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Georges Duby, Le origini dell'economia europea.
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Kurt Vonnegut, Un uomo senza patria.
Luciano Canfora, Giulio Cesare.
Umberto Eco, Sator Arepo eccetera.
Thomas Pynchon, L'arcobaleno della gravità .
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Terry Pratchett, Wyrd sisters.
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Luciano Canfora, Libro e libertà .
Desmond Morris, La scimmia nuda.
Luciano Canfora, 1914.
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Terry Pratchett, Hogswatch.
Rex Stout, Abbiamo trasmesso.
Rex Stout, Troppi clienti!.
Terry Pratchett, Teatro di crudeltà .
Terry Pratchett, Il piccolo popolo dei grandi magazzini.
Terry Pratchett, Night Watch.
Terry Pratchett, The fifth elephant.
Terry Pratchett, Jingo.
Kurt Vonnegut jr., Madre notte.
P. K. Dick, Ubik.
James Gunn, Si garantisce la felicità .
Terry Pratchett, Feet of clay.
Terry Pratchett, L'arte della magia.
Terry Pratchett, La luce fantastica.
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Terry Pratchett, The colour of magic - The graphic novel.
Piergiorgio Odifreddi, Perché non possiamo dirci cristiani.
Terry Pratchett, Uomini d'arme.
Francesco Guccini, Cittanòva Blues.
Terry Pratchett, A me le guardie!.
Desmond Morris, Il cane, tutti i perché.
Arthur C. Clarke, 2001, odissea nello spazio.
Douglas Adams, Praticamente innocuo.
Douglas Adams, Addio e grazie di tutto il pesce.
Douglas Adams, La vita, l'universo e tutto quanto.
Douglas Adams, Ristorante al termine dell'universo.
Kurt Vonnegut, Mattatoio n°5.
Arthur Conan Doyle, The hound of Baskervilles.
Robert Luis Stevenson, Treasure Island.
Arthur Conan Doyle, A study in scarlet.
2007 Georges Perec, W o il ricordo d'infanzia.
Joseph Conrad, Lo specchio del mare.
Michele Mari, Verderame.
Giampaolo Dossena, Dante
Donald Barthelme, Biancaneve
Giorgio Manganelli, Poesie
Paolo ALbani, La governante di Jevons
Ermanno Cavazzoni, Storia naturale dei giganti
Gianni Mura, Giallo su giallo
Giampaolo Dossena, Mangiare banane
Gianni Clerici, Zoo
Gianni Clerici, Alassio, 1939
David Foster Wallace, Oblio
Francesco Guccini, La legge del bar e altre comiche.
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lunedì, 31 luglio 2006
Da quasi due mesi il libro di Pulsatilla, "La ballata delle prugne secche", è stabilmente intorno al 5° posto nella classifica delle vendite della narrativa italiana. E giustamente il suo editore, Castelvecchi, fa sapere (Repubblica di oggi) di essere già alla quarta edizione. Non so quante siano le copie vendute ma poco prima dell'uscita si parlava di una prima tiratura di 30.000 copie. Wow!
sabato, 29 luglio 2006
Update:
Voilà, fatta la foto del coso petroso.
(La committenza aveva esigenze precise - excusatio non petita.)
Passato mercoledì, passato giovedì, passato venerdì...
HO FINITO.
Inaugurazione del coso petroso stamani, alla presenza di millanta glorie del ciclismo passato e presente (Alfredo Martini è un grande, confermo; altroché!) Non ho fatto neanche una foto; però poi me le passano, forse.
Puf puf, pant pant. Hurrà.
Mi dichiaro ufficialmente in ferie.
(Non vado da nessuna parte, eh; ho da fare dei lavori in casa, con calma, perciò resto qua - più o meno. Tranne qualche viaggetto breve breve...)
Voilà, fatta la foto del coso petroso.
(La committenza aveva esigenze precise - excusatio non petita.)Passato mercoledì, passato giovedì, passato venerdì...
HO FINITO.
Inaugurazione del coso petroso stamani, alla presenza di millanta glorie del ciclismo passato e presente (Alfredo Martini è un grande, confermo; altroché!) Non ho fatto neanche una foto; però poi me le passano, forse.
Puf puf, pant pant. Hurrà.
Mi dichiaro ufficialmente in ferie.
(Non vado da nessuna parte, eh; ho da fare dei lavori in casa, con calma, perciò resto qua - più o meno. Tranne qualche viaggetto breve breve...)
venerdì, 28 luglio 2006
Un bel tot di anni fa alcuni amici di una compagnia di teatro amatoriale mi chiesero di realizzare delle maschere di scena per il loro spettacolo. Lo spettacolo era una roba seria e drammatica: "Equus" di Peter Schaffer, un'opera del 1973 piuttosto datata e incentrata sui disturbi mentali di un ragazzo, Alan. che, in una crisi di follia, ha accecato sei cavalli.Daniel Radcliffe, adolescente belloccio noto per aver interpretato Harry Potter nei 5 film finora girati (compreso quello in lavorazione), interpreterà Alan in una versione di "Equus" in scena a Londra l'anno prossimo; e, rullo di pubblicitari, sarà nudo in scena, a cavallo.
Ora, io "Equus" me lo ricordo benino; e questa scena del nudo psicotico sta nel testo ma non ha alcuna ragione per apparire realmente in scena (dato che si tratta appunto di una nudità dovuta alla malattia e decisamente drammatica). Quindi presumo sia un bluff pubblicitario.
