Artificiosa perché l'ideale di intellettuale che resta nell'ombra rispetto alla sua opera è appunto un ideale, un'astrazione (un valore etico, al limite) e non funziona applicarla retoricamente a casi reali. Anacronistica perché, insomma, il mondo va in un'altra direzione, e non da oggi: gli autori oggi sono tenuti ad esporsi come persone, persino quando non sono famosi; perciò l'ideale weberiano, condivisibile o meno, è defunto, e bisogna pur tener conto di ciò.
Tuttavia, dicevo, concordo con la difesa di Grass.
Fermo restando che la sua presunta colpa non è certo di aver indossato la divisa delle SS a 16 anni, in quel contesto e in quel momento, bensì di non averlo rivelato prima, mentre sferzava la coscienza tedesca e quella di tutto l'occidente con lucidità e acutezza; fermo restando questo, credo si debba considerare che a) non conosciamo i motivi concreti e personali del lungo silenzio di Grass e quindi non possiamo giudicarlo; e b) che averlo detto prima, molto prima, avrebbe in effetti screditato la sua voce e la sua influenza in anni durante i quali tale discredito non sarebbe stato dannoso solo per Grass stesso ma anche per l'intera società tedesca. E ciò non solo perché Grass è diventato presto un personaggio e una voce pesante, ma anche perché non stiamo parlando di un autore di romanzi fantasy o rosa, bensì di un intellettuale che è intervenuto moltissimo nel dibattito sociale e politico della Germania e dell'Occidente. So che questo suona molto "pragmatismo togliattiano", ma la differenza sostanziale è che io questa valutazione la faccio a posteriori. (Grass l'ha fatta a priori? Non si sa. Vedi punto a).)
Infine, su un altro punto concordo con Z.: nel sottolineare che Grass la sua confessione l'ha fatta spontaneamente, senza alcuna forzatura o valutazione opportunistica (chi pensa che l'abbia fatto per pubblicizzare la sua autobiografia in uscita è in mala fede: un premio Nobel celebre come Grass ha bisogno di autopromuoversi? LOL!). Poteva continuare a tacere, e invece, a 78 anni, ha parlato di questo lontano errore giovanile e di come ciò abbia pesato sulla sua coscienza in tanti anni.
È un gesto di coraggio, da ammirare.
Ovviamente questa personalizzazione di un autore è cosa che accade, come no?; e, aggiunge Z., accade per responsabilità condivisa del mercato editoriale, del pubblico, dell'autore stesso.
Da questo assunto Z. argomenta che la presunta 'colpa' di Grass (ovvero l'aver atteso 60 anni per dire di esser stato, da ragazzino, nelle SS) è pressoché inesistente: infatti, se Grass avesse confessato prima di essere famoso, la cosa sarebbe stata irrilevante al di fuori della sua cerchia di conoscenti; se avesse confessato dopo, la cosa al contrario avrebbe colpito e marchiato non solo la sua persona ma tutta la sua opera - ma ciò per effetto di quella personalizzazione dell'autore che dall'autore stesso dipende solo marginalmente, e che comunque è un fatto degenerativo (secondo Weber e Z.).
Ora, io sono d'accordo con Z., però la sua argomentazione mi pare un po' artificiosa e piuttosto anacronistica.
Artificiosa perché l'ideale di intellettuale che resta nell'ombra rispetto alla sua opera è appunto un ideale, un'astrazione (un valore etico, al limite) e non funziona applicarla retoricamente a casi reali. Anacronistica perché, insomma, il mondo va in un'altra direzione, e non da oggi: gli autori oggi sono tenuti ad esporsi come persone, persino quando non sono famosi; perciò l'ideale weberiano, condivisibile o meno, è defunto, e bisogna pur tener conto di ciò.
Tuttavia, dicevo, concordo con la difesa di Grass.
Fermo restando che la sua presunta colpa non è certo di aver indossato la divisa delle SS a 16 anni, in quel contesto e in quel momento, bensì di non averlo rivelato prima, mentre sferzava la coscienza tedesca e quella di tutto l'occidente con lucidità e acutezza; fermo restando questo, credo si debba considerare che a) non conosciamo i motivi concreti e personali del lungo silenzio di Grass e quindi non possiamo giudicarlo; e b) che averlo detto prima, molto prima, avrebbe in effetti screditato la sua voce e la sua influenza in anni durante i quali tale discredito non sarebbe stato dannoso solo per Grass stesso ma anche per l'intera società tedesca. E ciò non solo perché Grass è diventato presto un personaggio e una voce pesante, ma anche perché non stiamo parlando di un autore di romanzi fantasy o rosa, bensì di un intellettuale che è intervenuto moltissimo nel dibattito sociale e politico della Germania e dell'Occidente. So che questo suona molto "pragmatismo togliattiano", ma la differenza sostanziale è che io questa valutazione la faccio a posteriori. (Grass l'ha fatta a priori? Non si sa. Vedi punto a).)