Le fan accalorate del giovane Daniel si regolino.
p.s. Per altro, in "Equus" c'è una scena piuttosto hard, ma lì niente nudo. ;)
giovedì, 27 luglio 2006
...Se ogni tanto non lo usi per mandare affanculo qualcuno/qualcosa?
Ed oggi è il turno dei farmacisti di FederFarma, che hanno deciso di scioperare ad oltranza per difendere un pezzettino del loro considerevole guadagno, a vantaggio esclusivamente delle proprie tasche e a danno delle tasche dei malati.
Tutte le balle che i farmacisti hanno sostenuto per anni, contro la vendita libera dei farmaci da banco, (cioè sulla indispensabile professionalità necessaria a consegnare la scatolina delle aspirine a chi la chiede) sono così evidenti che non occorre neanche argomentare. Tanto più che nell'ultimo incontro i farmacisti, sapete cosa hanno proposto al ministro Bersani? Di liberalizzare la vendita dei farmaci da banco in tutti gli esercizi commerciali, dagli autogrill ai tabaccai, però dopo aver fatto una lista di quei medicinali da banco che "non sono pericolosi". Che ganzi, eh?
Quanto poi ai farmacisti Federfarma stia a cuore la salute dei loro clienti balza ulteriormente agli occhi con questo sciopero ad oltranza, indiscriminato e selvaggio, che colpirà chi ha più difficoltà a muoversi, chi ha bisogno inderogabilmente di certi medicinali, chi abita in zone con poche farmacie comunali.
Ed oggi è il turno dei farmacisti di FederFarma, che hanno deciso di scioperare ad oltranza per difendere un pezzettino del loro considerevole guadagno, a vantaggio esclusivamente delle proprie tasche e a danno delle tasche dei malati.
Tutte le balle che i farmacisti hanno sostenuto per anni, contro la vendita libera dei farmaci da banco, (cioè sulla indispensabile professionalità necessaria a consegnare la scatolina delle aspirine a chi la chiede) sono così evidenti che non occorre neanche argomentare. Tanto più che nell'ultimo incontro i farmacisti, sapete cosa hanno proposto al ministro Bersani? Di liberalizzare la vendita dei farmaci da banco in tutti gli esercizi commerciali, dagli autogrill ai tabaccai, però dopo aver fatto una lista di quei medicinali da banco che "non sono pericolosi". Che ganzi, eh?
Quanto poi ai farmacisti Federfarma stia a cuore la salute dei loro clienti balza ulteriormente agli occhi con questo sciopero ad oltranza, indiscriminato e selvaggio, che colpirà chi ha più difficoltà a muoversi, chi ha bisogno inderogabilmente di certi medicinali, chi abita in zone con poche farmacie comunali.
Farmacisti Federfarma: andate af-fan-culo sentitamente; e quando ci siete andati VERGOGNATEVI!
mercoledì, 26 luglio 2006
Quando sento il nome del premier libanese Siniora mi viene in mente "Invito a cena con delitto".
Quando sento "Hezbollah" mi viene in mente "Helzapoppin".
Quando leggo "kefiah" penso automaticamente "Kafka".
Quando sento dire "Libano" mi vien da chiedere "Ne' lieti calici?"
D'altra parte quando vedo Calderoli penso sempre che sarebbe legittima difesa.
Quando sento "Hezbollah" mi viene in mente "Helzapoppin".
Quando leggo "kefiah" penso automaticamente "Kafka".
Quando sento dire "Libano" mi vien da chiedere "Ne' lieti calici?"
D'altra parte quando vedo Calderoli penso sempre che sarebbe legittima difesa.
martedì, 25 luglio 2006
Mercoledì, giovedì, venerdì. Tre.
Puttanaeva, ho i giorni contati. Mi ci vorrebbe Mr. Jinx...
Puttanaeva, ho i giorni contati. Mi ci vorrebbe Mr. Jinx...
domenica, 23 luglio 2006
Su Repubblica di oggi, in una delle insulse paginate monotematiche della domenica, un tot di scrittori rispondono alla domanda su quale sia il loro 'luogo letterario' prediletto. Qualcuno intende 'luogo letterario' come luogo reale che ispira l'immaginario letterario, altri come luogo immaginario descritto in qualche pagina.Tra questi ultimi, Aldo Nove risponde con una dichiarazione d'amore per Giorgio Manganelli che condivido (del resto ho adorato e utilizzato quel romanzo massimamente topologico che è "La palude definitiva") e dunque riporto (con qualche appunto, ehm):
"I luoghi letterari che amo di più sono i deserti lisergici di Manganelli. Mi fanno venire in mente le opere, quasi di un Manganelli attualizzato, di Mark Ryden [Devo indagare chi sia! Nota PB], quello dei teletubbies depressi in lande desolate e della bambina che prega la Barbie. C'è un'opera, Dall'inferno, che sprigiona forse più di tutte le altre la visionarità paesaggistica di Manganelli [Non è vero, La palude definitiva di più, Nota PB]. Come un discepolo impazziti di Niels Bohr, a metà tra la fisica quantistica e l'inquietudine di William Burroughs, il luogo descritto in Dall'inferno c'è e non c'è. E fa paura [Qui si potrebbe aprire un interessante parallelo tra i luoghi come la Casa di foglie di Danielewski, da un lato, e l'Ade dell'Hilarotragoedia, la Palude definitiva e l'Inferno manganelliani, dall'altro, Nota PB]. Al suo confronto Stephen King è rassicurante. Come diceva Roland Barthes a proposito di Verne, c'è uno sfondo borghese a rassicurare. In Manganelli c'è una metafisica rivoltante che come un organismo si muove in un territorio delimitato da se stesso [Frase che si capisce a senso se si evita di analizzarla, ehm. Nota PB]. Oltre ogni limite, anche quello kafkiano. In Manganelli non c'è individuo. Non si sa dove si è, non si sa chi si è [Ecco. Altro che Buzzati! Nota PB]. Manganelli sfila il mondo come un guanto e ci scaraventa nel vuoto assoluto di un'esplosione atomica densa di ritagli di cose e di anime [Uh? Troppo pathos. Nota PB], quelli che Enzensberger, nel suo L'affondamento del Titanic, chiamava "vorticosi souvenir". Mi piace l'idea di vivere in un mondo che è scoppiato, infinitamente relativo. È come la rete, che Manganelli, internauta prima dell'avvento del web, ha reso ontologia. Il blog di un blog [Sarebbe un metablog, cioè un blog dove si parla di un altro spcifico blog; ma mi sfuggono i termini della metafora, confesso. Nota PB] dove tutto è lecito. Il terrore dell'assoluta libertà apparente che ha perno nel vuoto. Aldo Nove.
Update: Mark Ryden è un pittore e illustratore che fa cose così.
In alto: "Saint Barbie", di Mark Ryden, appunto.
venerdì, 21 luglio 2006
Riprendo paro paro da Zilvia Pensieri-di-carta il link a questo archivio delle hit parade musicali italiane dal 1959 ad oggi - settimana per settimana. Consultandolo, si può togliersi la curiosità di vedere quali canzonette impazzavano in Italia nella settimana della propria nascita.Per me risulta una hit parade capeggiata da "Da una lacrima sul viso" (Bobby Solo) (che sarà apparsa appropriata alla mamma in travaglio, presumo), con "Non ho l'età" (Gigliola Cinquetta) al terzo posto (tanto per evidenziare che l'età io ce l'ho, sigh) e con sconosciuti quali Bruno Filippini, Fabrizio Ferretti e Remo Germani nei primi 10.
È divertente anche rivedere le hit parade dei periodi importanti della propria vita: la memoria auditiva, aiutata dai titoli, ha un forte potere evocativo.
HitParadeItalia offre anche una Shit Parade delle canzoni più tremende della musica italiana, formata dai voti dei visitatori del sito.
Chi ne ha voglia dica nei commenti qual è la propria birthday hit parade.
giovedì, 20 luglio 2006
Il vassoio da tastiera.


mercoledì, 19 luglio 2006
Divertente seppur discutibile elenco, questo stilato dall'Observer che indica i 50 album più importanti della musica degli ultimi decenni. Per ognuno dei dischi elencati c'è una breve scheda e una nota che dice quali musicisti e generi musicali non sarebbero esistiti senza l'album in questione.
Per esempio, senza "The Smiths" degli Smiths non avremmo avuto Belle and Sebastian, Suede, Oasis, Libertines; senza "The bends" dei Radioheads, niente Keane, né James Blunt., e niente coldplay; senza "My generation" degli Who, spariscono Paul Weller, Blur e Ordinary Boys; senza "Head hunters" di Herbie Hancock niente che sia jazz-funk sarebbe stato concepito; senza "Bringing it all at home" e "Highway 61 Revisited" di Bob Dylan, il rock moderno avrebbe dovuto inventarlo qualcun altro.
Tutto ciò secondo l'Observer, s'intende.
Per esempio, senza "The Smiths" degli Smiths non avremmo avuto Belle and Sebastian, Suede, Oasis, Libertines; senza "The bends" dei Radioheads, niente Keane, né James Blunt., e niente coldplay; senza "My generation" degli Who, spariscono Paul Weller, Blur e Ordinary Boys; senza "Head hunters" di Herbie Hancock niente che sia jazz-funk sarebbe stato concepito; senza "Bringing it all at home" e "Highway 61 Revisited" di Bob Dylan, il rock moderno avrebbe dovuto inventarlo qualcun altro.
Tutto ciò secondo l'Observer, s'intende.
martedì, 18 luglio 2006
Questo è un post pressoché compilativo, nel senso che di mio ci metto poco o nulla (si fa tanto prima e vengono anche meglio).In "Perché leggere i classici" Calvino si occupa anche dell'Odissea. Quella lì di Omero, sì.
Nel mostrare la ricchezza di quel testo antico, Calvino mostra che dentro l'Odissea sono contenute altre 'Odissee', implicite, potenziali o reali. Dodici, ve ne sono contenute. Eccole:
1. La Telemachia, il viaggio di Telemaco alla ricerca di cosa? Della sorte del padre. Telemaco cerca appunto l'Odissea che non conosce.
2. Il racconto di Proteo a Menelao, riferito poi a Telemaco, che parla di Ulisse sull'isola di Calipso e quindi include già tutto il viaggio del Laertiade.
3. Alla corte dei Feaci un cantore cieco narra le vicende di Troia e di Ulisse: è la storia da cui scaturisce l'Odissea: una ur-Odissea.
4. Ulisse, nell'udire il cantore cieco, scoppia in lacrime, rivela la sua identità e racconta tutto il suo viaggio fin lì: è Odissea Libri IX-XII.
5. Nel suo racconto Ulisse narra la discesa nell'Ade e la profezia che gli fa Tiresia, il quale gli svela il seguito del suo viaggio e oltre: un'Odissea oltre la narrazione effettiva.
6. Ulisse incontra le sirene che, per incantarlo, cantano le sue imprese - non si sa in che termini.
7. Il racconto che Ulisse, giunto a Itaca, fa al pastore Eumeo, poi ad Antinoo e poi a Penelope stessa per celare la sua identità: la storia di un cretese ridotto in miseria che ha viaggiato a lungo (ma quel preteso cretese è in effetti Odisseo, dunque i suoi viaggi inventati sono un'Odissea).