Infine, su un altro punto concordo con Z.: nel sottolineare che Grass la sua confessione l'ha fatta spontaneamente, senza alcuna forzatura o valutazione opportunistica (chi pensa che l'abbia fatto per pubblicizzare la sua autobiografia in uscita è in mala fede: un premio Nobel celebre come Grass ha bisogno di autopromuoversi? LOL!). Poteva continuare a tacere, e invece, a 78 anni, ha parlato di questo lontano errore giovanile e di come ciò abbia pesato sulla sua coscienza in tanti anni.
È un gesto di coraggio, da ammirare.
sabato, 19 agosto 2006
Federer come esperienza religiosa
Neanche a farlo apposta, se ne parlava oggi, di quel genio di DFW, ed ecco che sul New York Times viene pubblicato un suo nuovo, lungo articolo sul tennis.
Chi ha letto "Tennis, tv, trigonometria, tornado e altre cose divertenti che non farò mai più" avrà presente come l'ex tennista juniores Wallace scrive di Tennis. Tant'è vero che il nuovo articolo si intitola "Federer as Religious Experience".
E ovviamente dire che parli di tennis è come minimo superficiale.
L'articolo sta qui, ma bisogna registrarsi (gratis) per leggerlo.
In alternativa posso spedire la versione solo testo a chi ne fa richiesta.
Update: ora che ho finito di leggerlo, posso dire che l'articolo è interessante ma avrei delle obiezioni sulla evoluzione del tennis enfatizzata da DFW: 1. Federer non "discende" da Lendl ma piuttosto dal quel gruppo di giocatori americani che iniziarono ad anticipare molto i rimbalzi, il più celebre dei quali (e ancora in attività) è Agassi (all'epoca pieno di capelli e vestito, in campo, come un writer), il cui gioco veniva paragonato ad un flipper.
2. Nel dire che Federer è il primo giocatore che supera il periodo dei top-tennisti di pura potenza e repidità, Wallace dimentica ingiustamente Pete Sampras.
Neanche a farlo apposta, se ne parlava oggi, di quel genio di DFW, ed ecco che sul New York Times viene pubblicato un suo nuovo, lungo articolo sul tennis. Chi ha letto "Tennis, tv, trigonometria, tornado e altre cose divertenti che non farò mai più" avrà presente come l'ex tennista juniores Wallace scrive di Tennis. Tant'è vero che il nuovo articolo si intitola "Federer as Religious Experience".
E ovviamente dire che parli di tennis è come minimo superficiale.
L'articolo sta qui, ma bisogna registrarsi (gratis) per leggerlo.
In alternativa posso spedire la versione solo testo a chi ne fa richiesta.
Update: ora che ho finito di leggerlo, posso dire che l'articolo è interessante ma avrei delle obiezioni sulla evoluzione del tennis enfatizzata da DFW: 1. Federer non "discende" da Lendl ma piuttosto dal quel gruppo di giocatori americani che iniziarono ad anticipare molto i rimbalzi, il più celebre dei quali (e ancora in attività) è Agassi (all'epoca pieno di capelli e vestito, in campo, come un writer), il cui gioco veniva paragonato ad un flipper.
2. Nel dire che Federer è il primo giocatore che supera il periodo dei top-tennisti di pura potenza e repidità, Wallace dimentica ingiustamente Pete Sampras.
Per la serie "più son scemi più mi diverto", ecco un altro dei test che si trovano in rete. Anche questo in inglese (e pure un po' sgrammaticato).
Risultato: nella mia vita precedente ero una farfalla. Boia, che sfiga!
Risultato: nella mia vita precedente ero una farfalla. Boia, che sfiga!
You scored as butterfly.
What were u in ur past life? created with QuizFarm.com |
A Tubinga, in casa di un tizio, c'è il Museum of Temporary Art. Al di là del bel calembour (arte contemporanea, temporanea), l'argomento mi interessa assai. Dovrei farci un post, uno di quelli noiosi. Questo "museo" è una scatola con 33 cassetti contenenti oggetti ordinari che, per l'autore di questa iniziativa, sono legati a fatti o ricordi significativi. Quasi il principio con cui è scritto il libro di Georges Perec "Je me souviens" ("Mi ricordo", Bollati Boringhieri 1988).
Questa "esposizione" è inoltre aperta al contributo di chi vuole segnalare un proprio oggetto. Penso mi piacerebbe mandare qualcosa (pigrizia permettendo).
Con l'occasione ricordo che del libro di Perec esiste una versione on line con l'aggiunta di link per tutte le voci ricordate.
venerdì, 18 agosto 2006
Ho una scorta di siti carucci bookmarcati da segnalare, ma prima di sobbarcarmi tale onere (rinviabile senza danno) vorrei linkare Soundtransit, ovvero il sito che raccoglie brevissimi file audio di rumori registrati in varie parti del mondo (c'è anche la mappa, chiaro), quasi a voler fare un reportage di viaggi immaginari puramente auditivi.