8. Ciò che Ulisse-falso-cretese racconta riguardo ad Ulisse, che avrebbe incontrato nei suoi viaggi.
9. Ulisse ha fama di astuto mentitore: il suo racconto ai Feaci (cioè Odissea IX-XII) potrebbe dunque essere tutto o in parte inventato, e costituire parte di un'Odissea in cui i fatti narrati nei Libri IX-XII sono falsi.
10. Tuttavia i viaggi di Ulisse sono raccontati anche in altre parti del poema: Omero stesso, quindi, autentica quelle vicende, e l'attenzione sulla realtà 'comparata' di tali vicende le fa rileggere diversamente.
11. Questa 11esima Odissea è uguale alla 4a e alla 9a, ma emerge ad un terzo livello di lettura: la collazione delle varie narrazioni delle vicende di Ulisse sparse nel poema. In virtù della varietà e frammentazione dei racconti collazionati, questa 11esima Odissea appare più arcaica delle altre; e tuttavia è necessariamente più recente, essendo ottenuta da quelle.
12. C'è infine l'ipotesi che le avventure dell'Odissea siano state inventate da Omero perché il viaggio di Ulisse non era abbastanza avvincente e significativo: eco del viaggio reale di Ulisse sarebbe nel racconto di Ulisse-falso-cretese. L'ipotesi poggia su un verso del proemio: "Di molto uomini vide le città e conobbe i pensieri": sembra più il viaggio del falso cretese che quello di Ulisse.
Delle 12 Odissee di Calvino parla Piero Boitani nel suo ennesimo libro su Ulisse, che sto finendo di leggere.
p.s. per MetallicaFisica: questo non è uno dei 2 post su Ulisse che ho preannunciato ;)
lunedì, 17 luglio 2006
domenica, 16 luglio 2006
Ripubblico la recensione di "Agape, agape" di William Gaddis: ogni volta che ci ripenso quel testo mi pare più attuale! E quindi.Lo straordinario, ultimo testo di William Gaddis esce ad alcuni anni dalla morte dell'autore (avvenuta alla fine del 1998), per sua esplicita volontà.
È un monologo di circa 90 pagine in cui uno scrittore malato terminale di enfisema polmonare (come Gaddis) cerca di ricapitolare e mettere insieme un testo al quale ha lavorato per decenni, un testo che doveva essere una storia della pianola meccanica negli USA come emblema della massificazione e devastazione della creazione artistica.
L'impianto autoreferenziale e autobiografico è fin troppo evidente fin dall'inizio: Gaddis raccolse davvero materiale su quell'argomento per almeno 40 anni, una quantità enorme di materiale per un'opera che poi decise di trasformare in un breve romanzo, "Agape, agape", appunto.
In questa scelta - così come nella costruzione autoreferenziale - è contenuto in parte il senso del testo e le tesi che sostiene: la rinuncia a scrivere un testo desiderato per tutta la vita contiene in sé infatti il soccombere dell'artista singolo di fronte alla società tecnologicamente massificata; e tuttavia questa rinuncia non è una sconfitta, come si deduce dalle ultime pagine del testo.
Il protagonista di "Agape, agape" denuncia dunque l'uccisione dell'artista per effetto della tecnologia, della massificazione del gusto, della democrazia: una tesi indubbiamente elitarista e reazionaria, e certamente non nuova (Eliot, Pound, Jünger si muovono su corde simili, per citare i primi che mi vengono in mente): "...because that's what it's about, that's what my work is about, the collapse of everything, of meaning, of language, of values, of art, disorder and dislocation wherever you look..."
E ancora: "...where individual is lost, the unique is lost, where authenticity is lost not just authenticity but the whole concept of authenticity, that love for the beautiful creation before it's created that that, (...) That natural merging of created life in this creation in love that transcends it, a celebration of the love that created it they called agape, that love feast in the early church, yes."
La tesi apocalittico-elitarista per cui l'arte massificata può solo soddisfare l'entertainment - e la tecnologia ha permesso ciò - (Gaddis cita vari autori, persino Flaubert quando dice "L'unico sogno della democrazia è di elevare il proletariato al livello di stupidità della borghesia") è radicale e non nuova, appunto - tanto meno condivisibile, almeno in tale forma.
Ma il senso del testo di Gaddis non è questo.
Il suo citare Tolstoj (La sonata a Kreutzer), Melville (Moby Dick), Bernhard (Il soccombente, vero modello ispiratore di Agape, agape, tanto che Gaddis scrive nei suoi appunti che sembra che Bernhard abbia rubato le sue idee ancora prima che lui le avesse), du Maurier (Trilby), Huizinga (Homo ludens), Freud etc. non serve ad argomentare quella tesi bensì a indicare la affinità tra menti diverse in epoche diverse e la fratellanza (agape) tra queste individualità che è il risultato ancora possibile della creazione artistica - risultato e motore ancora possibile, anche oggi, della creazione artistica.
"...They'd say I'm afraid of the death of the élite because it means the death of me of course I can't really blame them, I've been wrong about everything in my life it's all been fraud and fiction, let everybody down except my daughters..."
Gaddis parla anche di sé, appunto. E nelle ultime pagine il gioco del racconto autoreferenziale svanisce ed è l'autore che parla direttamente al lettore, senza più gioco o ironia.
Alcuni versi di Michelangelo (presenti in tutte le opere di Gaddis) esplicitano questo riferimento autobiografico: "O Dio, o Dio, o Dio/ Chi m'ha tolto a me stesso/ Ch'a me fusse più presso/ O più di me potessi, che poss'io?/ O Dio, o Dio...".
Ed ecco come la riflessione/confessione autobiografica si salda alla tesi sull'arte nella società contemporanea: lo scrittore anziano e malato, di fronte alla stesura di un'opera che deve rinunciare a scrivere, punta l'attenzione su quel "se stesso che avrebbe potuto fare di più", sulle possibilità di un artista da giovane frustrate dal mercato tecnologicamente massificato. Frustrate perché? Forse per aver cercato il consenso e l'immortalità in un'epoca in cui ciò è impossibile se non rinunciando a se stessi, appunto ("Quale immortalità se oggi c'è una nuova generazione ogni 4 giorni?", dice Gaddis).
La sconfitta individuale (del Soccombente Friedrich o dello scrittore di "Trilby" Svengali; ma anche di Gaddis che scrive "Il mio primo libro ["Le perizie" nda] è diventato il mio nemico") è dunque frutto di un'ambizione troppo egocentrica e soprattutto male indirizzata: non il mercato massificato può fruire dell'opera creata dal "se stesso che può fare di più", ma proprio l'autore e soprattutto altri uomini con una sensibilità affine alla sua. In questo senso l'opera d'arte senza compromessi ha ancora senso.
Una tesi fino in fondo elitarista, senza dubbio, ma che assume credibilità come 'confessione' individuale (per di più sul letto di morte).
Oltre a tutto ciò, il testo è bellissimo. Purtroppo non è ancora tradotto, credo.
(nella foto, "Bill Gaddis" di Julian Schnabel)
I nuovi romanzi di Thomas Pynchon (ancora untitled) e William T. Vollmann ("Poor people") usciranno a fine anno e sono già ordinabili su Amazon.
Amazon aveva pubblicato una prima descrizione del romanzo di Pynchon (piuttosto diversa dai rumors finora circolati), che poi è stata tolta dal sito (non si sa perché). Eccola: "Spanning the period between the Chicago World's Fair of 1893 and the years
just after World War I, this novel moves from the labor troubles in Colorado
to turn-of-the-century New York, to London and Gottingen, Venice and Vienna,
the Balkans, Central Asia, Siberia at the time of the mysterious Tunguska
Event, Mexico during the Revolution, postwar Paris, silent-era Hollywood,
and one or two places not strictly speaking on the map at all.
"With a worldwide disaster looming just a few years ahead, it is a time of
unrestrained corporate greed, false religiosity, moronic fecklessness, and
evil intent in high places. No reference to the present day is intended or
should be inferred.
"The sizable cast of characters includes anarchists, balloonists, gamblers,
corporate tycoons, drug enthusiasts, innocents and decadents,
mathematicians, mad scientists, shamans, psychics, and stage magicians,
spies, detectives, adventuresses, and hired guns. There are cameo
appearances by Nikola Tesla, Bela Lugosi, and Groucho Marx.
"As an era of certainty comes crashing down around their ears and an
unpredictable future commences, these folks are mostly just trying to pursue
their lives. Sometimes they manage to catch up; sometimes it's their lives
that pursue them.
"Meanwhile, the author is up to his usual business. Characters stop what
they're doing to sing what are for the most part stupid songs. Strange
sexual practices take place. Obscure languages are spoken, not always
idiomatically. Contrary-to-the-fact occurrences occur. If it is not the
world, it is what the world might be with a minor adjustment or two.
According to some, this is one of the main purposes of fiction.
"Let the reader decide, let the reader beware. Good luck."
Thomas Pynchon
Sapevàtelo!
Amazon aveva pubblicato una prima descrizione del romanzo di Pynchon (piuttosto diversa dai rumors finora circolati), che poi è stata tolta dal sito (non si sa perché). Eccola: "Spanning the period between the Chicago World's Fair of 1893 and the years
just after World War I, this novel moves from the labor troubles in Colorado
to turn-of-the-century New York, to London and Gottingen, Venice and Vienna,
the Balkans, Central Asia, Siberia at the time of the mysterious Tunguska
Event, Mexico during the Revolution, postwar Paris, silent-era Hollywood,
and one or two places not strictly speaking on the map at all.
"With a worldwide disaster looming just a few years ahead, it is a time of
unrestrained corporate greed, false religiosity, moronic fecklessness, and
evil intent in high places. No reference to the present day is intended or
should be inferred.
"The sizable cast of characters includes anarchists, balloonists, gamblers,
corporate tycoons, drug enthusiasts, innocents and decadents,
mathematicians, mad scientists, shamans, psychics, and stage magicians,
spies, detectives, adventuresses, and hired guns. There are cameo
appearances by Nikola Tesla, Bela Lugosi, and Groucho Marx.
"As an era of certainty comes crashing down around their ears and an
unpredictable future commences, these folks are mostly just trying to pursue
their lives. Sometimes they manage to catch up; sometimes it's their lives
that pursue them.
"Meanwhile, the author is up to his usual business. Characters stop what
they're doing to sing what are for the most part stupid songs. Strange
sexual practices take place. Obscure languages are spoken, not always
idiomatically. Contrary-to-the-fact occurrences occur. If it is not the
world, it is what the world might be with a minor adjustment or two.
According to some, this is one of the main purposes of fiction.
"Let the reader decide, let the reader beware. Good luck."
Thomas Pynchon
Sapevàtelo!
venerdì, 14 luglio 2006
Nella remota, remotissima, quasi impossibile ipotesi che qualcuno di voialtri dovesse vedermi con magliette rosa, fazzoletto rosa, boxer rosa, asciugamano rosa, shorts rosa, calzini rosa, vorrei specificare che ciò dipende esclusivamente dal fatto che la polo rossa che ho ficcato in lavatrice non era quella vecchia bensì - sigh! - una nuova.