Cioè, niente di nuovo, per carità; ma io trovo irresistibili certe rappresentazioni (totalmente soggettive, veh!) di un luogo costruite con pochissimi tratti - suoni in questo caso, piuttosto che parole o immagini. Tutto ciò ovviamente non ha niente a che fare con gli intenti del sito in questione, tuttavia io lo linko. Ci sono circa un migliaio di suoni e vari criteri di ricerca.
(Per esempio, questo mercato del pesce a Torino; o questa agghiacciante notte libanese; o questo temporale in Croazia.)
Cioè, niente di nuovo, per carità; ma io trovo irresistibili certe rappresentazioni (totalmente soggettive, veh!) di un luogo costruite con pochissimi tratti - suoni in questo caso, piuttosto che parole o immagini. Tutto ciò ovviamente non ha niente a che fare con gli intenti del sito in questione, tuttavia io lo linko. Ci sono circa un migliaio di suoni e vari criteri di ricerca.
(Per esempio, questo mercato del pesce a Torino; o questa agghiacciante notte libanese; o questo temporale in Croazia.)
Visto che online non c'è (mi pare), metto qua la scansione rimpaginata dell'articolo dedicato a Pulsatilla uscito sul paginone centrale di Repubblica a Ferragosto. (Ricopiarlo in versione testo: non se ne parla.)
giovedì, 17 agosto 2006
Ennesimo test - fatto benino, però - per identificare la propria visione del mondo. QUI.
Il mio risultato:
(Forse mi sono fatto prendere un po' la mano dall'idiosincrasia verso le superstizioni. Comunque sono a pari merito anche un postmodernista.
)
Il mio risultato:
You scored as Modernist. Modernism represents the thought that science and reason are all we need to carry on. Religion is unnecessary and any sort of spirituality halts progress. You believe everything has a rational explanation. 50% of Americans share your world-view.
What is Your World View? created with QuizFarm.com |
)
martedì, 15 agosto 2006
Almeno secondo Time. Ecco la lista.
Consigliati: Drawn! (dedicato al disegno), Mighty Goods, il sito dello shopping originale e bizzarro, Meebo, il servizio di Instant Messaging universale che riunisce MSN, Yhaoo, Icq etc; Shockwave, la patria dei giochini Flash. Da vedere anche Blurb, benché in versione Beta e ancora parziale.
Divertente anche la video-hit-parade quotidiana dei siti web.
Consigliati: Drawn! (dedicato al disegno), Mighty Goods, il sito dello shopping originale e bizzarro, Meebo, il servizio di Instant Messaging universale che riunisce MSN, Yhaoo, Icq etc; Shockwave, la patria dei giochini Flash. Da vedere anche Blurb, benché in versione Beta e ancora parziale.
Divertente anche la video-hit-parade quotidiana dei siti web.
domenica, 13 agosto 2006
Per entrare a far parte delle famose Ziegfeld follies, c'era da sottoporsi ad un accurato esame fotografico.
Il web si annoia e appena avvista una cosa originale ci si butta a pesce.
Un quasi ottuagenario americano, "youtube-addicted" per sua ammissione, mette on line un video in cui si rivolge ai giovani chiedendo consigli per realizzare propri filmati. In una settimana il video di Peter - AKA Geriatric1927- viene visto 300.000 volte e riceve quasi 6000 commenti. Seguono altri 5 brevi filmati, dal 6 agosto ad oggi, ciascuno con una media di circa 25.000 visite. Bizzarro, no?
Un quasi ottuagenario americano, "youtube-addicted" per sua ammissione, mette on line un video in cui si rivolge ai giovani chiedendo consigli per realizzare propri filmati. In una settimana il video di Peter - AKA Geriatric1927- viene visto 300.000 volte e riceve quasi 6000 commenti. Seguono altri 5 brevi filmati, dal 6 agosto ad oggi, ciascuno con una media di circa 25.000 visite. Bizzarro, no?
sabato, 12 agosto 2006





Cioè, voglio dire, dopo migliaia di pallottole che gli sono passate ad un pelo, zip! zwing!, mi sembra giusto che qualcuno lo faccia secco, il buon Tex.
Così, per vendicare il realismo.
(Carson, dovrebbe bastare la vecchiaia.)
mercoledì, 09 agosto 2006
lunedì, 07 agosto 2006
Su Blogthings - Cool Things to Put In Your Blog, insieme a tante altre fesserie utili a giocare sui blog, c'è questo test (che ho preso da VerdeMilo) che misura l'insoddisfazione sul posto di lavoro.
Questo è il mio, gratificante risultato (anche se mi sa che il test è pensato solo per il lavoro dipendente):
Questo è il mio, gratificante risultato (anche se mi sa che il test è pensato solo per il lavoro dipendente):
| Your Job Dissatisfaction Level is 8% |
![]() You're resepcted by your co-workers and boss. Plus, you usually get credit for your succcesses. Don't quit, unless you know you've got something better lined up. |
domenica, 06 agosto 2006
venerdì, 04 agosto 2006
giovedì, 03 agosto 2006
All'ombra delle giovani bombe in fiore.









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