Dixi.
Ho fatto due o tre post molto frivoli-soft perché ora ne faccio due pesi, pesissimi!
Dixi.
Ho fatto due o tre post molto frivoli-soft perché ora ne faccio due pesi, pesissimi!
giovedì, 13 luglio 2006
Update: la soluzione
Per chi ancora non lo avesse individuato,
ecco un ingrandimento della foto sotto.
Il micetto cercava il fresco sotto il fico abusivo nato in cortile
Concorso senza premi(*)
Per chi ancora non lo avesse individuato,
ecco un ingrandimento della foto sotto.
Il micetto cercava il fresco sotto il fico abusivo nato in cortileConcorso senza premi(*)
(*) Ehm, ho ancora da spedire i premi del concorso precedente. Abbiate fede!
mercoledì, 12 luglio 2006
Ho doppiato quota 50.000 e non me ne sono neanche accorto.
Bon, se ne riparla a 100K.
Bon, se ne riparla a 100K.
Comunicazione di servizio: ho aperto un altro blog. Mi serve per metterci alcune delle recensioni (si fa per dire) e dei post di critica (si fa per ridere) scritti in passato e già pubblicati su usenet. I post di Rece-valigia saranno comunque linkati via via qui nella colonna di sinistra.
Ugh!
Ugh!
martedì, 11 luglio 2006

lunedì, 10 luglio 2006
Per il 35° anniversario del Project Gutenberg, la biblioteca on-line World e-book Fair permette di scaricare gratuitamente i circa 300.000 testi del catalogo nel periodo dal 4 luglio al 4 agosto. Sono compresi anche parecchi libri ancora sotto diritto d'autore.
domenica, 09 luglio 2006
sabato, 08 luglio 2006
giovedì, 06 luglio 2006
Faccio qui un'accozzaglia di segnalazioni di siti e notizie varie & eventuali.
È uscita l'11a edizione del Merriam-Webster's Collegiate Dictionary. Contiene circa 100 nuove parole, tra le quali il verbo to google (esatto, guglare) e i sostantivi Spyware e mouse-potato (quest'ultimo indica chi passa tanto tempo davanti al pc).
Pare non ci siano molte opere di Kierkegaard on line. Questo sito mette a disposizione le più importanti (in inglese).
Giochino: abbastanza scemo ma (oppure quindi) divertente: iSketch: si entra in una delle stanze e, a turno, uno dei giocatori disegna una descrizione di una parola data dal programma; gli altri devono indovinare, ottenendo punti. 10 round ogni partita.
Fai una qualche attività fisica con l'iPod ficcato nelle orecchie? Voilà, il sito Fitness+iPod=FitPod, a ciò dedicato. Se ne sentiva sicuramente la mancanza.
Le opere grafiche di Giovanni Battista Piranesi sono tra quelle stracolme di unheimlich. Il perché non è chiaro. Comunque ecco il sito che le mette tutte quante (circa) on line. Wunderbar!
Utility: Coral è un sito che permette di raggiungere quei siti che non rispondono all'url diretto, che sembrano offline, che fanno aprire tanti popup o lanciano richieste di dialing, che si aprono lentissimamente. Una manna.
Giochino scemo numero 2. Avocadolite. Non necessita spiegazioni.
È uscita l'11a edizione del Merriam-Webster's Collegiate Dictionary. Contiene circa 100 nuove parole, tra le quali il verbo to google (esatto, guglare) e i sostantivi Spyware e mouse-potato (quest'ultimo indica chi passa tanto tempo davanti al pc).
Pare non ci siano molte opere di Kierkegaard on line. Questo sito mette a disposizione le più importanti (in inglese).
Giochino: abbastanza scemo ma (oppure quindi) divertente: iSketch: si entra in una delle stanze e, a turno, uno dei giocatori disegna una descrizione di una parola data dal programma; gli altri devono indovinare, ottenendo punti. 10 round ogni partita.Fai una qualche attività fisica con l'iPod ficcato nelle orecchie? Voilà, il sito Fitness+iPod=FitPod, a ciò dedicato. Se ne sentiva sicuramente la mancanza.
Le opere grafiche di Giovanni Battista Piranesi sono tra quelle stracolme di unheimlich. Il perché non è chiaro. Comunque ecco il sito che le mette tutte quante (circa) on line. Wunderbar!
Utility: Coral è un sito che permette di raggiungere quei siti che non rispondono all'url diretto, che sembrano offline, che fanno aprire tanti popup o lanciano richieste di dialing, che si aprono lentissimamente. Una manna.
Giochino scemo numero 2. Avocadolite. Non necessita spiegazioni.
mercoledì, 05 luglio 2006
Questo articolo di Time, a firma di Lev Grossman, vorrebbe individuare i più significativi giovani scrittori del momento. E per giovani scrittori intende gli Under 40. E elenca i migliori scrittori sottintendendo i migliori in assoluto, nel mondo, ma poi in realtà parla degli scrittori americani, al massimo includendo i britannici. Vabè, sono americani, si sa, hanno qualche problema di egocentrismo.
Bene, questo articolo di Time, è superficiale e un po' banale; però dice alcune cose interessanti.
La lista degli young writers, intanto, dovrebbe interessare il lettore italiano: non tutti quei nomi sono arcinoti, infatti; e i lettori forti sono sempre alla ricerca di titoli di loro gusto.
La lista (che migrerà su Ecolaliste, ovviamente) include Jhumpa Lahiri (The Namesake), Jonathan Safran Foer (Extremely Loud & Incredibly Close), Colson Whitehead (The Intuitionist), Edwidge DanticatBreath, Eyes, Memory), Dave Eggers (You Shall Know Our Velocity), Arthur Phillips (Prague), Curtis Sittenfeld (Prep), Myla Goldberg (Bee Season), Nicole Krauss (The History of Love), Gary ShteyngartAbsurdistan), Zadie Smith (On Beauty), Monica Ali (Brick Lane), David Mitchell (Black Swan Green), Sam Lipsyte e Kelly Link.
Ma il nocciolo dell'articolo di Grossman consiste nell'appurare che non esiste, oggi, uno scrittore che possa dirsi la voce della sua generazione. L'ultima generazione di narratori, infatti, non avrebbe come tratto comune la descrizione di situazioni o personaggi nei quali i lettori più giovani possano identificarsi; bensì il tratto accomunante questi young writers (molto diversi tra loro per tante cose) sarebbe la descrizione di situazioni locali e regionali legate all'immigrazione/emigrazione.
Io lettore dunque non troverò (e non lo cerco, perché non esiste più, secondo Grossman) un ritratto sociale e generazionale dell'Occidente che si guarda allo specchio, in questi romanzi; bensì situazioni e personaggi che attraversano un confine, che stanno on borders.
Da ciò discende la coralità che sostituisce la voce unica in questa generazione di narratori.
E da ciò - cosa che sfiora persino le questioni italiche - discenderebbero la commistione dei generi e la contaminazione tra high e popular literature: lo scrittore che non ha da raccontare la Verità che il suo lettore identificherà al volo come tale (perché riguarda il mondo di tale lettore), bensì storie di varia umanità, di particolari realtà locali, di circoscritti conflitti etnici, questo scrittore sente che per rendere appetibile al satollo e scafato lettore occidentale tali storie deve vestirle del plot intrigante del noir, della visionarietà della fantascienza, della asciuttezza del reportage. Sennò nemmeno trova l'editore.
p.s. Sarebbe interessante segnalare questo post sull'Aggregatore, così da avere magari qualche parere ulteriore sull'argomento. Purtroppo a me l'Aggregatore continua a non farmi più entrare. Sigh.
Bene, questo articolo di Time, è superficiale e un po' banale; però dice alcune cose interessanti.
La lista degli young writers, intanto, dovrebbe interessare il lettore italiano: non tutti quei nomi sono arcinoti, infatti; e i lettori forti sono sempre alla ricerca di titoli di loro gusto.
La lista (che migrerà su Ecolaliste, ovviamente) include Jhumpa Lahiri (The Namesake), Jonathan Safran Foer (Extremely Loud & Incredibly Close), Colson Whitehead (The Intuitionist), Edwidge DanticatBreath, Eyes, Memory), Dave Eggers (You Shall Know Our Velocity), Arthur Phillips (Prague), Curtis Sittenfeld (Prep), Myla Goldberg (Bee Season), Nicole Krauss (The History of Love), Gary ShteyngartAbsurdistan), Zadie Smith (On Beauty), Monica Ali (Brick Lane), David Mitchell (Black Swan Green), Sam Lipsyte e Kelly Link.
Ma il nocciolo dell'articolo di Grossman consiste nell'appurare che non esiste, oggi, uno scrittore che possa dirsi la voce della sua generazione. L'ultima generazione di narratori, infatti, non avrebbe come tratto comune la descrizione di situazioni o personaggi nei quali i lettori più giovani possano identificarsi; bensì il tratto accomunante questi young writers (molto diversi tra loro per tante cose) sarebbe la descrizione di situazioni locali e regionali legate all'immigrazione/emigrazione.
Io lettore dunque non troverò (e non lo cerco, perché non esiste più, secondo Grossman) un ritratto sociale e generazionale dell'Occidente che si guarda allo specchio, in questi romanzi; bensì situazioni e personaggi che attraversano un confine, che stanno on borders.
Da ciò discende la coralità che sostituisce la voce unica in questa generazione di narratori.
E da ciò - cosa che sfiora persino le questioni italiche - discenderebbero la commistione dei generi e la contaminazione tra high e popular literature: lo scrittore che non ha da raccontare la Verità che il suo lettore identificherà al volo come tale (perché riguarda il mondo di tale lettore), bensì storie di varia umanità, di particolari realtà locali, di circoscritti conflitti etnici, questo scrittore sente che per rendere appetibile al satollo e scafato lettore occidentale tali storie deve vestirle del plot intrigante del noir, della visionarietà della fantascienza, della asciuttezza del reportage. Sennò nemmeno trova l'editore.
p.s. Sarebbe interessante segnalare questo post sull'Aggregatore, così da avere magari qualche parere ulteriore sull'argomento. Purtroppo a me l'Aggregatore continua a non farmi più entrare. Sigh.
martedì, 04 luglio 2006
Prodi ha culo. 





Avete presenti le pietre? Bene, ho notato poco fa che esse, da desolate che erano, si sono di colpo popolate.
Avrei voluto fotografare un autentico membro della popolazione costì accasatasi, ma egli è schivo e non vuole saperne di firmare la liberatoria. Un'immagine di repertorio potrà tuttavia esemplificare:
Avrei voluto fotografare un autentico membro della popolazione costì accasatasi, ma egli è schivo e non vuole saperne di firmare la liberatoria. Un'immagine di repertorio potrà tuttavia esemplificare:

Aspetta solo che lo veda il gatto...
lunedì, 03 luglio 2006
Le cosiddette "liberalizzazioni" preparate dal ministro Bersani e approvate dal governo Prodi meritano la standing ovation. Forse anche una proposta di beatificazione in vita per avvenuto miracolo.
Non avrei mai pensato infatti di vedere ridimensionato, almeno un po', il potere di quei rapinatori legalizzati che sono le banche, le assicurazioni, le industrie farmaceutiche. E con la possibilità di intentare cause collettive entreranno nel mirino dei 'rapinati', si spera, anche i concessionari di telefonia mobile, con la loro 'decima' vessatoria sulle ricariche dei telefonini, e altre categorie di grandi aziende che carpiscono soldi agli utenti usando le maglie di una burocrazia fatta per ostacolarli e i vantaggi di posizioni di fatto oligopolistiche sul mercato.
Le banche ora dovranno comunicare ai clienti le variazioni delle spese e degli interessi con lettera a casa 30 giorni prima dell'entrata in vigore di tali variazioni; e il cliente avrà 2 mesi dal ricevimento della lettera per non accettare quelle variazioni e mollare la banca senza dover pagare spese ulteriori. Roba da non credere! C'è da chiedersi cosa faranno ora le banche per ostacolare questo provvedimento che di fatto toglie loro un'entrata fissa e sicura.
Le compagnie di assicurazioni, altra grande categoria di sanguisughe, non sono state in verità finora colpite granché: di fatto il decreto Bersani trasforma ogni agente in un possibile broker, cioè in un agente che potrà offrire polizze di tutte le compagnie, e non di una sola. Ciò dovrebbe far calare i premi (dell'RC Auto, soprattutto), sempre che le Assicurazioni non continuino a fare cartello (non si spiega altrimenti il fatto che, per esempio, le RC Auto costino in Italia il doppio che in Francia).
E i farmacisti e le industrie farmaceutiche, che si sono opposti per anni alla libera vendita ovunque dei farmaci che sono di libera vendita argomentando che non si può rinunciare alla loro professionalità (per comprare l'Aspirina!)?
Sono rimaste fuori dal decreto le industrie petrolifere, quelle cioè che ogni 6 mesi ci raccontano favole sul perché la benzina aumenta 100 quando il petrolio aumenta di 100, e cala di 20 quando lo stesso petrolio cala di 100. Ma le liberalizzazioni non sono finite, quindi c'è speranza.
Ultimo punto, ma non per importanza: il decreto Bersani aumenta i poteri dell'Authority Antitrust, la quale potrà ora imporre ai trasgressori lo stop immediato dell'infrazione; sembra un cavillo ma è una clava contro tutti i settori ove le aziende si mettono d'accordo per tenere i prezzi più alti del lecito.
Non avrei mai pensato infatti di vedere ridimensionato, almeno un po', il potere di quei rapinatori legalizzati che sono le banche, le assicurazioni, le industrie farmaceutiche. E con la possibilità di intentare cause collettive entreranno nel mirino dei 'rapinati', si spera, anche i concessionari di telefonia mobile, con la loro 'decima' vessatoria sulle ricariche dei telefonini, e altre categorie di grandi aziende che carpiscono soldi agli utenti usando le maglie di una burocrazia fatta per ostacolarli e i vantaggi di posizioni di fatto oligopolistiche sul mercato.
Le banche ora dovranno comunicare ai clienti le variazioni delle spese e degli interessi con lettera a casa 30 giorni prima dell'entrata in vigore di tali variazioni; e il cliente avrà 2 mesi dal ricevimento della lettera per non accettare quelle variazioni e mollare la banca senza dover pagare spese ulteriori. Roba da non credere! C'è da chiedersi cosa faranno ora le banche per ostacolare questo provvedimento che di fatto toglie loro un'entrata fissa e sicura.
Le compagnie di assicurazioni, altra grande categoria di sanguisughe, non sono state in verità finora colpite granché: di fatto il decreto Bersani trasforma ogni agente in un possibile broker, cioè in un agente che potrà offrire polizze di tutte le compagnie, e non di una sola. Ciò dovrebbe far calare i premi (dell'RC Auto, soprattutto), sempre che le Assicurazioni non continuino a fare cartello (non si spiega altrimenti il fatto che, per esempio, le RC Auto costino in Italia il doppio che in Francia).
E i farmacisti e le industrie farmaceutiche, che si sono opposti per anni alla libera vendita ovunque dei farmaci che sono di libera vendita argomentando che non si può rinunciare alla loro professionalità (per comprare l'Aspirina!)?
Sono rimaste fuori dal decreto le industrie petrolifere, quelle cioè che ogni 6 mesi ci raccontano favole sul perché la benzina aumenta 100 quando il petrolio aumenta di 100, e cala di 20 quando lo stesso petrolio cala di 100. Ma le liberalizzazioni non sono finite, quindi c'è speranza.
Ultimo punto, ma non per importanza: il decreto Bersani aumenta i poteri dell'Authority Antitrust, la quale potrà ora imporre ai trasgressori lo stop immediato dell'infrazione; sembra un cavillo ma è una clava contro tutti i settori ove le aziende si mettono d'accordo per tenere i prezzi più alti del lecito.
domenica, 02 luglio 2006
Voilà, un notevole archivio di film (corto e lungometraggi) "d'avant-garde" scaricabili gratuitamente; di/su/con Borges, Beckett, Varése, Cage, Ligeti, Borroughs, Bunuel, Debord, Duchamp, Genet, Ivens, Leger, Moholy-Nagy, Lacan, Rauschenberg, Man Ray, Serra e molti altri.











